IL TRATTATO DI VERSAILLES DEL 1919: SPERANZE E REALTA’ DEL DOPOGUERRA

Ai rappresentanti dei quattro paesi vincitori della Prima Guerra Mondiale spettava un difficile compito quello di riorganizzare il continente europeo dopo circa cinque anni di guerra. L’instabilità dei vincitori e dei vinti europei era notevole sia internamente che esternamente. I quattro rappresentati dei paesi vincitori erano il primo ministro italiano Vittorio Emanuele Orlando il primo ministro britannico Lloyd George il primo ministro francese Clemenceu ed il presidente americano Woodrow Wilson. Quattro imperi erano crollati conseguentemente alla Prima Guerra Mondiale l’Impero Austro-Ungarico l’impero Tedesco l’Impero Ottomano e l’Impero Russo. Ai vinti venne impedito di accedere alle trattative di pace. La Francia voleva l’annientamento del nemico tedesco ed ottenne seppure fosse contraria a tale politica l’appoggio della Gran Bretagna. Agli inglesi necessitava il consenso francese per l’approvazione delle proprie colonie. L’Italia relegata ad un ruolo di secondo piano benché protestasse non le furono garantite tutte le promesse territoriali. Dopo molti mesi di trattative furono stesi alcuni trattati di pace di cui quello del giugno 1919 di Versailles risultò essere il più importante.

Il presidente Woodrow Wilson voleva istituire un sistema in Europa di libero mercato e democratico convinto che sarebbe riuscito nell’impresa di orientare i rappresentanti degli altri stati verso la sua politica scritta sui suoi 14 punti. Ma il settantottenne Clemenceu il primo ministro francese il più vecchio tra i rappresentanti vincitori del primo conflitto mondiale seppure ammiratore della democrazia americana aveva visto due volte nel corso della sua vita la Francia invasa dal nemico tedesco. Perciò la Francia voleva l’impotenza tedesca arrivando anche allo smembramento della Germania stessa. Le discussioni tra i rappresentanti dei vincitori sulla questione della Germania era accesa anche perché si scontrava con gli ideali di Woodrow Wilson. Lloyd George non voleva l’annientamento della Germania poiché sosteneva che questo avrebbe gettato le basi per un’altra guerra. Addirittura si arrivò ad un punto tale della discussione che il presidente americano minacciò di lasciare l’aula.

I 14 punti del presidente americano Woodrow Wilson fondamentalmente dicevano.

  1. I trattati devono essere pubblici e non segreti.
  • Assoluta libertà di navigazione nei mari durante la pace e la guerra fuori dalle acque territoriali.
  • Soppressione per quanto sia possibile di tutte le barriere economiche.
  • Garanzie che gli armamenti dei singoli stati siano ridotti al minimo essenziale alla difesa ed alla sicurezza interna.
  • Le richieste coloniali dei governi devono avere lo stesso peso del volere dei popoli in un dibattito assolutamente imparziale.
  • Liberazione dei territori russi occupati e stabilire dei buoni rapporti diplomatici con la Russia attui per garantire una buona crescita economica della Russia.
  • Il Belgio dovrà essere evacuato e restaurato con la sua piena sovranità.
  • Restaurazione dei territori tolti alla Francia dalla Prussia con il Trattato di Francoforte l’Alsazia e la Lorena.
  • Una rettifica dei confini italiani dovrà essere fatta secondo le necessità delle nazionalità.
  1. Ai popoli dell’Austria-Ungheria dovrà essere accordata la più ampia possibilità per il loro sviluppo economico.
  1. Gli stati balcanici dovranno pacificamente relazionarsi diplomaticamente e dovranno essere fissate garanzie internazionali per l’indipendenza politica economica e territoriale di alcuni stati balcanici.
  1. Alle regioni turche dovrà essere garantita una sovranità incontrastata mentre ai popoli sottomessi dovrà essere garantita un’assoluta sicurezza d’esistenza di uno sviluppo senza ostacoli.
  1. Dovrà essere istituito uno strato polacco.
  1. Dovrà essere istituita la Società delle Nazioni.

