LA RIVOLUZIONE FRANCESE 2° PARTE

La presa della fortezza della Bastiglia da parte dei parigini del 14 luglio 1789 indica generalmente l’inizio della Rivoluzione Francese anche se in realtà già i altre località francesi l’agitazione era già presente. Nel maggio 1787 la giornata delle Tegole ne è un chiaro esempio dove a Grenoble le forti proteste delle famiglie in miseria si scontrarono con l’esercito il quale fu attaccato da tegole tirate dai cittadini saliti sopra i tetti. Anche il municipio fu assaltato il giorno precedente alla presa della Bastiglia il 13 luglio 1789, il sindaco in carica veniva  destituito ed ucciso dalla folla con conseguente nomina di Bailly a sindaco di Parigi.

Il re di Francia Luigi XVI è costretto a riconoscere l’Assemblea Nazionale riunita nella Sala della Pallacorda ed invita i nobili ed il clero a parteciparvi. Il 20 giugno del 1789 il Terzo Stato che si definisce il vero rappresentante della Nazione proclamò il Giuramento della Pallacorda con l’intenzione di emanare una Costituzione per la Francia.

Quindi l’assemblea Nazionale riunita nella Sala della Pallacorda era composta da diversi ceti sociali da sostenitori della monarchia assoluta quindi anche dell’Antico Regime ad antimonarchici democratici a sostenitori della monarchia costituzionale.

Nel frattempo nelle campagne francesi iniziò una rivolta antifeudale contro i signori locali che imponevano da secoli, alte tasse sui contadini e opprimevano le popolazioni dei loro territori con i loro privilegi. I castelli dei nobili locali venivano assaltati dai contadini.  

Il 4 agosto 1789 l’Assemblea Nazionale Costituente abolì le corvées cioè le tasse feudali con i conseguenti obblighi anche se i contadini dovevano versare ancora un somma di denaro all’erario. Questo per i successivi tre anni dopodiché la tassa sarà abolita.

Il 26 agosto 1789 l’assemblea Nazionale Costituente approvò la Dichiarazione dei diritti del’uomo e del cittadino dove all’interno del documento in 17 articoli venivano scritti e proclamati i diritti inviolabili dell’uomo e del cittadino come la libertà l’uguaglianza, la proprietà ed il diritto di resistenza dell’oppressione. Dopo secoli venivano riconosciuti una parte dei diritti inviolabili dell’essere umano grazie anche all’epoca dell’illuminismo quindi iniziava lo smantellamento e l’abolizione effettiva dell’assolutismo. La Francia veniva divisa in 83 dipartimenti con uguali diritti e doveri verso i governo centrale. Il 2 novembre del 1789 i beni del clero venivano requisiti per cercare di estinguere il deficit statale. Venne approvata nel 1790 la Costituzione civile del Clero, gli uomini di chiesa venivano eletti dai fedeli e stipendiati dallo stato, giurando fedeltà alla costituzione. Il papa Pio VI condannerà la Costituzione del Clero di conseguenza gli uomini di chiesa si divisero in fedeli alla costituzione e refrattari. La costituzione sarà approvata nel 1791 e sancirà la nascita della prima monarchia costituzionale francese fondata sulla separazione dei poteri. Il potere legislativo spettava all’assemblea legislativa composta da 745 deputati eletti ogni due anni mentre al re spettava il potere esecutivo, la nomina dei ministri ed il diritto di sospendere una legge approvata dall’assemblea ma questo non per più di quattro anni. Il re francese non poteva dichiarare guerra, firmare trattati di pace.

Il potere giudiziario spettava ai magistrati mentre il diritto al voto spettava agli uomini che avessero compiuto minimo 25 anni e pagassero tasse elevate. Questo discriminava i bassi ceti che rimasero insoddisfatti.

Intanto in Francia il problema alimentare e della miseria non era stato ancora risolto e gran parte della popolazione soffriva la fame e le malattie. Inoltre il re si rifiutò di accettare i fatti del 4 e del 26 agosto mentre il popolo soffriva la fame.

Il 5 ottobre del 1789 molte migliaia di donne confluirono insieme verso Versailles protestando davanti ai cancelli della reggia ed insultando soprattutto la regina. Dopo un breve combattimento tra le guardie ed i rivoltosi, gli appartamenti della regina ed i due sovrani vennero invasi e furono obbligati a furor di popolo ad abbandonare la Reggia di Versailles un altro simbolo dell’assolutismo per essere entrambi trasferiti al Palazzo delle Tuileries. Al Palazzo delle Tuileries re e regina con la famiglia venivano sorvegliati dalla Guardia Nazionale.

