LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

La Seconda Rivoluzione Industriale si può dividere a scopo didattico in due principali fasi. La prima fase della Seconda Rivoluzione Industriale ha come protagonista l’Inghilterra mentre la seconda fase ha come protagonista la Germania appena unificata. Infatti non bisogna dimenticare che gli storici indicano il periodo della Seconda Rivoluzione Industriale tra il 1870 ed il 1914. Nella seconda parte della Seconda Rivoluzione Industriale lo sviluppo industriale si legò con l’imperialismo alimentandolo ed allo stesso tempo venendo alimentato da esso. Infatti per alimentare un tale sistema economico e la ricchezza da esso prodotta nel vecchio continente ci volevano grandi quantità di risorse e le colonie degli stati europei servirono a questo. Nel 1914 l’80% delle terre emerse della Terra erano possedute dagli europei. Per l’ondata d’innovazioni la Seconda Rivoluzione Industriale era simile per numero ed importanza alla prima quella del XVIII secolo verificatesi in Inghilterra ma possedeva alcune differenze importanti da sottolineare. Inoltre la Seconda Rivoluzione Industriale portò il livello d’industrializzazione in alcuni stati d’Europa come l’Inghilterra la Germania e la Francia a livelli mai avuti prima. Si creò così una specie di laboratorio enorme in cui affluivano le materie prime dalle colonie dei vari stati europei per essere lavorate al fine di produrre le nuove invenzioni inventate nel corso della fine dell’ottocento ed i primi novecento. Nella Prima Rivoluzione Industriale si era notato come le attività agricole legate agli enclosures avevano potuto dare molta manodopera alle neo fabbriche inglesi ed allo stesso tempo avevano potuto grazie all’introduzione di nuovi alimenti coltivati come la patata garantire il mantenimento della popolazione sempre in aumento. Il vapore fu uno degli elementi che permisero grazie alla macchina a vapore di Watt di far funzionare le nuove macchine industriali alimentate a carbone. L’ottocento fu il secolo della borghesia in particolare della media ed alta borghesia che con i loro investimenti nell’industria le loro invenzioni ed i loro pensieri patriottici riuscirono a travolgere il vecchio sistema aristocratico ormai in crisi ed in decadenza da molti anni in particolare dalla Rivoluzione Francese. Si notano di molto le differenze sostanziali della Seconda Rivoluzione Industriale rispetto alla Prima Rivoluzione Industriale. La prima differenza sostanziale della Seconda Rivoluzione Industriale rispetto alla Prima Rivoluzione Industriale stava negli inventori delle nuove importanti invenzioni della seconda metà dell’ottocento. L’invenzione delle nuove invenzioni si deve ad una nuova categoria d’inventori cioè ad imprenditori dotati di cultura scientifica e di scienziati di professione. Gli inventori principalmente erano di nazionalità inglese statunitense e tedesca. Seconda importante differenza della Seconda Rivoluzione Industriale rispetto alla Prima Rivoluzione Industriale furono i nuovi settori produttivi quali l’acciaio la chimica e l’elettricità. Queste innovazioni andarono a migliorare I vecchi settori industriali come quello tessile. Tra i punti chiave della Seconda Rivoluzione Industriale bisogna ricordare il legame che si creò tra scienza tecnologia e mondo produttivo. Infatti le scoperte scientifiche vennero applicate ai diversi settori industriali. Importante anche il ruolo che ebbe nella Seconda Rivoluzione Industriale l’utilizzo dell’acciaio una lega di ferro e carbonio che grazie ad importanti innovazioni nella sua progettazione subì un notevole alto di qualità. L’acciaio venne utilizzato in molti campi nell’edilizia nella costruzione delle reti ferroviarie nelle corazze delle navi da guerra. Altro elemento importante prodotto dall’industria fu l’alluminio metallo derivante dalla bauxite un minerale. La chimica trovò vasto impiego nell’industria di fine ottocento riuscendo a contribuire notevolmente infatti si iniziò a produrre grazie alle nuove conoscenze in campo chimico la carta il vetro le vernici nuovi farmaci saponi esplosivi e gomma. Il vetro fino a quel momento era esclusiva dei veneziani. Altre invenzioni dovute alla chimica sono l’acido solforico e la dinamite. L’industria contribuì enormemente allo sviluppo del settore alimentare producendo nuovi metodi di conservazione dei cibi come la sterilizzazione e l’inscatolamento degli stessi. Altra importante innovazione fu l’elettricità. Già si sapeva qualcosa sull’elettricità fin dal XVIII secolo grazie alle Bottiglie di Leida ed alla successive Pila di Volta che Alessandro Volta nel 1801 mostrò a Napoleone. Tra il 1860 ed il 1880 si sviluppò il settore elettrico. L’elettricità divenne una importante fonte di energia utilizzata anche nel settore industrial. Nel 179 Thomas Edison inventò la lampadina a filamento e negli anni ’80 dell’ottocento furono costruite le prime centrali termoelettriche. L’energia elettrica a partire dalla fine dell’ottocento venne utilizzata in molti settori quello urbanistico e quello dei trasporti come forza motrice. Si trattava di un tipo di energia flessibile. In Italia venne utilizzata l’energia elettrica come fonte di energia per alimentare alcune attività produttive poiché non possedeva giacimenti di carbone. Da ricordare che però l’Italia appena nata possedeva un’economia di tipo arretrata. Furono comunque costruite durante la fine dell’ottocento centrali idroelettriche soprattutto nel settentrione. Altra invenzione di rilievo tra la fine dell’ottocento ed inizio Novecento fu il motore a scoppio che utilizzava del combustibile come forza motrice e che venne successivamente studiato e migliorato dai tedeschi Karl Benz e Daimler i quali montarono dei motori a scoppio più potenti del predecessore su degli autoveicoli a ruote. Era la nascita delle prime automobili. Il combustibile utilizzato dai primi veicoli a motore fu la benzina un distillato del petrolio. Anche in campo medico ci furono importanti scoperte scientifiche in quanto si capì l’importanza delle infezioni causate dagli agenti patogeni e quindi la necessità di pulire gli strumenti usati dai medici sui pazienti. Si scoprì l’etere come elemento per anestetizzare i pazienti che necessitavano di interventi chirurgici. La vita media delle persone tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento aumentò. Basti pensare che a fine ottocento la vita media di un abitante dell’Inghilterra si aggirava all’incirca intorno ai quarantotto anni.

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