L’EVOLVERSI POLITICO DEI TERRITORI ITALIANI NEL BASSO MEDIOEVO

Alla morte dell’Imperatore Federico II di Svevia, avvenuta nel 1250, l’autorità imperiale non riuscì più a farsi sentire nell’Italia centro – settentrionale permettendo così ai comuni italiani di prosperare sempre di più, grazie ai commerci finché si arrivò ad una svolta nelle vicende comunali italiane.
La scintilla che accese l’inizio del processo di cambiamento da comune italiano a signoria, fu la nascita della carica politica comunale del podestà infatti tra il XII ed il XIII secolo, l’introduzione della carica comunale del podestà, fu un tentativo di evoluzione dal comune alla signoria, non andato a buon fine.
Il podestà era una figura politica nata per sostituire il collegio dei consoli, organo politico comunale fino a quel momento in vigore e veniva scelto, al contrario del console, governatore e capo del comune, al di fuori dei confini comunali in questione perché risultasse imparziale nelle decisioni inerenti al territorio governato.
Nel XIII secolo si assiste ad un cambiamento organizzativo della carica del podestà, in quanto se prima la legislazione comunale prevedeva la durata della carica non superiore ai dodici mesi, l’impossibilità della rielezione e la limitazione nell’esercitare alcuni poteri politici, ora in molti comuni italiani le regole mutano, arrivando durante le lotte interne per il potere comunale, a rieleggere gli stessi podestà, a prolungarne la durata della carica politica ed infine a renderne la figura ereditaria.
Con questo sistema politico nel XIII secolo si instaurò in molti comuni italiani una specie di dittatura politica con a capo famiglie di spicco tra cui famose sono gli Este a Ferrara, i Polentoni di Ravenna ed i De Gente di Parma. Altre cariche politiche che favorirono tale cambiamento tra comune a signoria, furono quelle del capitanato del popolo e della podesteria dei mercanti, nate per difendere i diritti dei ceti sociali borghesi, anch’esse finite per essere rielette con carica ereditaria.
Un esempio di questa infiltrazione della signoria nel comune italiano si ha alla fine del XIII secolo a Milano, con l’instaurarsi del potere politico, della famiglia Visconti ad opera dell’arcivescovo Ottone Visconti dopo aver cacciato il capitanato del popolo, fino a quel momento in mano alla famiglia Torriani.
La svolta politica arriva proprio con il potere della signoria che con il passare del tempo cerca di svincolarsi sempre di più dai limiti politici imposti dal comune al suo potere, spezzando qualsiasi tipo di vincolo con gli organi della città che possono ostacolare, le decisioni della nuova carica politica. In questo modo la signoria mira, riuscendoci, ad eliminare la propria subordinazione a tutti quei poteri ed organi politici che prima limitavano il suo potere, provocando una completa sudditanza del popolo cittadino al suo volere. Questo processo non sarà immediato anzi sarà anche un cammino tortuoso, non privo di proteste e lotte da entrambe le parti in questione, popolo cittadino e signoria.
Era chiaro ormai che il signore della signoria doveva trovare una legittimazione al suo potere, divenuto simile ed analogo a quello monarchico assolutistico, contro le vecchie democrazie comunali popolari.
A questo punto dalla signoria si passa al principato con la legittimazione del potere signorile da parte degli imperatori oppure da parte dei pontefici i quali nominano i signori, duchi, marchesi, principi.
Il carattere ereditario delle signorie, le conquiste del signore simili a quelle condotte dai feudatari secoli prima, le nomine nobiliari attuate dagli imperatori, sembrano riportare l’Italia centro – settentrionale all’epoca feudale ma è un’apparenza in quanto queste manovre politiche sono motivate da questioni storiche diverse da quelle precedenti di origine feudale.
Gli imperatori dell’Impero, nominando prima vicario imperiale e poi Duca, Marchese o Principe, il signore della signoria, riescono indirettamente a favorire il crollo della vecchia autorità comunale, instaurando un potere politico nell’Italia centro – settentrionale, non ostile all’ Impero, quanto invece lo erano stati prima per molti anni i comuni italiani. In questo modo favorirono enormemente, con la nascita delle signorie in Italia, la formazione futura dei principati e degli stati regionali italiani, facendo naufragare del tutto la possibilità di una riunificazione statale italiana.
