L’ANCIEN REGIME

Gli storici chiamano ancien regime (antico regime) il periodo in Europa che va tra il seicento ed il settecento per descrivere la società in Europa.
Il concetto di Ancien regime fu descritto da Charles Alexis Henri Clerel nel 1856 per definire la società europea seicentesca e settecentesca in Francia. Questo perché in Francia si ebbe lo sviluppo dell’assolutismo con il Re Sole e dell’Ancien Regime con la conseguente rivoluzione Francese decenni dopo nel 1789.
All’apice dell’Ancien Regime si trovava il re che esercitava un potere autocrate assoluto all’epoca definita monarchia assoluta, poi la seconda caratteristica è la marcata divisione della popolazione in tre distinte classi sociali chiamate tre stati. Concetto realmente assunto in Francia. Questo sistema sociale si delineerà in Francia soprattutto tra seicento e settecento.
I tre stati si suddividono in primo stato rappresentato dal clero possedenti la maggior parte dei terreni, la nobiltà con i suoi privilegi come il clero ed il terzo stato, il resto del popolo composto dalla borghesia alta media piccola ed, i contadini ecc. In Francia questa suddivisione era molto evidente benché tranne l’Inghilterra l’Europa avesse monarchie assolute. L’assolutismo del re francese e quindi la manifestazione dell’Ancien Regime più evidente fu data dal re Luigi XIV il Re Sole che con la piena assunzione dei tre poteri dello stato nelle sue mani e la costruzione della Reggia di Versailles, sviluppo appieno l’Antico Regime.
La gabbia dorata di Versailles funzionò per i nobili, inizialmente ma successivamente innescò quella bomba che poi scoppiò con la Rivoluzione Francese.
In realtà prima del Re Sole, durante il medioevo molti aspetti dell’Ancien Regime erano presenti, Il re con pieni poteri ed a partire dal Basso Medioevo, regnante per diritto divino. La maggior parte dei casi però esisteva una difficoltà e differenza sostanziale rispetto all’Ancien Regime del seicento e del settecento. La differenza stava nel fatto che in epoca feudale il re concedeva una parte delle sue terre e del suo potere ai feudatari, limitando il proprio potere. Con lo sviluppo dell’Ancien Regime tutto si modificava. Il re toglie ai nobili quella parte dei poteri che limitavano il suo e concentra nelle sue mani tutti i poteri dello stato.
Questo non deve pensare che la nobiltà perda durante il seicento ed il settecento prestigio anzi in qualche modo ne acquista.
Per più di un secolo la stessa borghesia fa molta fatica a trionfare sulla nobiltà in campo sociale. Questo perché l’alta borghesia se ha la possibilità dopo aversi arricchito di entrare all’interno della classe nobiliare, lo fa con impegno. Questa ascesa di potenza della nobiltà avrà un effetto negativo poiché la situazione diverrà finanziariamente insostenibile. Le tasse versate dal popolo in Francia per pagare e mantenere le esose spese lussuosissime dei nobili (calcolato attualmente tutte le spese riguardanti la Reggia di Versailles costruzione e mantenimento ammonterebbero a circa 2.000.000.000.000 di euro) favorirà la bancarotta dello stato francese. In Europa gli investimenti sui terreni da parte dell’alta borghesia per cercare di arrivare al titolo nobiliare, salirono. Questo determinò il rafforzamento della nobiltà e la creazione del fenomeno detto della cristallizzazione della società, perché non ci fu una riorganizzazione profonda della società.
Altro punto molto importante dell’Ancien Regime è il rafforzamento dell’esercito.
Le strategie militari rispetto al secolo precedente, il cinquecento, tra il seicento ed il settecento si evolvono. I quadrati di picchieri con al loro interno i moschettieri vanno in disuso per l’invenzione della baionetta.
La baionetta inventata nella città di Bayonette, nel sud – ovest della Francia, sostituisce quasi subito l’utilizzo della picca come difesa – attacco contro la cavalleria nemica. Se prima veniva attaccata dentro la canna dell’archibugio successivamente verrà agganciata alla base della punta della canna del moschetto.
