L’ATTENTATO DI SARAJEVO DEL 1914. DUE COLPI DI PISTOLA TRENTA MILIONI DI MORTI

Il 28 giugno 1914 due colpi di pistola sparati a Sarajevo uccisero l’erede al trono dell’Impero Austro-Ungarico Francesco Ferdinando nipote dell’imperatore Francesco Giuseppe. Nell’attentato moriva anche la moglie Sofia dell’erede al trono austro-ungarico. La responsabilità dell’attentato fu subito attribuita da parte austriaca alla Serbia.

Dopo quattro secoli di dominazione ottomana la Serbia aveva raggiunto l’indipendenza grazie al Congresso di Berlino del 1878. La dinastia regnante in quell’epoca era quella degli Obrenovic tutt’altro che nemici dell’Impero Austro-Ungarico. Tuttavia a partire dal 1903 dopo il barbaro assassinio del re serbo Alessandro e di sua moglie era salita al trono una nuova dinastia serba antagonista rispetto alla precedente quella dei Karadordevic rappresentata dal re Pietro I. Il nuovo re serbo possedeva delle ambizioni di stampo nazionalista e patriottico. Infatti aspirava a riunire gli stati slavi in un unico stato serbo e cacciare l’Austria-Ungheria dalla propria posizione territoriale e politica. La decisione dell’Impero Austro-Ungarico di annettere ai suoi possedimenti la Bosnia Erzegovina nel 1908 aggravò la già precaria situazione politica dei Balcani. Inoltre la metà della popolazione della Bosnia Erzegovina era di origine serba. La politica dell’Austria-Ungheria avvicinò la Serbia all’Impero Russo sempre pronto a difendere gli stati balcanici per rafforzare la propria influenza su di essi a scapito dell’Impero Austro-Ungarico. Nel 1908 la Serbia firmò un trattato d’’alleanza con l’Impero Russo. Dopo il 1908 nacquero in Serbia diverse associazioni nazionalistiche tra cui quella della Mano Nera nata nel 1911.

L’impero Austro-Ungarico era determinato a stroncare le idee nazionalistiche e patriottiche della Serbia considerate un pericolo per la stessa integrità imperiale. Il capo di stato maggiore austriaco Franz Conrad von Hotzendorf preferiva una guerra preventiva sia contro la Serbia sia contro l’alleato italiano per riavere i territori persi in Italia durante le battaglie risorgimentali.

L’erede al trono austro-ungarico Francesco Ferdinando era contrario ad una guerra contro la Serbia poiché definiva un pericolo annettere ai territori imperiali un altro stato pieno di teppisti e di regicidi. Al contrario voleva attrarre nella sua orbita gli stati salvi con una politica giusta e generosa concedendo l’autonomia alle varie popolazioni slave e instaurando una nuova politica imperiale di tipo federale come quella svizzera. Questi piani dell’erede al trono austro-ungarico erano percepiti dai popoli slavi come una minaccia al progetto slavo la costituzione di un grande stato balcanico.

Quando alla fine del 1913 in Serbia si seppe della futura visita dell’ere al trono austro-ungarico Francesco Ferdinando d’Asburgo un giornale serbo scrisse che era giunta l’ora di armarsi di coltelli pistole fucili bombe e dinamite per colpire la famiglia d’Asburgo.

La visita a Sarajevo nel 1914 della coppia reale asburgica celebrava un anniversario speciale infatti quattordici anni prima Francesco Ferdinando sposava sua moglie Sofia nata contessa Chotek. Il matrimonio morganatico aveva escluso la moglie e di figli dalla vita reale di corte poiché ella non era di sangue reale. Al matrimonio si era dichiarato contrario l’imperatore austro-ungarico Francesco Giuseppe. Elevata a duchessa Sofia non ebbe mai incarichi di rappresentanza.

La visita a Sarajevo dell’erede al trono austro-ungarico Francesco Ferdinando aveva caratteri militari e non reali.

All’inizio Francesco Ferdinando era contrario alla visita a Sarajevo poiché si aspettava un attentato contro la sua persona da parte serba ma accettò ugualmente l’incarico.

