LA RIVOLUZIONE FRANCESE 1° PARTE

In Francia i due regni del Re Sole Luigi XIV e del suo successore il Re Luigi XV avevano tutt’altro che arricchito le casse dello stato francese. Durante i settantadue anni di regno di Luigi XIV la Francia aveva conosciuto circa trent’anni di guerre, la guerra della Lega di Augusta, la Guerra di Successione Spagnola furono tra quelle più importanti sostenute dalla Francia di quel tempo. Dal 1715 al 1774 successe al Re Luigi XIV Luigi XV il quale molte volte si disinteressò dei problemi statali francesi provocando un peggioramento delle condizioni generali del popolo di Francia. Da ricordare che tra seicento e settecento, l’Europa conobbe un lungo periodo di mutamento climatico chiamato Piccola Era Glaciale in cui le temperature si abbassarono provocando un clima freddo ed incidendo sull’agricoltura, con cattivi raccolti.

Inoltre le guerre non diminuirono di numero durante il regno di Luigi XV di Francia, la Guerra di Successione Polacca, la Guerra di Successione Austriaca  e la Guerra dei Sette Anni contribuirono insieme alle enormi spese provocate dalla vita degli abitanti della Reggia di Versailles ad aggravare ulteriormente la situazione finanziaria della Francia di fine XVIII secolo.

Il Re di Francia Luigi XV diceva che dopo di lui il diluvio ed ebbe ragione nel pronunciare queste parole.

Nel 1774 il re di Francia Luigi XV si ammalò e morì di vaiolo, terribile malattia provocata da un virus all’epoca mortale, si comincerà a studiarne un vaccino e le cause anni dopo.

Nel 1775 sali’ al trono il re Luigi XVI pronipote del re Luigi XIV circa ventenne, sposato dal 1770 con la regina consorte Maria Antonietta, figlia dell’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo. Il re di Francia Luigi XVI era figlio di Luigi Ferdinando di Borbone, figlio di Luigi XV. Tre saranno i figli di Luigi Ferdinando morto trentaseienne, a succedersi sul trono di Francia, Luigi XVI, Luigi XVIII e Carlo X. Luigi XVI viene spesso descritto come un sovrano debole ed incapace di governare adeguatamente soprattutto in un periodo nel quale lo stato francese era in una situazione di grave deficit finanziario dove nel periodo precedente alla Rivoluzione Francese la popolazione moriva di fame e di malnutrizione oltre alle malattie dovute alla scarsa igiene dell’epoca.

Il carattere e la personalità di Luigi XVI e’ stata a lungo studiata per cercare di capire cosa avesse portato il re francese a prendere alcune decisioni sbagliate e di rilevante importanza. Inoltre Luigi XVI forse pensava di non dover mai salire al trono di Francia essendo il fratello minore del successore Luigi Xavier Duca di Borgogna. Nel 1761 all’età di circa 10 anni moriva il pretendente al trono francese il fratello maggiore di Luigi XVI facendo divenire quest’ultimo Delfino di Francia.

Sulla psicologia di Luigi XVI si sono fatte alcune ipotesi sulla sua nevrosi ossessiva, in particolare dovuta al fatto che il re francese si preoccupava di annotare ogni minima cosa che accadeva durante le sue partite di caccia o alla passione di smontare e rimontare orologi.

Altro lato della vita di Luigi XVI studiato dagli esperti è la relazione tra il re francese e la regina Maria Antonietta.

Il comportamento tra il re di Francia Luigi XVI e la regina Maria Antonietta fu relativamente tranquillo ed accomodante, non scaturivano contrasti tra di loro anche perché evitavano situazioni tali da compromettere il loro rapporto sia per apatia sia per noncuranza benché i due consorti avessero passioni e caratteri diversi.