Altre innovazioni in campo bellico tra seicento e settecento, fu l’introduzione del moschetto a partire dalla Guerra dei Trent’anni a scapito del vecchio archibugio. La nuova arma da fuoco portatile, provvista di calcio per essere appoggiata al petto ed alla spalla del tiratore, non utilizzava più la miccia come il suo predecessore, ma l’acciarino a ruota per l’innesco e l’esplosione del proiettile successivamente soppiantato dal sistema a pietra focaia, fino all’utilizzo della cartuccia con scovolo di carta. Gli scovoli di carta, contenenti il proiettile con della polvere da sparo, venivano aperti con i denti, il tutto veniva messo dentro la canna del moschetto e pressato al suo interno con forza con un’asta metallica. Della polvere da sparo veniva messa dentro ad un piccolo canale, vicino all’innesco della pietra focaia, posizionato di lato, subito dopo il calcio dell’arma. Se l’asta metallica veniva accidentalmente lasciata all’interno della canna, al momento dello sparo, partiva insieme al proiettile, rendendo il moschetto inservibile per tirare. La cadenza di fuoco dei moschetti poteva arrivare per i più esperti fino ai due colpi al minuto. Poi c’era l’assalto alla baionetta. La guerra nel settecento si trasformò per via di queste innovazioni in campo bellico, evidenziando sempre più la brutalità delle armi. Essendo prive di canna rigata, per le legge della fisica, i proiettili sferici non giravano su se stessi, e quindi erano influenzati dall’attrito dell’aria. Questo provocava all’impatto con il malcapitato, un cambiamento improvviso della direzione all’interno del corpo umano, provocando ferite maggiori. Le corazze dopo secoli di evoluzione per contrastare la potenza di offesa delle varie armi da tiro e da taglio, divennero ormai obsolete di fronte alle armi da fuoco. Le divise dal XVIII secolo appaiono vistose e colorate indipendentemente dal grado militare. Questo perché durante la battaglia i forti fumi non dovevano impedire agli schieramenti di capire la propria nazionalità.
Le divise fabbricate in questo modo, verranno soppiantate da altri modelli, a partire dalla Prima Guerra Mondiale.
Nel XVII secolo la sanità era ancora a livelli molto arretrati nonostante il seicento fosse il secolo di Galileo Galilei e del suo Metodo Sperimentale. Durante il Medioevo i dottori erano letterati ed all’università gli veniva loro insegnato non la medicina come la consociamo noi oggi ma nozioni di letteratura e di filosofia. I malati venivano curati da medici che di scienza e di medicina non conoscevano quasi niente, si ignorava l’esistenza degli agenti patogeni, le malattie si pensava fossero causate da superstizioni. Nel seicento ed anche nel settecento, si credeva all’esistenza nel corpo umano di quattro fluidi principali: il sangue, la flemma, la bile gialla, la bile nera. Questa combinazione se manteneva un certo equilibrio, la salute dell’individuo rimaneva buona. Se invece l’equilibrio tra i quattro fluidi veniva alterato, esplodeva la malattia nell’individuo. Questo sistema venne insegnato in tutte le università dell’Europa per tutto il seicento e il settecento. Per curare la malattia bisognava riequilibrare i livelli dei quattro fluidi e si ricorreva spesso al salasso. Il salasso veniva praticato tramite sanguisughe oppure con apposite lamette ed oggetti taglienti ed il sangue raccolto in apposite piccole ciotole. Il medico doveva valutare in base alla salute del paziente, la quantità di sangue da togliere dal corpo dell’individuo. Altro sistema per curare i malati, consisteva nel praticare loro dei clisteri. Il concetto della medicina del seicento e del settecento era quello di tirare fuori il male dal corpo del malato. Le donne avevano in questo sistema la loro parte, soprattutto nelle campagne e nelle piccole comunità dove la loro esperienza di levatrici ed ostetriche era richiesta. Il fatto sta che la medicina del seicento e del settecento oltre ad essere arretrata ed applicata su un concetto di totale superstizione, era anche eseguita in modo empirico. Quando si curava un malato, non veniva fatta alcun confronto con altri casi per capire e comprendere meglio la natura del male che aveva colpito quell’individuo perciò questo contribuiva a far restare la medicina dell’epoca cristallizzata a quel tipo di concezione.