Tre giorni prima della visita ufficiale a Sarajevo Francesco Ferdinando e la moglie Sofia avevano soggiornato nella stazione termale di Idilze la sera prima dell’attentato il 27 giugno del 1914 avevano organizzato un suntuoso banchetto per le autorità civili e militari. Nonostante alcuni invitati avessero consigliato alla coppia austriaca la rinuncia alla visita ufficiale a Sarajevo l’erede al trono asburgico e la moglie rifiutarono l’avviso.Nel frattempo l’attentato contro la coppia asburgica veniva organizzato nei particolari da parte di un’associazione indipendentista chiamata la Giovane Bosnia di cui faceva parte Gavrilo Princip un giovane che aveva deciso di sacrificare la propria vita per la causa indipendentista. La Mano Nera un’altra associazione nazionalista serba decise di armare gli attentatori con bombe e revolver includendo anche delle tavolette di cianuro per impedire possibili fughe di notizie una volta catturati gli assassini dalle autorità. In quell’epoca il capo del governo serbo Nikola Pasic aveva tentato un’azione repressiva nei confronti della Mano Nera ma poco dopo aveva dovuto dimettersi dal suo incarico per le forti opposizioni al suo operato da parte dei militari serbi sostenitori dell’associazione segreta. Il caso ebbe il suo gioco nell’esito del complotto. Altro aspetto importante il 28 giugno del 1914 ricorreva l’anniversario della battaglia del 1389 anno in cui l’esercito serbo veniva sconfitto dagli ottomani. Quindi il 28 giugno era un giorno di lutto nazionale e le associazioni segrete indipendentiste sopportavano ancora di meno la presenza di un nobile reale straniero nel loro territorio. Il 28 giugno una domenica la macchina scoperta della coppia reale una Graeft e Stift procedeva in mezzo al corteo tra le macchine della polizia e gli aiutanti da campo. Il servizio di polizia per l’occasione non era molto nutrito anzi consisteva solamente in pochi poliziotti ed una ventina di gendarmi addetti alla protezione dell’erede al trono. In quel momento uno degli attentatori riuscì a lanciare una bomba contro la macchina dell’arciduca che però rimbalzò sulla cappotta della vettura ed esplodendo vicino ad una delle auto di scorta ferendo un aiutante da campo del generale Potiorek. Gavrilo Princip che si trovava in mezzo alla folla all’inizio pensò che l’attentato fosse riuscito ma quando capì che era fallito si ritirò tra la folla deluso. L’arciduca Francesco Ferdinando era indignato e si lamentò all’interno del municipio durante il discorso di presentazione del borgomastro. Finita la presentazione all’interno del municipio l’erede al trono austro-ungarico volle procedere per l’ospedale dove si trovava l’ufficiale ferito durante il primo tentativo d’attentato fallito. L’autista della macchina non era stato informato circa il cambiamento di percorso d imboccò al strada prevista inizialmente. Il conte Harrach si era posizionato in piedi sul predellino a scopo difensivo nei confronti dell’erede al trono asburgico. Quando Potiorek ordinò all’autista di cambiare il percorso il conducente iniziò le manovre di retromarcia. In quel momento Gavrilo Princip si trovò la macchina dell’arciduca davanti a sé estrasse prontamente la sua Browning sparando due colpi. Un colpo ferì mortalmente l’arciduca alla vena giugulare mentre il secondo colpì l’addome della moglie Sofia. Gavrilo Princip venne malmenato dalla folla e dalla polizia e la tavoletta di cianuro ingoiata ebbe l’effetto non voluto in quanto provocò il vomito e non la morte. Mentre l’auto procedeva di corsa verso l’ospedale l’arciduca perse sangue dalla bocca ed il conte Harrach chiese a Francesco Ferdinando se stesse soffrendo. L’arciduca rispose che non era niente non era niente. Francesco Ferdinando disse alla moglie di restare per i bambini ma ella spirò prima dell’arrivo in ospedale. L’erede al trono asburgico morì dopo aver ricevuto l’estrema unzione

Lascia un commento

Archiviato in Storia Contemporanea

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...