Le trattative del 1919 risultarono essere di carattere estremante punitivo nei confronti della Germania piuttosto che riparative e costruttive di un clima di pace. La Germania considerata l’artefice del primo conflitto mondiale venne obbligata a pagare una somma di riparazione enorme pari a 269 miliardi di marchi oro ridotta poi a 132 miliardi di marchi oro per i danni patiti dalle potenze vincitrici.  Per 15 anni le zone minerarie di carbone della Saar vennero date alla Francia mentre l’Alsazia e la Lorena ritornarono in mano francese.

La Germania doveva possedere un esercito non superiore ai 100.000 uomini

Le rive del fiume Reno vennero smilitarizzate ed in parte occupate.

Venne ricostituita la Polonia dopo 123 anni e venne istituito il corridoio di Danzica per fornirle uno sbocco al mare. La Galizia e la Pomerania vennero date alla Polonia. Dal dissolto Impero Asburgico nacquero l’Ungheria la Cecoslovacchia e l’Austria mentre il Trentino e l’Istria insieme alla città di Trieste vennero date all’Italia. Alcuni storici attribuiscono la Prima Guerra Mondiale come la Quarta Guerra d’Indipendenza italiana. Nacque la Jugoslavia mentre dal dissolto Impero Ottomano ne approfittarono Francia e Inghilterra ed in parte anche l’Italia che ricevette Rodi ed il Dodecaneso. Alla Turchia restava la città di Costantinopoli e quasi tutta la penisola anatolica.

I principi dell’autodeterminazione dei popoli del presidente americano Woodrow Wilson venivano meno poiché i confini dei nuovi stati furono tracciati senza tenere conto dei bisogni delle popolazioni mentre venivano di nuovo applicate le ideologie dell’imperialismo e del colonialismo. L’obiettivo principale delle potenze vincitrici fu quello di annientare la Germania e di impedire la sua rinascita. L’autodeterminazione dei popoli venne meno. All’Austria fu vietato di unirsi alla Germania mentre all’interno della Cecoslovacchia vivevano ungheresi slavi polacchi tedeschi e ruteni.

Da un lato la Gran Bretagna voleva imporre la sua supremazia coloniale mentre la Francia voleva arrivare allo smembramento territoriale della Germania.

La Società delle Nazioni voluta dal presidente americano Woodrow Wilson doveva essere un organo di controllo politico affinché la pace tra le nazioni durasse. Inoltre in caso di violazione della pace e dell’autodeterminazione dei popoli la Società delle Nazioni aveva il compito d’intervenire sovvenzionando le nazioni violatrici.

In realtà la Società delle Nazioni non svolse le sue funzioni e dopo aver sulla carta sancito il controllo coloniale delle grandi potenze alla fine Francia ed Inghilterra imposero la loro supremazia imperialistica.

Tale risultato non dipese solamente dal disinteresse giapponese oppure dall’esclusione della Russia e della Germania dalla società delle Nazioni ma anche dal fatto che lo stato che la aveva ideata alla fine non volle farne parte. Infatti il senato americano non votò a favore per entrare nella Società delle Nazioni. Così gli USA non entrarono nella società delle Nazioni.

Le trattative di pace di Versailles alimentarono nuove instabilità ed impedirono alla Repubblica di Weimar sorta sulle ceneri dell’Impero Tedesco di fiorire.

Nel 1923 poiché la Germania ritardava con il pagamento della rata prevista dal Trattato di Versailles la Francia occupò la regione tedesca della Ruhr ricca di miniere. La Germania ne risentì economicamente e l’inflazione aumentò notevolmente. Questo accrebbe la tensione internazionale.

Più che riparatore e promulgatore della pace il Trattato di Versailles gettò le basi per nuovi attriti internazionali che sfoceranno nei regimi totalitari degli anni venti e trenta ed infine nella Seconda guerra Mondiale.

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