Il problema principale del rapporto coniugale del re e della regina, stava nel fatto di non aver consumato dopo sposati, situazione che durerà per circa sette anni dall’inizio del loro matrimonio. Alcuni pensano che sia dovuta ad una malformazione fisica nelle parti intime del re francese altre testimonianze dell’epoca come quella data dalla visita in Francia dell’imperatore Giuseppe II d’Austria, fratello di Maria Antonietta danno altre motivazioni, di tipo psicologico.

Il fatto importante da considerare è che la mancata soddisfazione fisica della regina da parte del re portò ad acconsentire da parte del sovrano ad ogni lussuoso piacere che Maria Antonietta desiderava, gravando sulle casse dello stato francese.

All’inizio del regno di Luigi XVI di Francia, nel 1776 le tredici colonie d’America si dichiararono indipendenti dall’Inghilterra, innescando dopo anni di forte tensione con la madre patria inglese la Guerra d’Indipendenza Americana. Si trattava di grossi problemi economici tra le colonie americane e l’Inghilterra, provocate da un inasprimento delle tasse da parte degli inglesi per risollevare la situazione finanziaria dopo la Guerra dei Sette Anni. L’Inghilterra utilizzava le colonie americane come territorio di sfruttamento per mantenere il suo vasto impero coloniale. Il congresso Continentale riunito a Filadelfia contro la volontà del Re Giorgio III d’Inghilterra nonostante alcune obiezioni di alcuni moderati, dopo i fatti di Lexington dichiarò guerra alla madre patria inglese creando l’Esercito Continentale. La Francia anche se inizialmente neutrale in segreto si accordava con le colonie americane per aiutarle militarmente, inviando il suo generale il marchese De La Fayette sperando di indebolire la potenza coloniale inglese soprattutto dopo aver perso i territori canadesi con la Guerra dei Sette Anni. L’aiuto francese servì ai coloni americani e nel 1781 l’Inghilterra perse la guerra contro le colonie d’America ma questo aggravò ulteriormente la situazione finanziaria della Francia di fine settecento.

La situazione economica ed alimentare della Francia di fine anni ottanta del XVIII secolo e’ disastrosa. A Parigi la gente moriva di fame ed i panifici venivano assaltati dalle folle inferocite ed affamate. Il pane alimento principale di sostentamento per il popolo francese per la maggior parte appartenente al terzo stato quindi tutt’altro che facoltoso, era salito di prezzo. Questo perché la farina l’ingrediente più importante per cucinare il pane, era diventata costosa come l’oro. Il prezzo di un kilo di pane equivaleva alla paga di un mese di un operaio e molte volte neanche non bastava. Su consiglio del ministro dell’economia Necker, dopo circa centocinquanta anni dalla sua ultima convocazione, il re di Francia Luigi XVI ordinò la riunione degli Stati Generali a Versailles per cercare di trovare una soluzione al grave disavanzo del bilancio dello stato, calcolato per molti milioni di livres.

