LA SITUAZIONE POLITICA SOCIALE E DIPLOMATICA IN EUROPA DOPO L’ATTENTATO DI SARAJEVO DEL 28 GIUGNO 1914

Quando la notizia dell’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo giunse nelle capitali europee in un primo momento le popolazioni europee non si preoccuparono delle possibili conseguenze.  

Infatti negli anni precedenti l’attentato di Sarajevo molti re imperatori capi di stato e di governo erano stati assassinati e la notizia non fu ritenuta allarmante. Basti pensare che pochi giorni dopo l’attentato di Sarajevo i giornali europei tornarono a trattare le notizie interne al proprio paese dando poca importanza all’accaduto.

L’imperatore Francesco Giuseppe seppe dell’attentato mentre si trovava in vacanza. Tornò a Schobrunn turbato ma non addolorato. Si disse meno preoccupato poiché l’erede al trono asburgico diveniva Carlo Francesco Giuseppe. Il primo luglio del 1914 le salme della coppia asburgica vennero portate nella capitale austriaca Vienna con la nave corazzata Viribus Unitis d il 2 luglio 1914 vennero celebrati i funerali. Non furono funerali di prim’ordine come ci si sarebbe aspettato poiché era deceduto un erede al trono. Questo era dovuto al rango non reale della duchessa Sofia di Hohemberg.

Per le capitali europee una parte della responsabilità dell’attentato di Sarajevo era da attribuire per forza alla Serbia. La Serbia dichiarato stato indipendente a partire dalla seconda metà dell’ottocento era percepita dalle potenze europee come un’entità statale primitiva ed arretrata quindi la stessa popolazione considerata incivile. Un pensiero razzista dettato dall’interpretazione errata delle teorie ottocentesche di Charles Darwin.

Da tutta Europa le condizioni politiche e sociali degli stati balcanici passarono in secondo piano e la politica europea si preoccupò dell’ordine minacciato dovuto ai fatti di Sarajevo. A Vienna nel frattempo la politica era indecisa se intervenire militarmente oppure inviare un ultimatum alla Serbia.

I giorni passarono e neppure l’imperatore Francesco Giuseppe a cui spettava la decisione politica per via dell’età non diede una risposta in tempi brevi.

Il capo del governo ungherese Tisza era contrario ad un intervento militare in Serbia temendo un rafforzamento di Vienna su Budapest. A questo punto il ministro degli esteri austriaco Berchtold decise di sentire Berlino sul da farsi.

L’Impero Tedesco e l’Austria-Ungheria erano alleate dal 1879. Un suo isolamento nell’affrontare la delicata situazione balcanica avrebbe rafforzato l’Impero Russo. Per la politica tedesca la duplice alleanza con l’impero asburgico era di vitale importanza mentre alcune volte l’alleanza con Vienna risultava addirittura un peso. In questo contesto diplomatico il Kaiser Guglielmo II insieme ai suoi consiglieri civili e militari esaminò la lettera pervenuta da Vienna. L’imperatore tedesco decise di concedere carta bianca a Vienna.

Il Kaiser Guglielmo II pensò che l’Impero Russo non sarebbe intervenuto in difesa della Serbia in caso d’attacco austriaco per via della sua impreparazione militare mentre l’appoggio tedesco a Vienna avrebbe indebolito la Triplice Intesa. Inoltre il sovrano tedesco pensava che lo zar non sarebbe intervenuto perché in tal caso avrebbe assolto un assassinio. Rassicurato da questi ragionamenti il Kaiser non rinunciò alla sua crociera nel Mare del Nord pensando che la situazione seppure critica si sarebbe risolta entro tre settimane.

Vienna in un primo momento rimase esterrefatta di fronte alla risposta tedesca. Il 23 luglio venne deciso di inviare un ultimatum austriaco alla Serbia con precisi punti. Alcuni di questi punti minavano la sovranità dello stato serbo.  San Pietroburgo restava inizialmente indecisa sul da farsi timorosa che un intervento a fianco della Serbia avrebbe potuto rafforzare oppure indebolire il trono zarista nonostante la simpatia per la Serbia nei circoli russi fosse nota. La decisione russa arrivò alla Serbia il 24 luglio del 1914. Sarebbero stati mobilitati alcuni reparti militari sul confine con l’Austria-Ungheria.

La Serbia preferiva l’umiliazione alla distruzione. Nonostante ciò la Serbia rafforzata all’appoggio russo decise di accettare quasi tutte le condizioni dell’ultimatum austriaco. La risposta serba non venne accettata dall’Austria-Ungheria che rifiutò anche la proposta britannica ed italiana circa una conferenza che evitasse la guerra. Inoltre l’Austria-Ungheria non voleva intromissioni straniere nei suoi affari interni. Il tentativo del Kaiser Guglielmo II si rivelò vano. Il sovrano tedesco aveva mandato una lettera a Vienna per limitare l’aggressività austriaca contro Belgrado.

Il 28 luglio 1914 l’Impero Austro-Ungarico dichiarava guerra alla Serbia con il pieno appoggio dell’Impero Tedesco mentre l’imperatore Guglielmo II inviava lettere allo zar per evitare una mobilitazione generale russa. Lo zar che chiedeva all’imperatore tedesco di farsi mediatore tra l’impero asburgico e la Serbia venne convinto dai suoi collaboratori politici a dichiarare la mobilitazione generale il 30 luglio del 1914. Con la dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria alla Serbia lo stato asburgico non voleva una guerra mondiale e nemmeno gli altri stati ma le alleanze stipulate anni prima si misero in moto. Inoltre esisteva la concezione di pensiero che la guerra fosse inevitabile come fatto umano da accettare.

La mobilitazione russa equivaleva ad una dichiarazione di guerra per l’Impero Tedesco. Il Kaiser Guglielmo II dichiarò lo stato d’incombente pericolo di guerra. La Francia dichiarò che avrebbe sostenuto l’alleato russo come prevedeva la Triplice Intesa. L’Inghilterra invece essendo la sua posizione nella Triplice Intesa diversa da quella di Francia ed Impero Russo ricordò all’Impero Tedesco ed alla Francia di non violare la neutralità del Belgio. Il 1 agosto del 1914 l’Impero Tedesco ordinò la mobilitazione generale insieme alla Francia. Lo stesso giorno non ricevendo risposta dall’Impero Russo l’Impero Tedesco dichiarò guerra allo stato russo. I tedeschi mentre organizzavano il passaggio militare del Lussemburgo chiesero al re del Belgio Alberto I di lasciar libera la strada per la Francia. Il sovrano belga rispose con un netto rifiuto preparandosi all’invasione tedesca. L’Inghilterra violata la sovranità belga il 4 agosto dichiarò guerra all’Impero tedesco. Tra il sei ed il dodici agosto seguirono le successive dichiarazioni di guerra tra gli inglesi i russi ed i francesi agli austro-ungarici. Il 23 agosto 1914 il Giappone dichiarò guerra all’Impero Tedesco per via dei suoi possedimenti coloniali in Asia. Il Giappone non mandò mai uomini in Europa anche se una squadra navale nipponica nel 1917 fu presente nel Mar Mediterraneo.

Presto la guerra da europea sarebbe diventata mondiale poiché buona parte degli stati europei coinvolti nel conflitto possedevano vasti territori coloniali in primis l’Inghilterra.               

 

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