L’IMPERO ASBURGICO A PARTIRE DAL 1848 E LA SITUAZIONE ESPLOSIVA NEI BALCANI DOPO IL CONGRESSO DI BERLINO DEL 1878

 

Il Congresso di Vienna nel 1814 – 1815 aveva formato la Confederazione Germanica sui territori del precedente Sacro Romano Impero sotto la guida dell’Austria. Oltre l’Austria esisteva un altro stato tedesco emerso durante il XVIII secolo sotto il governo del re Federico II detto il Grande. Già la Guerra dei sette anni aveva messo in chiaro la potenza militare della Prussia oltre alle ottime doti politiche e diplomatiche di Federico II detto il grande.

Nel 1848 saliva sul trono dell’Impero Austriaco il diciottenne Francesco Giuseppe il quale scelse di esercitare una politica cauta nei confronti delle popolazioni che componevano il suo impero. Infatti l’imperatore austriaco Francesco Giuseppe concesse una costituzione ai suoi popoli ma nel 1851 venne abolita ed il sovrano poté esercitare il suo potere assoluto. L’Impero Austriaco costituito nel 1806 dopo la dissoluzione del Sacro Romano Impero voluta da Napoleone fu un territorio composto da una moltitudine di stati e di popoli. All’interno dell’Impero Austriaco si trovavano molte popolazioni italiani sloveni croati bosniaci rumeni polacchi tedeschi ladini magiari boemi e moravi. Questa situazione multietnica costituiva uno dei punti deboli dell’Impero Austriaco sia perché le varie etnie erano sempre in contrasto tra di loro sia perché i magiari che insieme ai tedeschi costituivano la maggioranza volevano l’indipendenza. Nel 1866 la Prussia governata dal cancelliere Otto von Bismarck dichiarava guerra all’Austria per staccarsi dalla politica d’influenza che esercitava l’Austria sugli stati tedeschi. La guerra venne persa dall’Impero Austriaco e l’imperatore Francesco Giuseppe dovette prendere un importante provvedimento per evitare che lo stesso impero si sfaldasse. Nel 1867 venne accettato dalla corona asburgica Il Compromesso con il quale l’Impero Austriaco diveniva Impero Austro – Ungarico. L’Austria e l’Ungheria possedevano un proprio parlamento ma erano unite nell’esercito e come entità statale. Quindi i punti deboli dell’Impero Austro – Ungarico furono le tensioni interne fra le varie etnie che componevano i possedimenti asburgici le tensioni delle varie popolazioni dell’Impero che aspiravano all’indipendenza nazionale la Questione Balcanica e gli squilibri economici che i vari territori dell’Impero possedevano.

L’Impero Austro – Ungarico possedeva anche dei punti di forza rappresentati dalla figura dell’Imperatore impersonata in quel periodo storico da Francesco Giuseppe I. L’imperatore veniva considerato dalle varie popolazioni che componevano l’Impero un padre buono e giusto. Infatti la corona asburgica possedeva una storia plurisecolare e questo dava unità all’Impero. Inoltre l’esercito rappresentava un altro punto di forza per l’Impero Austro – Ungarico in quanto era ben addestrato. Altri punti di forza dell’Impero Austro – Ungarico furono l’amministrazione la buona funzionalità del fisco dei servizi postali e del sistema scolastico.

La situazione all’interno dell’Impero Austro – Ungarico restava comunque tesa poiché i rappresentanti parlamentari delle varie etnie bloccavano spesso i lavori all’interno del parlamento austro – ungarico e questo non portava soluzioni adeguate ai problemi politici dell’Impero. Infatti le decisioni che il parlamento non riusciva a prendere le legiferava il governo favorendo l’interesse imperiale e non delle etnie che componevano l’Impero asburgico.

Nel 1859 e nel 1866 l’Impero Austriaco poi divenuto nel 1867 Impero Austro – Ungarico perse due guerre la prima contro i Franco – Piemontesi la seconda contro la coalizione Italo – Prussiana. Nonostante la sconfitta della flotta corazzata del Regno d’Italia mal diretta dall’ammiraglio Persano l’Impero Austriaco ne uscì sconfitto per aver perso contro la Prussia. Questo determinò l’uscita definitiva dell’Impero Asburgico dalla scena tedesca come detentore di stato tedesco più potente e ne accentuò il declino mettendo in risalto in Europa il ruolo di potenza della Prussia. Nel 1870 con la vittoria conseguita dai prussiani contro la Francia di Napoleone III nella guerra Franco – Prussiana la Prussia governata dal cancelliere Otto von Bismarck unificherà la Germania la quale prenderà il nome di Impero Tedesco oppure di Secondo Reich. Nel 1873 il capolavoro diplomatico di Bismarck sfociò nel Patto dei Tre imperatori firmato da Austria – Ungheria Impero Germanico e Russia. Il patto venne rinnovato nel 1881 e rimase in vigore fino al 1884 a sua volta rinnovato ed in vigore fino al 1887. Nel 1887 la Germania e la Russia firmarono senza la partecipazione dell’Austria – Ungheria il Patto di Controassicurazione. I punti fondamentali di questi patti diplomatici erano l’isolamento diplomatico della Francia nemico storico della Germania ed il tentativo di evitare un attacco contemporaneo su due fronti. Inoltre si voleva evitare anche una seconda guerra di Crimea dopo quella del 1856 poiché la situazione politica e diplomatica dei Balcani risultava sempre di più problematica. La situazione nei Balcani a fine ottocento era diventata esplosiva. La debolezza dell’Impero Ottomano la lotta degli stati balcanici per raggiungere l’indipendenza e l’ingerenza della Russia e dell’Austria – Ungheria che cercavano nella debolezza ottomana un ampliamento dei propri territori rendeva la situazione balcanica una polveriera pronta ad esplodere. Risulta chiaro che dopo il 1866 –  1870 la politica europea della Germania trascinava in parte nel proprio operato quella dell’Austria – Ungheria.