Per tutto il medioevo, dopo l’epidemia di peste che colpì l’Europa negli anni tra il 1347 ed il 1351, ci furono diversi temporanei focolai sparsi della terribile e mortale malattia. Nel seicento favorita dalla crisi generale della società anche se non come quella del trecento, la peste tornò a colpire l’Europa soprattutto l’Italia, colpendo nel 1629 – 1630 – 1631 le città italiane. Milano venne menzionata nel celebre romanzo I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni circa due secoli dopo. Tra la metà del XVI secolo ed il XIX secolo, accadde un fenomeno nell’emisfero nord del globo chiamato Piccola Era Glaciale. La Piccola Era Glaciale influenzò in parte la crisi generale del seicento, si registrò all’epoca un raffreddamento dell’emisfero nord del pianeta terra dovuto ad un abbassamento delle temperature, per motivi ancora da definire e da provare. Le teorie in merito sono molte, alcuni sostengono ci sia stato un abbassamento delle apparizioni di macchie solari sulla superficie solare, altri un calo della velocità della Corrente Termoalina, e di conseguenza della Corrente del Golfo, entrambe essenziali per regolare il clima temperato nell’emisfero nord del globo. Questa ultima teoria è sostenuta da alcuni esperti che imputano la causa del rallentamento della Corrente Termoalina allo scioglimento di una parte dei ghiacci polari conseguentemente al Periodo del Caldo Medievale, durato dal IX secolo al XIV secolo. I quadri dell’epoca raffigurano a metà seicento il fiume Tamigi ghiacciato ed altri paesaggi stranamente innevati. Altre cause della crisi del seicento seppure non uguali a quella che colpì l’Europa nel trecento, fu l’arretratezza dei sistemi impiegati nell’agricoltura che insieme al clima tutt’altro che mite favorirono scarsi raccolti. Da non sottovalutare anche l’aumento dei prezzi generale in Europa, dovuto all’immissione nel mercato da parte della Spagna, di ingenti quantitativi di metalli preziosi, estratti nelle Americhe e rubati agli indios d’America. La Spagna non producendo molti prodotti propri come altri paesi europei di metà e fine cinquecento, usava i metalli preziosi per acquistare tutto quello che poteva servirgli. Questo afflusso di metalli preziosi per decenni, influenzò i mercati europei, rovinando le economie e facendo svalutare le monete dei vari stati del vecchio continente. Dopo la scoperta del Nuovo Mondo i commerci si erano spostati nell’oceano Atlantico a scapito del mar Mediterraneo, uno dei centri dei commerci internazionali, divenne Amsterdam che prese il posto di Venezia. La città veneta lagunare infatti entrerà in crisi a partire dal seicento. Durante il seicento sono celebri i commerci dell’Olanda dei tulipani, si arrivava all’apice del mercato dei tulipani a pagare per pochi tulipani somme equivalenti alla compravendita di una lussuosa villa. Nel settecento si assiste ad un incremento della popolazione europea, le capitali del vecchio continente arrivano a diverse centinaia di migliaia di abitanti. Questo perché vennero introdotti altri due alimenti oltre al grano, il mais e la patata, arrivate dal Nuovo Mondo. L’agricoltura anche se ancora arretrata, salì di produttività con l’introduzione della rotazione pluriennale. Le cause dell’incremento demografico in Europa non sono ancora del tutto chiare agli storici ma pensano che si debbano attribuire alla scomparsa della peste (senza che si conoscano i motivi), alla migliore organizzazione dei servizi ospedalieri, all’alimentazione, all’introduzione a fine settecento del vaccino contro il vaiolo, malattia che affliggeva da secoli l’essere umano
L’Ancien Regime si sviluppò e si rafforzò in un clima sociale e politico in Europa già teso e compromesso. L’Ancien Regime inizierà il suo declino e la sua fine, dopo la Rivoluzione Francese, nonostante la Restaurazione del Congresso di Vienna del 1814 – 1815.

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