LA PESTE NERA

Dal 1347 al 1350 in Europa si verificò una pandemia di peste terribile, l’ epidemia di peste più grave di tutte le altre, accadute nella storia che decimò la popolazione europea, le stime parlano di oltre 25 milioni di vittime. La peste è una malattia molto grave e mortale, provocata dal batterio Yersinia Pestis ed esiste in due forme quella bubbonica e quella polmonare. Il batterio viene trasmesso da uomo a uomo tramite il morso di una pulce che precedentemente si è nutrita del sangue di una particolare specie di ratto. Quando il batterio penetra nell’ organismo attacca il sangue provocando sintomi come febbre alta, delirio, emorragie interne, dolori lancinanti, pustole su tutto il corpo, ed ingrossa molto alcuni linfonodi, in particolare quelli dell’ inguine, del collo e quelli ubicati sotto le ascelle, trasformandoli in bubboni trasudanti sangue e pus, da qui il nome peste bubbonica. La morte sopraggiungeva entro cinque giorni dal contagio. Se invece venivano attaccati i polmoni, dal nome peste polmonare, la malattia era ancora più virulenta e la morte sopraggiungeva entro 24 ore ed il contagio è per via aerea. Prima del 1347 c’erano stati altri episodi in Europa di epidemie di peste, tra queste la Peste di Giustiniano del 541 D.C. epidemia secondo alcuni studi iniziata e portata dal nord Africa e secondo gli scritti dello storico bizantino Procopio di Cesarea, provocò nonostante le condizioni igieniche degli abitanti di Costantinopoli migliori rispetto alla popolazione europea colpita dalla morte nera del 1347 migliaia di morti solo nella capitale bizantina. Procopio di cesarea parla di circa 10000 morti nella capitale bizantina al giorno mentre altri studiosi ritengono dalle 5000 alle 7000 morti circa al giorno. L’ Imperatore bizantino Giustiniano emanò nuove leggi per fronteggiare una simile minaccia. La peste all’ epoca di Giustiniano venne poi portata in Italia dove si stava svolgendo la Guerra Greco – Gotica e secondo alcuni dopo la vittoria bizantina sugli ostrogoti, fu una delle cause dell’ arrivo e dell’ affermazione dei Longobardi in Italia.
Dopo la Peste di Giustiniano fino al 750 D.C. circa continuarono a manifestarsi dei focolai in Europa soprattutto nelle zone costiere e più interne delle coste europee, finché la malattia si addormentò per secoli per riapparire nel 1347 in tutta la sua ferocia mortale.
L’economia del sistema feudale caratterizzante l’ Europa nel periodo storico IX – XIII secolo D.C. aveva una economia chiusa con pochi scambi commerciali verso l’esterno per cui i focolai di peste non trovavano un metodo di diffusione mentre la crescita dei commerci iniziata dal 1200 e sempre in crescita coincidente con il declino dell’ età feudale comportò uno dei fattori principali nella diffusione della peste nera del 1300 in quanto l’ intenso commercio marittimo e terrestre, favoriva i contatti tra numerosi individui sia nelle molte città portuali ed interne.
Nel 1347 compare la peste nera a Caffa in Crimea città in quel momento assediato dall’ esercito tartaro del Khan Djianisberg da circa tre anni provocando molte morti. In realtà l’ epidemia partì secondo le cronache dell’ epoca dall’ Asia centrale, successivamente all’ India ed alla Cina e molto probabilmente viaggiò fino a Caffa in Crimea nella città assediata dai tartari, attraverso la via commerciale chiamata Via della Seta (via commerciale estesa per circa 8000 km comprendente itinerari marittimi, terrestri e fluviali che anticamente collegava l’ impero cinese con l’ impero romano). La Via della Seta comprendeva una grossa e lunghissima strada percorrente tutta l’ Asia in cui si diramava in tre strade principali nella parte centrale del continente asiatico ed altre vie commerciali fluviali e marittime. In particolare queste ultime portavano fino a zone vicine alla Crimea, al vicino oriente a Costantinopoli e a Roma, oltre ad altre località. Quindi il commercio terrestre e marittimo ebbe un ruolo fondamentale per il contagio. Nel 1346 il cronista fiorentino Matteo Villani scriveva delle terribili morti nell’ India superiore e descriveva alcuni dei sintomi terribili della peste nera e sottolineando l’altissima mortalità della malattia che uccideva in due al massimo tre giorni. Il cronista fiorentino mentre scriveva non immaginava l’arrivo purtroppo prossimo in Europa della peste nera. Anche se la città di Caffa è assediata da molto tempo, alcune navi riescono ad entrare e ad uscire dal porto cittadino garantendo la resistenza degli assediati e alcune navi genovesi riescono a fuggire dall’ assedio tartaro perché la morsa si era allentata dopo le molte morti nelle file degli assedianti. I marinai genovesi partiti sono ancora sani ma non sanno di aver contratto il morbo e approdano nei porti di Messina in Italia meridionale portando con loro il carico di morte. Quando i messinesi se ne accorgono cacciano le navi fuori dal porto ma è ormai troppo tardi. La peste nera riesce a propagarsi in poco tempo nel resto dell’ Italia e dell’ Europa grazie ai commerci ed alle guerre, favorita dalle scarse condizioni igieniche delle popolazioni medievali e dalla malnutrizione diffusa. Per l’ Italia duramente colpita dalla peste nera ed anche per l’ Europa inizia un periodo terribile in cui perderanno la vita per colpa del batterio Yersinia Pestis milioni di persone e provocando poi una crisi sociale ed economica da cui difficilmente il vecchio continente riuscirà a riprendersi. L’ Italia settentrionale sarà maggiormente colpita dalla peste nera poiché poco prima dello scoppio della malattia c’era stato un terremoto che aveva devastato intere zone ed indebolito la popolazione.
