LA RIVOLUZIONE FRANCESE 3° PARTE

La presa del Palazzo delle Tuirelles aveva decretato la fine della monarchia perché di fatto il potere passò nelle mani della Comune che obbligò l’Assemblea Legislativa a proclamare la monarchia decaduta. Venne creata la Convenzione Nazionale che avrebbe avuto il compito di formulare una nuova costituzione.

Dopo poco l’Assemblea Legislativa designerà un consiglio provvisorio di sei ministri. 

La Torre del Tempio divenuta prigione detentiva per la famiglia reale di Francia secoli più tardi dalla sua costruzione, fu costruita nel 1240 dall’Ordine dei Templari. Successivamente venne requisita dallo stato francese dopo lo scioglimento dell’ordine avvenuto in terribili circostanze nel 1314. La famiglia reale francese prigioniera alla Torre del Tempio era composta dal re Luigi XVI, la regina Maria Antonietta, la sorella del re la principessa Elisabetta di Borbone, il figlio Luigi Carlo e la figlia Maria Teresa Carlotta chiamata dalla madre fin dalla tenera età “Mousseline la seria”. La Torre del Tempio venne restaurata e la parte della Piccola Torre divisa nei suoi tre piani infatti la famiglia reale non viveva insieme, raramente si ritrovavano tra di loro, l’unica situazione che offriva la possibilità di riunire la famiglia reale francese era quella dei pasti. Il primo piano venne assegnato alle tre dame di camera, il secondo piano alla regina Maria Antonietta ed alla figlia Maria Teresa Carlotta, il terzo piano venne dato al re Luigi XVI che dormiva su un letto a baldacchino. Il 26 settembre del 1792 la famiglia reale francese venne trasferita per ordine della Comune di Parigi dalla Piccola Torre alla Grande Torre della prigione della Torre del Tempio.

L’organizzazione delle stanze della Grande Torre della Torre del Tempio venne ordinata così “ al piano terra vivevano i quattro commissari ubicati nel piano non restaurato, al primo piano che come il piano terra non era stato restaurato, dormivano i quaranta uomini del corpo di guardia, il secondo piano contornato da tre torrette fu dato al re. Si accedeva da un corridoio a gomito sbarrato da due porte, una era in ferro e l’altra in legno di quercia entrambe davano accesso alla scala. Nell’anticamera del re era stato affisso un manifesto con la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 riquadrato dal tricolore. Un allungamento del letto del re veniva utilizzato come branda per il delfino di Francia. Il terzo piano era riservato alla regina, alla figlia ed alla cognata, Elisabetta di Francia.” C’erano altri nobili imprigionati alla Torre del Tempio tra cui la principessa Lamballe, amica intima della regina Maria Antonietta che durante i “Massacri di Settembre” verrà brutalmente assassinata. Dopo essere stata squartata la testa mozzata venne infilata su di una picca e fatta sfilare dalla folla inferocita e portata fino davanti alla porta della Torre del Tempio. Maria Antonietta svenne alla notizia dell’amica brutalmente uccisa. I Massacri di Settembre furono un uno dei tanti episodi sanguinari della Rivoluzione Francese. Quando il popolo seppe dell’avanzata delle truppe straniere in territorio francese, scoppiò una rivolta. Il popolo insorse attribuendo ai nobili ed ai prigionieri politici, molti dei quali chiusi nelle carceri, la colpa dell’avanzata della coalizione antifrancese nel territorio per cui iniziò una terribile e brutale aggressione a molte prigioni. Molti carcerati vennero brutalmente assassinati nelle prigioni. Dopo la partenza dei componenti della famiglia reale francese per il processo e la conseguente condanna a morte mediante la ghigliottina, rimasero alla Torre del Tempio il delfino Luigi Carlo e la sorella Maria Teresa Carlotta di Francia. Il delfino di Francia morirà di stenti e malattia nel 1795 dopo mesi di abbandono e mal curato dai medici mandati dalla Convenzione. L’erede al trono visse il suo ultimo periodo di vita in una stanza angusta con topi in condizioni igieniche pessime, abbandonato da tutti. Il piccolo Luigi Carlo dovette subire molte violenze corporali e psicologiche durante la sua prigionia alla Torre del Tempio soprattutto quando sua madre venne processata tra agosto ed ottobre del 1793 e quando gli fu affidato come precettore un rivoluzionario con intenzioni precise. Il nuovo precettore doveva educare l’erede al trono perché diventasse un nemico dei suoi stessi parenti più stretti inoltre doveva imparare a bestemmiare ed a pronunciare parolacce adoperando un linguaggio ordinario. Il delfino doveva testimoniare contro sua madre e contro sua zia, la prima colpevole di incesto nei confronti del figlio. Non mancavano le punizioni corporali da parte del nuovo precettore, l’accanimento contro l’erede al trono era aumentato dopo la proclamazione del piccolo a nuovo delfino dopo la morte del padre ghigliottinato avvenuta il 21 gennaio 1793 nella Place de la Revolution  tramite la ghigliottina L’unica superstite sarà la principessa Maria Teresa Carlotta liberata verso la fine del 1795. Emigrata in Austria darà successivamente la colpa all’imperatore Francesco II ed ai suoi parenti per non aver cercato in maniera più concisa una soluzione per impedire l’uccisione dei suoi genitori da parte dei rivoluzionari.