Nessun stato regionale italiano, citandone alcuni tra i più potenti, il Ducato di Milano (Visconti e poi Sforza), il Marchesato di Monferrato (Paleologi), il Ducato di Urbino, Marchesato di Mantova (Gonzaga), riuscì a prevalere e ad imporre la sua autorità agli altri stati regionali italiani. Allo stesso tempo la ricchezza commerciale all’interno degli stati regionali aumentava sempre di più grazie ai commerci nel Mar Mediterraneo attirando l’attenzione di alcuni stati europei su di essi. Infatti l’Italia, la culla dell’Umanesimo e poi del Rinascimento, diverrà terra di conquista da parte della Francia e della Spagna, attratte entrambe dalla debolezza militare italiana, dalla ricchezza degli stati regionali italiani e dalla loro disunità politica e territoriale.
Nelle città di Firenze, Siena, Lucca, Bologna e Pisa resistono di più le istituzioni comunali mentre Venezia si arricchirà con i commerci, con la vendita di armi e materiale bellico durante le Crociate, con il declino dell’Impero Bizantino il quale negli ultimi due secoli della sua vita concesse molti privilegi commerciali ai veneziani e con la conquista di tutto il Veneto fino a Brescia nell’attuale Lombardia.
Pisa e Genova erano città ghibelline e quindi appoggiate dagli avevi mentre Firenze era una città guelfa appoggiata dal Papa per cui alla fine della dinastia Sveva, Firenze acquistò sempre più potere finanziario, con la nascita al suo interno di un florido sistema bancario.
Le signorie prima e successivamente i Principati italiani all’inizio del XV secolo sono in perenne lotta in Italia per il dominio territoriale italiano, per cui quando si deteriora il potere angioino nell’Italia meridionale protettore della città di Firenze diviene chiaro per i fiorentini allearsi a Venezia, soprattutto dopo il consolidamento ed il rafforzamento del potere del Ducato di Milano ad opera di Filippo Maria visconti.
La Guerra iniziata nel 1423 tra il Ducato di Milano da una parte e l’alleanza di Firenze con Venezia, porta la vittoria le due città italiane contro Filippo Maria Visconti nel 1433 e si conclude con la Pace di Ferrara. Da questi accordi Venezia trae molto profitto e l’acquisizione territoriale di Brescia e Bergamo mentre Firenze perde sul piano finanziario. All’interno di Firenze nascono disordini per le perdite economiche dovute alla guerra con il Ducato di Milano mettendo in crisi il governo locale cittadino e facendo emergere al potere una nuova figura, quella di Cosimo il vecchio De Medici, noto banchiere fiorentino. Cosimo detto il vecchio De Medici senza cambiare nessuna impostazione sulla politica della Repubblica fiorentina, riesce ad imporre lo stesso il proprio potere su Firenze e appoggia la politica economica del vecchio governo, basata sui mercanti. In una successiva guerra Venezia e Firenze sono ancora alleate ma quando Firenze si rende conto alla morte di Filippo Maria visconti che La Repubblica di Venezia ha buone possibilità di imporre la sua autorità sull’Italia centro – settentrionale, si allea alla nuova famiglia a capo del Ducato di Milano, gli Sforza. Francesco Sforza successe al Ducato di Milano dopo la famiglia Visconti avendo sposato la figlia di Filippo Maria Visconti. A questo punto Cosimo De Medici rovescia le vecchie alleanze con Venezia e si allea con il vecchio nemico, il Ducato di Milano contro la Repubblica di Venezia. Si arriva alla pace di Lodi nel 1454, poco dopo la caduta di Costantinopoli, fatto che oltre ad altre conseguenze negative, colpirà in parte gli interessi commerciali veneziani. La Pace di Lodi confermerà al potere nel Ducato di Milano Francesco Sforza e porterà quarant’anni di pace in Italia dettata anche dall’equilibrio dell’alleanza tra Firenze e Milano. La pace di Lodi è famosa per aver garantito quarant’anni di pace in Italia favorendo lo sviluppo del Rinascimento italiano ed un equilibrio tra i vari stati regionali italiani, garantito successivamente da Lorenzo De Medici detto il Magnifico, terzo signore di Firenze.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...