Nel 1882 la politica di Bismarck riuscì nel difficile compito di unire in alleanza l’Impero Austro – Ungarico con il Regno d’Italia. Il patto dei tre imperatori venne firmato nel 1882 da Guglielmo I Francesco Giuseppe I ed Umberto I rispettivamente imperatore di Germania imperatore d’Austria – Ungheria e re d’Italia.

La Triplice Alleanza così chiamato il patto diplomatico stipulato nel 1882 tra Austria – Ungheria Italia e Germania non eliminò del tutto le tensioni tra Italia e Austria – Ungheria.

Infatti per l’Italia restava inconclusa la questione del Trentino e del Friuli ed il terremoto di Messina del 1908 mise in pericolo il territorio italiano per una possibile invasione da parte dell’alleato austriaco.

L’Austria – Ungheria fu l’unico stato europeo a non colonizzare gli altri continenti a differenza degli altri stati europei. Infatti le mire espansionistiche dell’Impero Asburgico furono rivolte sulla situazione delicata ed instabile della zona balcanica. L’imperialismo austriaco nei Balcani accentuò ed aggravò il fragile equilibrio balcanico. Questo fragile equilibrio venne ulteriormente scosso nel 1908 con l’annessione all’Impero Asburgico della Bosnia e dell’Erzegovina. Nel 1912 – 1913 le due Guerre Balcaniche evidenziarono ulteriormente la difficile situazione balcanica.

L’Austria – Ungheria appoggiata dalla Germania ed approfittando delle clausole che il Congresso di Berlino del 1878 le aveva conferito come amministratrice della Bosnia nel 1908 aveva annesso al proprio impero il territorio bosniaco. La Bosnia però era protetta dalla Russia. Questo acuì ancora di più le tensioni tra impero Russo ed Impero Austro – Ungarico. Nel 1908 la manovra espansionistica dell’Austria – Ungheria escluse l’Italia diplomaticamente mentre nel 1911 l’invasione della Tripolitania da parte del Regno d’Italia indirettamente riaccese la delicata situazione balcanica. Alcuni stati balcanici appoggiati dall’impero Russo si allearono contro l’Impero ottomano appena sconfitto nel 1911 dall’Italia che aveva conquistato la Tripolitania e la Libia. La Prima Guerra Balcanica venne vinta dalla coalizione di Serbia Montenegro Grecia e Bulgaria nel 1912. Nel 1913 la Bulgaria non soddisfatta delle acquisizioni territoriali conseguite attaccò improvvisamente la Grecia e la Serbia nel 1913. Nello stesso anno si formò la coalizione balcanica composta da Grecia Serbia Romania ed anche dalla Turchia. La Seconda Guerra Balcanica fu vinta dalla coalizione nel 1913.

Questa vittoria portò delle importante conseguenze politiche e territoriali e purtroppo aprì ulteriormente la via verso la Prima Guerra Mondiale. Alla Turchia andava una parte della Tracia e cedeva alla Romania una striscia di terra della Tracia. La Serbia allargava i propri possedimenti. La Prima Guerra Balcanica e Seconda Guerra Balcanica indebolì ancora di piu’ l’Impero Ottomano filotedesco ed austriaco mentre aumentò i territori della Serbia ostile all’Austria – Ungheria e protetta dall’Impero Russo. L’Intesa Cordiale tra la Francia e l’Inghilterra e l’avvicinamento della Francia alla Russia distrusse molto del lavoro diplomatico di Bismarck dimessosi nel 1890. Restava l’unione politica e diplomatica tra gli imperi centrali con l’appendice dell’Italia mentre dalla parte opposta dal 1907 veniva stipulata la Triplice Intesa tra Francia Inghilterra e Russia.  

Le due alleanze formate nel 1882 e nel 1907 la Triplice Alleanza e la Triplice Intesa insieme alle conseguenze portate dalle due guerre balcaniche furono tra le motivazioni scatenanti della Prima Guerra Mondiale.

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