Il 14 luglio del 1790 durante i festeggiamenti del primo anniversario della presa della Bastiglia al Campo di Marte il re dei francesi Luigi XVI e la regina Maria Antonietta avevano prestato giuramento alla Costituzione davanti al popolo ed alla Guardia Nazionale. Il popolo aveva ancora una certa fiducia nella monarchia perché giurando fedeltà alla costituzione i due sovrani francesi dichiaravano davanti a tutti di accettare i cambiamenti sociali appena presi. Dal popolo si elevò un grido “ viva il re”. In realtà già da tempo il re e la regina pensavano ad una fuga da Parigi e dalla Francia sia per la loro incolumità sia per allearsi con le potenze straniere per instaurare di nuovo l’assolutismo e l’Antico Regime ripristinando tutti i poteri politici persi. Quindi il popolo aveva ancora fiducia nella monarchia e nel sovrano.

La fuga di Varennes del 1791 ruppe quella unità nazionale tra il re ed il popolo e quella fiducia ancora rimasta nella monarchia da parte della popolazione.

Il 20 giugno del 1791 dopo precedenti ripensamenti da parte di Luigi XVI venne presa la decisone di fuggire da Parigi per organizzare un’operazione militare contro la Francia rivoluzionaria, restando sempre in territorio francese per non perdere il proprio prestigio. Tutti gli ingressi del Palazzo delle Tuirellies erano sorvegliati dalla Guardia Nazionale ed oggi non si sa ancora come la famiglia reale possa essere riuscita a fuggire senza essere scoperta. L’obiettivo era il raggiungimento della fortezza lealista di Montmedy ubicata a nord-est della Francia dove cerano truppe fedeli al re ad aspettare l’arrivo della famiglia reale francese. I primi a fuggire dal Palazzo delle Tuirellies furono i figli e la governante, successivamente fuggirono Luigi XVI, sua sorella madame Elisabetta e la regina Maria Antonietta. Dopo essersi riuniti in una località poco distante a mezzanotte, la famiglia reale partì in una carrozza poi sostituita con quella reale. Il conte e la contessa di Provenza tentarono anche loro di fuggire dalla Francia la stessa notte riuscendovi entrambi.

La mattina del 21 giugno del 1791 si scoprì la scomparsa della famiglia reale e mentre il marchese De La Fayette prendeva tempo, la popolazione si divideva tra quelli che pensavano ad un rapimento e quelli che pensavano ad un tradimento.

La sera del 21 giugno del 1791 un postino riconobbe la carrozza reale e precedendola in velocità raggiunse la località di Varennes dove riuscì ad avvertire la popolazione del posto dell’arrivo imminente del re. Appena arrivati a Varennes la famiglia reale camuffata in abiti borghesi venne riconosciuta da un oste, arrestata e ricondotta sotto buona scorta a Parigi. La famiglia reale tornò a Parigi il 26 giugno 1791.

Molti cittadini persero la stima nei confronti del re Luigi XVI e della regina Maria Antonietta ed i giornali dell’epoca divennero sempre più ostili verso il sovrano raffigurandolo con caricature satiriche offensive.

Nel 1791 dopo circa un mese dal fallito tentativo di fuga del re il Club dei Cordiglieri il gruppo politico estremista rivoluzionario chiese la destituzione del re e la proclamazione della repubblica ma il sindaco Bailly ed il marchese De La Fayette capo della Guardia Nazionale si opposero mentre molti parigini si organizzarono in una manifestazione di protesta. Si dice che La Fayette ordinò di sparare contro la folla uccidendo anche molte donne e bambini, il fatto è noto come l’Eccidio del Campo di Marte.

Il 12 settembre del 1791 la costituzione dopo un ultimo controllo venne ratificata dal sovrano e in Francia la monarchia diveniva definitivamente costituzionale.  

L’Assemblea Legislativa che sostitutiva l’Assemblea Nazionale Costituente, era formata da 745 deputati composta dalla destra da 260 persone favorevoli alla monarchia costituzionale appartenenti al Club dei Foglianti. La sinistra da 135 persone con idee illuministe della piccola borghesia costituita da membri del Club dei Giacobini, dei Cordiglieri e dei Girondini. Per ultimo il centro dello schieramento politico francese la cosiddetta Palude, composta da 350 deputati con idee rivoluzionarie. La nomina dei ministri rimaneva nelle mani del re ma non poteva eleggere i magistrati ed il suo operato estero veniva controllato. Inoltre i ministri potevano essere messi in stato d’accusa dall’Assemblea.