All’inizio i girondini cercarono d’impedire il processo a Luigi XVI per paura di un peggioramento delle ostilità da parte delle potenze europee contro la Francia rivoluzionaria.

La scoperta dell’Armadio di Ferro rese necessario il processo contro Luigi XVI.

Si trattava di un armadio segreto ubicato all’interno del Palazzo delle Tuirelles incassato nel muro del corridoio che collegava le camere dal eletto del re e del delfino. La serratura venne costruita dal fabbro Gamain il quale anni prima aveva condiviso con l’appassionato re il lavoro di costruttore di serrature. Al suo interno vennero trovati centinaia di documenti compromettenti che provavano i rapporti del re con ministri e componenti dei partiti rivoluzionari al fine di ottenere favori. Il fabbro Gamain rivelò ai ministri l’esistenza dell’armadio di ferro e successivamente dopo averlo aperto e mostrato alle autorità, venne rivelato anche alla Convenzione.

Il re di Francia e poi re dei francesi Luigi XVI venne riconosciuto colpevole dalla Convenzione Nazionale e condannato a morte mediante la Ghigliottina.

La ghigliottina è una macchina terribile utilizzata per esecuzioni capitali usata soprattutto durante la Rivoluzione Francese date le migliaia di esecuzioni eseguite durante gli anni della rivoluzione. Si tratta di una macchina composta da due lunghe travi di legno con alla base un tavolo dove si distendeva il condannato con il collo rivolto alla base delle due travi di legno. Tra le due travi di legno scorreva una pesante lama di metallo azionata a mano. Il collo del condannato veniva chiuso da un altro pezzo di legno con sopra una fessura per far passare la lama. Quando la macchina veniva azionata, la lama scorrendo tra le due travi prendeva sempre più velocità per mezzo della forza di gravità e tagliava la testa del condannato. All’epoca si pensava che non causasse alcun dolore al condannato a morte e quindi fosse un metodo “umano” per eseguire le condanne a morte. Inoltre come diceva la Rivoluzione Francese “Libertà, Uguaglianza e Fraternità” era un metodo uguale per tutti per dare la morte ai condannati. Non è un’invenzione da attribuire al medico francese Guillotin sebbene costui abbia proposto nel 1789 l’utilizzo della macchina per eseguire le condanne a morte definendolo “umano” senza inutili sofferenze per il condannato. Lo stesso sovrano Luigi XVI proporrà dei miglioramenti da dare alla macchina, essendo appassionato di meccanica oltre che di serrature. Utilizzi di primitive ghigliottine si hanno tramite alcune testimonianze storiche, fin dal 1507 a Genova. All’epoca la chiamavano “Mannaia” nella stessa Francia si hanno testimonianze di utilizzo della macchina chiamata successivamente ghigliottina circa un secolo prima della Rivoluzione Francese. Purtroppo il suo utilizzo continuerà in Europa nel novecento anche fino alla Seconda Guerra Mondiale questa volta nelle carceri della Germania.      

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