L’EUROPA TRA OTTOCENTO E NOVECENTO E CAUSE DELLA GRANDE GUERRA CONSIDERAZIONI STORICHE OGGETTIVE

L’Europa di fine ottocento e d’inizio novecento presentava un quadro contradditorio. Lo sviluppo economico e la crescente produzione industriale alimentavano il senso di benessere avvertito dall’alta borghesia mentre aumentavano le tensioni sociali conseguenti all’industrializzazione esistenti all’interno delle nazioni. Il frenetico riarmo generale delle grandi potenze europee trovava contraddizione nelle rinnovate spinte pacifiste.Queste due posizioni sociali e politiche contribuirono a costruire due immagini contrapposte in Europa. Da una parte esisteva l’immagine ottimistica della Belle Epoque un epoca di spensieratezza e di frivolezza. Dall’altra parte un’immagine rappresentata dal militarismo dal Colonialismo dall’Imperialismo e dalla più spietata logica di potenza quindi una tendenza che porterà inevitabilmente allo scontro fratricida e suicida della Grande Guerra. Alcuni pensavano che l’industrializzazione avesse potuto evitare nuovi conflitti europei poiché le nazioni europee erano legate da contratti commerciali oltre che da piani finanziari. In realtà la Grande Guerra non fu né un evento inevitabile né una catastrofe terribile accidentale ma il risultato di una serie d’episodi casuali e di fatti profondi. Proprio questi ultimi vanno approfonditi storicamente per comprendere meglio le dinamiche che precedettero lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e sono rappresentati dal sistema d’alleanze esistenti in Europa tra ottocento e novecento. Nel 1890 conseguentemente alle dimissioni di Bismarck dalla carica di cancelliere il Trattato di Controassicurazione tra Impero Tedesco e Russia zarista non venne rinnovato mentre venne mantenuta l’alleanza con l’Impero Austro-Ungarico. L’Impero Tedesco pensò che fosse impossibile un’alleanza tra la Russia zarista e la Francia repubblicana di stampo liberale ma i due stati possedevano un motivo politico in comune per stringere un patto diplomatico cioè il bisogno di trovare un alleato. Il pilastro della vecchia politica di Bismarck l’isolamento in Europa della Francia veniva meno e la Francia e l’Impero Russo stringevano nel 1894 un patto d’alleanza. Tra il 1907 ed il 1914 l’Impero Tedesco iniziò un intenso riarmo navale per cercare d’incutere una forma di rispetto alla Gran Bretagna ma provocò l’effetto contrario e gli inglesi sentendo minacciato il loro primato navale mondiale e coloniale riconosciuto dalle maggiori potenze mondiali iniziarono un avvicinamento alla Francia. Si arrivò all’Intesa Cordiale del 1904 culminata nel 1907 con la stipula della Triplice Intesa tra Francia Inghilterra ed Impero Russo dopo aver risolto gli ultimi contrasti politici e diplomatici inerenti alle questioni coloniali. La politica di Bismarck era quasi totalmente distrutta poiché di essa restava in piedi solamente la Triplice Alleanza tra Impero Tedesco Impero Austro-Ungarico e Regno d’Italia. La politica aggressiva dell’impero Tedesco aveva portato a compimento l’accerchiamento degli Imperi Centrali in contesto di riarmo legato alla concezione della guerra preventiva. I nazionalismi esistenti anche nelle altre nazioni industrializzate del mondo legato alle manovre politiche aggressive alimentava le tensioni internazionali. Altro aspetto da considerare e non d’importanza inferiore rispetto agli altri appena elencati fu la politica imperialistica dell’Impero Austro-Ungarico attuata nei Balcani. L’ingerenza austro-ungarica nei Balcani ripeteva lo stesso errore commesso dall’impero asburgico decenni prima quando la Santa Alleanza soffocava l’autodeterminazione dei popoli. Il mondo stava mutando la società ed il pensiero da molti anni erano cambiati ed i residui dell’Ancien Regime e dell’assolutismo feudale stavano ancora tentando di colpire un mondo nuovo che basava i suoi principi sulla libertà d’azione in ogni sua singola sfumatura. L’autodeterminazione dei popoli la stessa libertà dei popoli dei Balcani veniva messa ancora in pericolo dopo secoli di dominazione ottomana da un’altra potenza quella austro-ungarica. Il colpo di grazia all’autodeterminazione dei popoli slavi accadde nel 1908 quando la Bosnia e l’Erzegovina furono annesse ai domini degli Asburgo. L’Impero Austro-Ungarico fu l’unico stato europeo che non costruì un impero coloniale perché le sue mire espansionistiche erano focalizzate nella regione balcanica. L’Impero Asburgico (come del resto l’intera Europa) avrebbe dovuto trarre insegnamento dai fatti storici precedenti come le guerre d’indipendenza italiane e le guerre