La Rivoluzione Francese portò ad una grande immigrazione di nobili dalla Francia verso l’estero. Gli stati europei intanto sollecitati dai nobili fuggiti dalla Francia rivoluzionaria ed impauriti dagli eventi che accadevano nello stato francese per la possibilità di un espandersi a macchia d’olio della rivoluzione anche dentro ai loro confini cominciarono ad attuare un piano militare antirivoluzionario. A Pillnitz il 25 ed il 27 agosto del 1791 si tenne un incontro tra il re di Prussia Federico Guglielmo II e l’imperatore del Sacro Romano Impero Leopoldo II principalmente per la spartizione della Polonia e la fine della guerra tra Austria ed Impero Ottomano. Durante la riunione tra i sovrani venne discusso anche della situazione francese e di un possibile attacco contro la Francia Rivoluzionaria per riportare l’Antico Regime come prima della rivoluzione. L’accordo venne siglato ma più che un attacco vero e proprio voleva servire ad intimorire i la Francia rivoluzionaria ed impedendo un continuo indebolimento della monarchia francese da parte dei rivoluzionari. Inoltre l’Austria non avrebbe attaccato senza l’appoggio delle altre potenze straniere.

Il capo del governo inglese William Pitt detto il Giovane succeduto a William Pitt detto il Vecchio (chiamati così per distinguere i due capi di governo inglesi aventi lo stesso nome essendo parenti  stretti) si disse d’accordo con tale decisione.

La Francia rivoluzionaria invece prese la dichiarazione di Pillnitz come una vera e propria dichiarazione di guerra allo stato francese e si preparò alle armi. Inoltre emanò leggi che obbligavano i nobili a rientrare in patria pena la confisca dei loro beni in Francia. Intanto il re dei francesi Luigi XVI sperava con il Club dei Foglianti di una sconfitta dei rivoluzionari sapendo dello stato di disorganizzazione che l’esercito francese in quel momento possedeva. Questo anche perché molti ufficiali di rango nobile erano fuggiti all’estero. L’avvocato Maximilien de Robespierre, un famoso deputato fu tra i pochi contrari alla dichiarazione di guerra all’Assemblea, preferiva pensare alla situazione interna della rivoluzione più che quella esterna allo stato francese. 

L’assemblea reagì emanando nuove leggi, sciolse la Guardia Reale, deportazione dei preti refrattari e la costituzione di una Guardia Nazionale a difesa di Parigi.

Il re dei francesi Luigi XVI si oppose a due decreti e la popolazione insorse ed attaccò il Palazzo delle Tuirelles arrivando a portare un cannone su per le scale dell’edificio. Il re fu costretto ad indossare il berretto frigio della rivoluzione ma rifiutò ancora di approvare i decreti.

L’11 luglio del 1792 la Francia rivoluzionaria si dichiarò in stato di emergenza per il prossimo attacco delle potenze europee.

Il 25 luglio del 1792 dai sovrani venne redatto un proclama destinato ai parigini scritto dal comandante dell’esercito prussiano il quale diceva che se fosse stata minacciata l’incolumità della famiglia reale il popolo francese avrebbe pagato con l’applicazione della legge militare e con gravi sanzioni. Questo venne interpretato come un altro affronto al popolo ed una conferma dei rapporti dei regnanti con le potenze straniere quindi come un tradimento dopo quello della Fuga a Varennes.

Dopo il rifiuto dell’Assemblea di destituire il re dei francesi Luigi XVI e la regina Maria Antonietta dal potere, il popolo insorse ed attaccò il Palazzo delle Tuielles.  Dopo i primi combattimenti in cui morirono centinaia di francesi sotto i colpi delle guardia svizzera, il sovrano per evitare ulteriori spargimenti di sangue ordinò ai 600 uomini della guardia svizzera di non sparare e questi colti di sorpresa vennero massacrati dagli attaccanti. Georges Jacques Danton famoso politico rivoluzionario anch’esso avvocato e considerato uno dei padri della Rivoluzione Francese se prima era sostenitore della monarchia costituzionale adesso diveniva repubblicano e proponeva leggi per non condannare chi uccideva persone considerate traditori della patria.

Il re e la regina con la famiglia vennero trasferiti ed incarcerati alla Prigione del Tempio.  

Lascia un commento

Archiviato in Storia Contemporanea, Storia Moderna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...