LA VITA DI TRINCEA DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Con la conclusione della prima Battaglia della Marna iniziava la guerra di trincea e di posizione.

Le nuove armi da fuoco come le mitragliatrici i cannoni e gli obici di grosso calibro con enormi gittate avevano impedito la guerra di stile ottocentesco. Nelle primissime fasi della guerra i generali ed i comandanti di entrambi gli schieramenti per buona parte provenienti da battaglie come quella del 1870 possedevano ancora un’ideologia bellica tutt’altro che in linea con i nuovi armamenti.

Ben presto ci si rese conto che l’attacco frontale era impossibile le nuove armi da fuoco possedevano una potenza distruttrice mai conosciuta prima. I primi a costruire le trincee come linea difensiva furono i tedeschi mentre gli altri eserciti ne copiarono le caratteristiche. Perciò la guerra divenne di logoramento e di posizione su tutti i fronti.

Al fronte esistevano tre trincee una collocata dietro l’altra a distanza di poche decine o centinaia di metri. La prima linea era quella più esposta al nemico ed era fortificata con sacchi di terra fio spinato e mitragliatrici. I soldati aspettavano di uscire dalla trincea per attaccare la linea nemica posta di fronte a poche centinaia di metri oppure aspettavano che fossero le truppe nemiche ad attaccare.

Nella seconda linea si trovavano le truppe di riserva pronte ad uscire per attaccare le linee nemiche posizionate davanti alla prima linea. Nella terza linea si trovavano le truppe a riposo ed a difesa delle retrovie dove erano ubicati gli ospedali da campo e le provviste.

L’attacco nemico iniziava con un incessante bombardamento che durava alcuni giorni che serviva a distruggere i reticolati di filo spinato ed a rendere il più inoffensivo possibile le linnee nemiche.

Dopo il bombardamento si partiva all’assalto della trincea nemica armati di fucile e baionetta con pugnali e mazze ferrate. Durante l’attacco i soldati restavano incastrati nei reticolati di filo spinato diventando facili bersagli delle mitragliatrici. Arrivati all’interno delle linee nemiche si iniziava il combattimento corpo a corpo. Benché gli assalti furono numerosissimi durante la Prima Guerra Mondiale le uccisioni avvennero per il 70% dall’artiglieria mentre l’1% venne ucciso da armi bianche.

Presto apparve ai soldati l’orrore della vita di trincea. La trincea aveva contribuito a spazzare via l’idea della guerra breve.

All’interno della trincea il soldato viveva nel fango nei propri e negli escrementi altrui nell’acqua sotto incessanti piogge nella neve al gelo in mezzo ai pidocchi alle pulci ed ai parassiti. Le malattie all’interno delle trincee erano insieme alle dissenterie un convivente sempre presente. Inoltre si combatteva e si viveva all’interno delle trincee con i cadaveri dei compagni caduti ore o giorni prima senza che nessuno potesse dargli degna sepoltura. Il cibo era scarso ed alcune volte neanche non arrivava per via della distruzione di alcune vie di collegamento d’approvvigionamento. Le motivazioni che tenevano saldi i soldati nelle trincee e nelle linee di combattimento erano fondamentalmente due. Il primo era rappresentato dall’istinto di sopravvivenza il secondo da un ideale di solidarietà verso i compagni caduti e quelli che ancora combattevano.

Insieme ai ratti ed all’odore della putrefazione dei cadaveri e dei cavalli morti i soldati dovevano vivere insieme ai propri compagni feriti ed agonizzanti che chiedevano aiuto senza talvolta poterli aiutare.

Lascia un commento

Archiviato in Storia Contemporanea

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...