balcaniche del 1912. Il messaggio era chiaro. I principi della Rivoluzione Francese avevano impiantato le loro radici profondamente nel pensiero europeo soprattutto nella zona balcanica. Se nel 1829-1830 la Grecia aveva chiesto l’aiuto europeo contro la dominazione ottomana non aveva alcun senso nella zona balcanica sostituirla con quella asburgica. Qui entra in gioco la relazione esistente tra imperialismo e razzismo. L’imperialismo fu una forma di estensione territoriale aggressiva che non si limitò ad estendere territorialmente un impero ma impose con la forza la propria cultura e la propria economia alla nazione sottomessa. E’ palese che una politica di questo genere abbia al suo interno dei vasti componenti di tipo razzista. L’Impero Asburgico considerava i popoli slavi poco più che esseri umani e di conseguenza la zona balcanica un terreno fertile di conquista a partire dalla disfatta ottomana del 1683 Quindi concludendo appare tutto chiaro per quanto riguarda la questione balcanica. Se fosse stata tutelata l’autodeterminazione dei popoli slavi da parte europea durante la forte crisi ottomana ottocentesca le possibilità di un conflitto mondiale si sarebbero ridotte nonostante restassero altri elementi e fatti storici di indubbia importanza da no sottovalutare. L’elemento coloniale rappresenta senza ombra di dubbio un fattore da prendere in considerazione se vogliamo trovare altre cause scatenanti il primo conflitto mondiale. A partire dal 1870 l’Imperialismo ed il colonialismo andavano di pari passo alimentati da un appetito economico insaziabile dell’industria. La Seconda Rivoluzione Industriale tra al fine dell’ottocento e l’inizio del novecento durante la Belle Époque stava portando in Europa insieme alle coperte scientifiche e tecnologiche un bisogno sempre di maggiore di due elementi fondamentali: materie prime per le fabbriche e nuovi sbocchi commerciali. Questo portò ad un’impresa coloniale colossale da parte delle potenze europee di Francia Inghilterra seguite dall’Impero tedesco e dalle potenze emergenti d’oltreoceano di Stati Uniti e Giappone. Da qui il colonialismo e l’imperialismo furono due elementi che contribuirono fortemente a due fattori: lo scoppio della Grande Guerra ed il suo compimento come conflitto mondiale. Il primo fattore è motivato dall’aumentare delle tensioni che già nei primi novecento esistevano tra le potenze europee. Il secondo fattore è palese poiché non si trattava più di due blocchi alleati in guerra ma di due alleanze con annesso i loro estesi domini coloniali. Ultimo punto da prendere seriamente in considerazione è il pensiero che l’uomo intellettuale possedeva tra il 1870 ed il 1914. Le nuove scoperte scientifiche e tecnologiche alimentate dalla Seconda Rivoluzione Industriale avevano creato un mondo idilliaco che legato al lungo periodo di pace vissuto in Europa tra il 1870 ed il 1914 aveva creato un convincimento nelle menti intellettuali di vivere in un mondo ormai diventato monotono il quale doveva essere scosso per ritrovare una nuova spinta verso un cambiamento politico e sociale ancora più forte. Questo perché la nuova epoca industriale scientifica e tecnologica legata al darwinismo ed al positivismo aveva elevato l’uomo a razza dominatrice sul mondo. L’epoca dell’uomo superbo era iniziata nel 1870 ed era già finita nel 1912 quando la nave reputata inaffondabile il Titanic era tragicamente affondata quell’orribile 12 aprile. L’uomo intellettuale europeo quindi voleva uscire da questa pace monotona ed attuare tramite una guerra i principi del darwinismo dimostrare chi era la razza più forte e dominatrice della specie umana e quale razza si era evoluta meglio rispetto alle altre. Dopo l’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914 nessuno pensava ad una imminente guerra mondiale. Qualsiasi organo sociale dai giornali all’operaio pensavano all’attentato di Sarajevo come ad un altro omicidio politico tra i tanti accaduti in quegli anni turbolenti. Ma quando fu l’ora di partire per il fronte le piazze intellettuali esultavano per i nuovi eventi bellici. Gli unici che esultarono ben poco furono i contadini e le classi sociali meno agiate che perdevano braccia capaci ed utili al sostentamento della famiglia. La Prima Guerra Mondiale fu un conflitto che trascinò la società di massa intellettuale borghese ed operaia della precedente Belle Époque in un vortice di morte voluto dagli ultimi residui rimasti dell’Ancien Regime da una nobiltà ormai decadente da circa due secoli ma ancora capace di imporre il suo volere sulle masse.

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