Il 5 maggio del 1789 a Versailles alla presenza del re Luigi XVI e della regina Maria Antonietta vennero convocati gli Stati Generali l’antica assemblea del regno, i rappresentanti del terzo stato, dal contadino all’alta borghesia si confrontavano con il primo ed il secondo stato, la nobiltà ed il clero. Il fatto è che i primi due stati arrivavano al due per cento dell’intera popolazione francese mentre il terzo stato il restante novantotto per cento. Gli Stati Generali si aprirono descrivendo la situazione pesante sia delle condizioni di vita del popolo affamato ed in grande difficoltà economiche e con il grave disavanzo dello stato francese da risanare, provando come l’illuminismo aveva insegnato il confronto tra le persone presenti. Durante la riunione sembrava che la strada presa inizialmente fosse tutt’altro che negativa. Alcuni nobili e componenti del clero sentendo le orribili condizioni di vita che il popolo francese era costretto a vivere, proposero dei cambiamenti per diminuire i privilegi nobiliari per aiutare la popolazione. Non tutti erano d’accordo su questo. Molti nobili non volevano perdere i propri privilegi e per di più pagare tasse elevate sulle proprie proprietà e beni di lusso. Il problema principale sorse quando si dovette procedere alla votazione. Si decise tra due votazioni, per testa o per ordine. Se si fosse attuata la prima avrebbe vinto il Terzo Stato essendo numericamente maggiore degli altri due. Se si fosse eseguito il secondo metodo di votazione, avrebbero vinto i due primi stati essendo due contro uno cioè il Terzo Stato. Il re di Francia Luigi XVI non prese una decisione in merito e decise di chiudere fuori dai cancelli i rappresentanti del Terzo Stato i quali iniziarono a protestare. Intanto il re veniva mal consigliato dai componenti della sua famiglia sul da farsi e di fronte alle proteste del Terzo Stato, il re decise di far chiudere i cancelli impedendo ai rappresentanti del popolo di accedere alla riunione. A questo punto il Terzo Stato si riunì nella Sala della Pallacorda per decidere e dare nuove leggi alla Francia ed una Costituzione. Il fatto da tenere presente è che nonostante la monarchia abbia perso il suo prestigio di una volta ormai da anni, il popolo francese credeva ancora nella monarchia quindi di certo non aveva ancora deciso di eliminarla come potere politico. Il re di Francia Luigi XVI approvò le scelte degli Stati Generali di eguagliare l’imposizione fiscale per tutti ma era una soluzione parziale perché di fatto i nobili ed il clero non volevano perdere i loro privilegi che restarono in vigore. Luigi XVI  il 12 luglio 1789 licenziò il ministro delle finanze Necker il quale aveva guadagnato il favore del popolo con le sue idee riformistiche economiche. La notizia del licenziamento di Necker arrivò presto alle orecchie del popolo che già provato dalla miseria e dalla fame interpretò tale atto come un peggioramento della situazione generale e la notizia dell’arrivo a Parigi di 30.000 uomini fedeli al re francese, molti dei quali erano stranieri di nazionalità, accese la rivolta. Per contrastare l’arrivo delle truppe chiamate dal re di Francia Luigi XVI per sciogliere con la forza l’Assemblea Nazionale riunita nella Sala della Pallacorda il popolo creò la Guardia Nazionale e rubò dai depositi fucili armi e munizioni a migliaia. L’unica cosa che mancava al popolo di Parigi per combattere le truppe lealiste era la polvere da sparo e per recuperarla decisero di assaltare la fortezza della Bastiglia. Questa era una delle fortezze a difesa di Parigi costruite durante la Guerra dei Cento Anni ma adesso la città francese era diventata capitale di un ampio stato e le sue finalità erano venute meno quindi utilizzata per scopi detentivi. Si dice che all’interno della Bastiglia i prigionieri di cui anche politici venissero orribilmente torturati. La fortezza della Bastiglia diventò il simbolo dell’Ancien Regime cioè un emblema da abbattere. Il comandante della Bastiglia dopo un breve combattimento decise di arrendersi ma questo non gli salvò la vita perché il popolo parigino lo prelevò e lo picchiò selvaggiamente per le strade. Il comandante della Bastiglia ferito e sofferente chiese di essere ucciso dalla folla che dopo avergli tolto la vita lo decapitò inaugurando quel lungo periodo di sangue di future sentenze di morte  della Rivoluzione Francese mediante decapitazione dei condannati.

Quando il di Francia Luigi XVI venne informato della resa della Bastiglia chiese se si trattasse di una rivolta e l’informatore gli rispose:” No sire è una rivoluzione”.

In realtà anche se la presa della Bastiglia indica l’inizio della Rivoluzione Francese esistevano già rivolte durante questo periodo, la situazione generale della Francia era di agitazione per la crisi e la miseria del popolo.

L’immagine della monarchia in Francia peggiorò anche per il famoso”Affare della Collana” che pochi anni prima nel 1785 aveva incrementato l’idea della regina Maria Antonietta come una sperperatrice di denaro pubblico per i suoi piaceri. Questo contribuì a dare al popolo francese  un’immagine della monarchia d’indifferenza ai problemi che la Francia di quel periodo stava affrontando.

