L’IMPERO OTTOMANO DOPO IL CONGRESSO DI VIENNA

L’Impero Ottomano nato nel XIV secolo in Turchia dopo aver conosciuto un periodo florido e di potenza nel XV e nel XVI secolo entra in crisi a partire dalla fine del XVII secolo. Un nutrito numero di studiosi è concorde sul fatto che la sconfitta ottomana nell’Assedio di Vienna del 1683 segnò l’inizio della crisi dell’impero della dinastia di Osman. Dopo il Congresso di Vienna era diventato chiaro alle potenze europee che l’Impero Ottomano era in decadenza. La crisi dell’Impero ottomano era diventata evidente alle potenze europee durante le guerre protratte nel settecento tra i gli ottomani e gli austro – russi. Infatti sia l’Austria che la Russia per tutto il settecento cercarono di ampliare i propri possedimenti territoriali a scapito di quelli ottomani. In particolare la Russia cercava uno sbocco sul mare mentre l’Austria cercava di espandersi nei Balcani. Celebre è il Patto Greco fra Austria e Russia stipulato dalle due potenze europee negli anni ottanta del settecento. Il patto prevedeva la distruzione totale dell’Impero Ottomano e la costituzione di un Impero Bizantino sotto l’influenza russa. Anche se la guerra non fu vinta né dalla colazione anti ottomana né dagli ottomani la guerra mise in evidenza la debolezza militare dell’impero Ottomano. I sultani ottomani dopo il Congresso di Vienna del 1814- 1815 cercarono di affrontare la debolezza militare dell’Impero Ottomano applicando delle riforme all’esercito. In particolare cercarono di rendere l’esercito ottomano una forza armata simile agli eserciti europei. Nel 1830 venne eliminato il corpo militare dei Giannizzeri esistente dal XIV secolo ma diventato pericoloso per l’esistenza stessa dell’Impero. Infatti come fu per la Roma imperiale in cui i pretoriani decidevano quali imperatori potevano regnare e quali no nell’Impero Ottomano i giannizzeri avevano assunto un potere simile nei secoli prima del loro annientamento. Nonostante le riforme politiche e sociali interne applicate l’Impero Ottomano restava in una situazione di profonda ed irrimediabile crisi dovuta a questioni religiose politiche economiche e sociali.

Tra i motivi principali caratterizzanti la crisi dell’Impero Ottomano troviamo il malcontento delle minoranze religiose l’appoggio delle nazioni europee alle rivolte balcaniche l’aspirazione all’indipendenza dei popoli balcanici e l’occupazione straniera dei territori ottomani.     

A partire dagli anni venti dell’ottocento di questa irrimediabile crisi ne approfittarono i popoli balcanici alcuni dei quali riuscirono anche a conquistare l’indipendenza come la Grecia nel 1830. Le potenze europee appoggiarono le idee nazionaliste dei paesi balcanici in rivolta contro l’Impero Ottomano e nel 1879 raggiunsero l’indipendenza anche altri stati come la Romania la Bulgaria ed il Montenegro. Durante la Guerra di Crimea del 1854 – 1856 la Francia e l’Inghilterra insieme al Piemonte sostennero militarmente l’Impero Ottomano contro la Russia. Gli interessi economici e politici della Francia Bonapartista del secondo Impero erano notevoli inoltre l’Inghilterra preferiva aiutare gli ottomani in funzione antirussa. La Guerra di Crimea venne vinta dalla coalizione e la Russia dovette firmare la resa dopo un anno d’assedio ad opera della coalizione contro la fortezza della città di Sebastopoli.

Altro elemento importante che influì sulla crisi ottomana fu l’invadenza economica tedesca che cercò di trarre profitti economici con particolari concessioni finanziarie date dal sultano. La concessione data dal sultano alla Germania per la costruzione di una ferrovia che collegasse dei giacimenti petroliferi iracheni allarmò l’Inghilterra e la Russia anche perché metteva in evidenza le ambizioni tedesche.

Insieme agli investimenti gli europei portarono in oriente nell’Impero Ottomano gli usi ed i pensieri occidentali. All’inizio i sultani ottomani pensavano che l’inferiorità dell’impero fosse solamente militare e tecnologica. Furono istituite in tutto l’impero scuole superiori ad indirizzo tecnologico con docenti europei. Presto si capì che la superiorità degli europei rispetto all’Impero Ottomano era da attribuire non solamente agli armamenti e nelle arti militari ma anche ai loro sistemi politici ed organizzazione sociali. Il dispotismo del sultanato ottomano e l’ignoranza che opprimevano la società ottomana limitavano i progressi sociali.

I progressi degli europei dovevano essere imitati poiché si era capito che le idee progressiste europee e le riforme attuate in Europa avevano permesso una libertà ed un benessere sempre maggiori.

Durante l’ottocento furono applicate dai sultani ottomani altre riforme di tipo politico e sociale. I cittadini ottomani vennero resi tutti uguali di fronte alla legge senza distinzione di fede e di razza furono istituiti tribunali laici in sostituzione dei Kadi i tribunali islamici.

Venne allargato il diritto di possesso delle terre dello stato ottomano le quali prima erano proprietà del sultano. Queste riforme spesso non venivano applicate perché si trovarono in netto contrasto con la tradizione islamica.

Nel 1876 il sultano Abd al-Hamid II promulgò una costituzione ma dopo circa due anni la ritirò. Abd al-Hamid II represse nel sangue oppure incarcerò gli esponenti delle rivolte che volevano difendere gli ideali della costituzione appena ritirata.

Nel 1908 nacquero i Giovani Turchi un movimento rivoltoso nato tra le file dell’esercito ottomano il quale puntava a riformare l’Impero Ottomano. I Giovani Turchi puntavano alla formazione di una nazione unita ideale in netto contrasto con il concetto d’impero. Infatti formare una nazione unita avrebbe significato rinunciare al concetto d’impero e concedere l’indipendenza alle varie popolazioni che componevano l’impero. Il sultano restava al potere anche se i Giovani Turchi erano saliti al potere nel 1908. La politica dei Giovani Turchi arrivò ad essere simile a quella dispotica del sultano. Il genocidio della popolazione armena attuato prima nel 1894 1896 dal sultano Abd al-Hamid II e poi nel 1915 1916 fu uno dei terribili ed orribili esempi della politica del sultano e dei Giovani Turchi.                           

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