I motivi perché la peste nera trovo un terreno così fertile per la sua propagazione furono diverse, tra le più importanti sono il cambiamento climatico avvenuto intorno al XIV secolo con situazioni sfavorevoli di freddo pungente e abbondanti piogge (i ghiacciai erano avanzati e se ne formarono di nuovi) quindi cattivi raccolti con conseguente diminuzione della produzione totale alimentare provocando carestie, e la poca igiene che caratterizzava la società medievale nel periodo storico in cui la peste nera apparve in Europa non aiutava la situazione. Le pulci erano abitanti continuamente presenti nella vita quotidiana della società medievale, perfino nei letti dove le persone si coricavano per dormire erano presenti per cui l’ epidemia trovò la popolazione europea molto vulnerabile all’ infezione del 1347 – 1349 mentre fino al 1350 si continuarono ad avere focolai sparsi per l’ Europa.
Le case medievali erano prevalentemente umide e malsane e la scarsa igiene con la crisi alimentare del ‘300 favorì non solo la peste nera ma anche altre infezioni come il tifo ed il colera.
L’ epidemia di peste nera del 1300 creò un caos generale nella società europea che colpì il pensiero individuale e collettivo delle persone, colpì l’economia e la politica.
La popolazione cominciò a pensare che fosse una punizione divina, alcuni si auto flagellavano con rami di salice non sapendo di rallentare così l’infezione poiché attraverso le ferite entrava l’ acido salicilico, componente della moderna aspirina, altri davano la colpa agli ebrei dando inizio all’ ennesima persecuzione razziale non capendo che anche loro morivano della stessa malattia. Dopo aver terribilmente ed orribilmente messo fine a milioni di vite in Europa la peste nera durante l’ epidemia ed anche dopo, aggravò sempre di più la società e l’ economia, la gente diffidava l’una dall’ altra, ed i commerci diventarono sempre meno per la paura verso il prossimo. Tra le moltissime persone che morivano c’ erano anche gli uomini di chiesa che contraevano il morbo quando assolvevano i malati di peste nera per cui alcune congreghe religiose iniziarono a chiedere grandi somme di denaro per compiere i doveri religiosi verso chiunque li avesse domandati mentre alcuni richiedevano di essere assolti dai propri peccati prima di essere contagiati dalla peste nera. Alcuni vescovi consigliavano la fuga dalle città per proteggersi dal contagio ed isolarsi, favorendo la vendita di inutili rimedi nelle città da parte di curatori improvvisati mentre si creava anche crisi e confusione nel campo dei notai, dove alcuni fuggivano altri coraggiosi prendevano appunti sulle ultime volontà dei malati di peste nera arrivando anche dopo la fine della pandemia alla raccolta di un grandissimo numero di testamenti e di cause per eredità che mandò in crisi i tribunali. Alcuni sistemi statali si trovarono senza personale per le continue morti creando anche nel piano politico delle crisi come quella di Bologna repressa poi con le armi. Dopo il 1348 il pensiero della società mutò, non si pensava più al domani anzi aumentò il gusto per il lusso in quanto la gente sperperava i propri averi non pensando al futuro. Da questo periodo terribile ed orribile, nacquero quelle menti che iniziarono il periodo dell’ Umanesimo e del Rinascimento, anche se l’epidemia di peste nera non fu la sola causa della nascita di tale periodi.

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