LA RIVOLUZIONE AGRARIA NEL XVIII SECOLO

Il XVIII secolo è un periodo caratterizzato da importanti innovazioni in molti campi tra quelli più importanti quello sociale, politico, culturale e militare.

A partire dal XVIII secolo in Europa si assiste ad un incremento demografico della popolazione motivato da alcuni importanti fattori.

L’ultima grande epidemia di peste si ebbe nel XVII secolo in particolare tra la prima metà e la metà del 1600 in Europa si ebbero focolai in diverse zone. A partire dal XVIII secolo la situazione mutò e le epidemie di peste ebbero un tracollo e questo perché dalla metà del 1600 la Piccola Era Glaciale aveva abbassato il clima terrestre decimando le pulci portatrici della malattia. Questi piccoli animali prima succhiavano il sangue dei ratti e dopo mordendo l’uomo trasmettevano il batterio yersinia pestis della peste bubbonica oppure polmonare all’essere umano.

Il cambiamento climatico dovuto alla Piccola Era Glaciale portò alla decimazione di questi piccoli animali e quindi ad un abbassamento delle epidemie di peste in Europa.

L’unica malattia rimasta altamente mortale ed esistente durante il XVIII secolo fu il vaiolo malattia provocata da un virus la quale provocò la morte del 10% – 15%. Si troverà un vaccino contro il vaiolo a partire dal 1799.

La Rivoluzione Agricola del Neolitico e d’inizio anno mille con l’introduzione di nuove tecniche di coltivazione non furono le uniche. A partire dal XVII secolo gli inglesi capirono che si poteva migliorare il sistema di coltivazione modificando il metodo della rotazione triennale medievale. Il metodo della rotazione triennale medievale prevedeva la coltivazione a rotazione di due territori mentre il terzo veniva lasciato a riposo ma questo per quanto fosse stato per secoli un buon sistema di produzione agricola imponeva delle limitazioni. Infatti il terzo territorio rimaneva a riposo e quindi non produceva nulla. Il maggese così chiamato la terza porzione di terreno non coltivato utilizzando il metodo della rotazione triennale medievale a partire dal XVII secolo fu usato dagli inglesi come pascolo e quindi anch’esso iniziava a produrre. Insieme alla produzione agricola si assisteva all’incremento del bestiame come mezzo produttivo. Il maggese così scompariva lasciando il posto al bestiame che progredendo di numero incrementava la risorsa di concime e a sua volta aumentando la produttività degli altri terreni concimati maggiormente rispetto a prima. Questo sistema accrebbe la produzione dei cereali che a loro volta aumentarono la produttività dei terreni coltivati dalla patata e da altri tuberi e cereali per via delle loro proprietà naturali. La patata scoperta in America e considerata dai botanici europei solo verso la fine del 1500 all’inizio venne considerata come un prodotto alimentare da destinare solamente ai maiali. Successivamente a partire dal 1700 fu considerata dall’Europa orientale come alimento per l’essere umano ed ancora più tardi da Francia ed Inghilterra. La patata era un tubero molto nutriente e fu in seguito utilizzato contro le carestie. I rendimenti della patata rispetto agli altri cereali erano di 10 – 15 volte superiori. Inoltre la coltivazione della patata richiedeva meno  lavoro rispetto ad altri prodotti agrari ed era facile da cucinare.

L’incremento della produttività alimentare ed il cambiamento del sistema di coltivazione con l’introduzione della rotazione quadriennale portò a modifiche sociali politiche ed economiche di rilievo.

In Inghilterra questo nuovo sistema di utilizzare il maggese per il bestiame porterà alla recinzione dei terreni portando alla nascita della proprietà privata e smantellando il sistema medievale  dove i terreni erano vasti e coltivati dai contadini. Questo porterà alla cacciata di molti contadini dalle terre un tempo libere a tutti di essere coltivate così da incrementare la futura manodopera nelle città in cui stavano nascendo le prime industrie durante la Rivoluzione Industriale. Molti contadini senza più un lavoro ed una terra da poter coltivare emigrano in città per cercare e trovare lavoro incrementando l’organico nelle neo fabbriche cittadine che in quel momento richiedevano molta manodopera. Questo nuovo sistema di recinzione dei terreni per il bestiame nato in Inghilterra verrà chiamato Enclosures. Nasce la proprietà privata e si delinea una situazione tale in Inghilterra da richiedere una classe contadina più competente e specializzata rispetto a quella precedente. Con il passare del tempo i piccoli proprietari terrieri non riescono più a far fronte alle spese di ammodernamento delle proprie terre lasciando spazio ai grandi proprietari terrieri possedenti maggiori capitali da poter investire nelle proprie terre. Questi miglioramenti portano al passaggio dal proto capitalismo avuto ai tempi di Carlo V con il Commercio Triangolare al capitalismo mentre una maggiore disponibilità di alimenti prodotti dalle coltivazioni portano ad un incremento della popolazione in Inghilterra in particolare nelle città cioè nei centri urbani da impiegare nelle appena nate fabbriche. Seppure con tempi ed evoluzioni differenti in Europa si avrà un passaggio da un’economia di sussistenza un’economia di tipo moderno che porterà ad una industrializzazione sempre più importante. Altro aspetto da tener presente l’aumento della popolazione europea da circa 115 – 120 milioni a circa 185 – 190 milioni nel settecento porterà ad un incremento degli eserciti. Se nel 400 – 500 un esercito di 20.000 unità era già considerato di grosse dimensioni nel settecento parliamo di cifre maggiori. Basti pensare ad uno stato come la Prussia con circa due milioni di abitanti durante la Guerra dei Sette Anni possedente un esercito di circa 150.000 uomini oppure la Francia con trecento mila uomini. La partenza per la ricchezza di uno stato ed il progredire di qualsiasi campo dal sociale a culturale riguarda proprio l’accrescere della produzione di cibo. Se per esempio prima si producevano dieci unità di grano le genti dovevano pensare esclusivamente al proprio sostentamento. Se la produzione alimentare invece aumenta a venti o più unità di grano il pensiero della comunità non è più solo la sopravvivenza. Le unità di grano restanti possono essere impiegate nel commercio oppure messe da parte per tempi futuri più duri evitando carestie e morti per fame. La Rivoluzione Agricola del settecento porterà a quegli sviluppi sociali politici economici e culturali come la Rivoluzione Industriale il Capitalismo la nascita della classe operaia l’urbanizzazione delle città l’incremento della popolazione e darà un grosso contributo anche all’illuminismo nato in proprio in Inghilterra durante il XVII secolo.  

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