Verso la fine del regno di Luigi XV due gioiellieri di Parigi dopo anni di collezionismo di pietre preziose riuscirono a costruire il gioiello forse più costoso mai fabbricato nella storia.

La collana fu offerta al nuovo re di Francia Luigi XVI ed alla regina Maria Antonietta ma la consorte del re francese rifiutò l’offerta dei due gioiellieri due volte.   

Il gioiello in questione era una collana con decine di diamanti del peso complessivo di 2.800 carati alcuni grossi come ciliegie. Si trattava di due collane unite con dei nastri e il costo all’epoca fu di circa 1.600.000 di livres calcolato attualmente all’incirca ad un ammontare di 100.000.0000 di dollari. Jeanne de Saint – Remy de Valois insieme all’ignaro Cardinale di Rohan ed una prostituta Nicole Leguay D’Oliva furono i principali protagonisti della vicenda della collana. Jeanne de Saint – Remy de Valois organizzò un piano ardito insieme al Conte di Cagliostro per acquisire il potere perso della famiglia di Valois e denaro a scapito della regina francese. Il Cardinale di Rohan si dice che fosse un amante della lussuria ed ingenuamente senza saperlo divenne lo strumento della contessa De La Motte (Jeanne de Saint – Remy de Valois) per attuare il piano ai danni della coppia reale soprattutto della regina.

Il Cardinale di Rohan spirava alla carica di primo ministro di Francia e consigliato dalla Contessa De La Motte di godere del favore della regina. Iniziò una fitta corrispondenza tra il Cardinale di Rohane la regina, il tutto diretto dall’organizzatrice del piano. Nel 1784 nei giardini di Versailles la prostituta Nicole Leguay D’Oliva travestita da Maria Antonietta incontrò il Cardinale dicendogli che le incomprensioni del passato si erano chairite.

Il piano era di rubare il denaro al Cardinale di Rohan facendogli credere che fossero soldi per opere di carità dati dalla regina.

Con quei soldi la contessa De La Motte poteva costruirsi un posto nell’alta società francese.

Intanto i due gioiellieri pensarono veramente al rapporto tra le due donne e cedettero di usare la contessa per vendere la collana alla regina.

Nel 1785 la contessa disse ai gioiellieri che la regina avrebbe acquistato la collana ma per l’alto costo del gioiello voleva mettere in mezzo all’affare un intermediario. L’intermediario fu il Cardinale di Rohan. Il prezzo fu trattato dal Cardinale di Rohan per 1.600.000 di livres. Ai due gioiellieri fu  mostrato un documento firmato dalla regina che autorizzava la compravendita. La collana venne presa e portata a casa della contessa e suo marito si dice che la portò via a Londra.

Al momento del pagamento ai due gioiellieri fu portata una nota del Cardinale di Rohan ma ai due non bastò. Quando i due gioiellieri andarono dal re e dalla regina a lamentarsi per il mancato pagamento, i due sovrani dissero di essere ignari di tutto e lo scandalo venne fuori. Il Cardinale di Rohan venne arrestato e successivamente dopo un processo dichiarato innocente mentre la contessa De La Motte venne arrestata e rinchiusa dopo torture e flagellamenti in un manicomio. Il marito della contessa fuggito in Inghilterra con la collana si dice che vendette il gioeillo a pezzi. Il Cardinale Dirohan distrusse la corrispondenza compromettente con la regina prima dell’arresto. La prostituta Nicole Leguay D’Oliva venne assolta. Lo scandalo della collana fu uno di quegli avvenimenti che contribuirono a rovinare la reputazione della regina. Inoltre anche l’immagine della monarchia ne risentì molto dando una fama al popolo di sperperatrice di denaro ed amante del lusso a scapito delle gravi problematiche dell’epoca del popolo e dello stato francese.

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