IL PIANO ARCHITETTATO VERSO LA FINE DEL XVIII SECOLO DALL’IMPERO RUSSO E DAL SACRO ROMANO IMPERO NOMINATO “PROGETTO GRECO”: ELIMINARE L’IMPERO OTTOMANO E RICOSTITUIRE L’IMPERO BIZANTINO

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La Guerra Russo-Turca del 1787-1792

Per comprendere l’articolata e complessa situazione politica e territoriale dell’Europa orientale di circa fine XVIII secolo, bisogna descrivere le cause e gli eventi bellici antecedenti a questo capitolo storico, eventi che hanno portato dalla lenta e continua decadenza dell’Impero turco Ottomano prima, al trattato di San Pietroburgo tra Sacro Romano Impero e Russia dopo ed infine al tentativo dall’Impero Russo e poi anche dall’Impero Asburgico suo alleato sfociato in un piano cosi’ ambizioso nei confronti dell’Impero Ottomano  causando una guerra contro il turco durata circa sei anni con uno scopo preciso da parte delle due potenze dell’epoca Sacro Romano Impero e Russia, l’eliminazione dell’Impero Ottomano, la spartizione delle terre tra le due potenze in questione con alcuni territori ceduti a Francia ed Inghilterra ed anche se l’idea si vagheggiava era stata comunque discussa ai tavoli delle trattative tra i due imperi russo e Sacro Romano Impero, la ricostituzione dell’Impero Bizantino sulle terre non spartite. 
La parte orientale dell’Europa, i Balcani e l’Anatolia nel XVIII secolo erano sotto la dominazione turca ottomana, da ormai oltre due secoli, lo stato nato agli inizi del xiv secolo, nel territorio dell’odierna turchia, dal capo e fondatore della dinastia ottomana, Osman I (1258-1326) dopo la sua affermazione come stato grazie alla politica del sultano Murad I (1326-1389) nonostante i molti tentativi militari e diplomatici attuati da parte di vari stati cristiani sia cattolici ed ortodossi quindi stati europei occidentali ed europei orientali che non riuscirono ad impedirne l’espansione, riusci’ non soltanto a diventare nel XVI secolo un impero molto vasto territorialmente con una propria solida struttura statale ed economica ma anche una potenza militare in grado di poter minacciare gia’ dagli inizi del 1500 la citta’ di Vienna. Per secoli l’Impero Bizantino aveva schermato l’Europa dalle invasioni provenienti da oriente, l’impero erede di roma dal 29 maggio 1453 con la caduta della capitale Costantinopoli difesa eroicamente dall’ultimo imperatore bizantino Costantino XI Paleologo (1405-1453), conquistata dal sultano Maometto II e (1405-1453) dal 1460 con la sottomissione degli ultimi territori in mano all’impero romano d’oriente, il Despotato di Morea e dal 1461 dall’ Impero di Trebisonda, non esisteva piu’ dopo una storia piu’ che millenaria, lasciando una profonda impronta culturale ed artistica mentre alle porte dell’europa si affermava una nuova potenza di religione musulmana, non piu’ cristiana con l’intenzione di espandere i suoi confini territoriali, volendo conquistare e sottomettere tutti gli stati cristiani, dopo aver distrutto l’impero bizantino, il Regno di Serbia ed il Regno di Bulgaria, l’ultimo regno ad essere annesso all’Impero Ottomano fu il Regno di Ungheria, quindi a quel punto la strada era aperta per assaltare vienna prossima citta’ cristiana cattolica minacciata dai turchi ottomani dopo Costantinopoli, la Mela Rossa, cosi’ all’epoca veniva chiamato dall’Impero Turco, il prossimo obiettivo da conquistare. A partire dal XVI secolo l’Impero Ottomano divenne una minaccia reale per l’europa cristiana in quanto oltre a possedere una solida economia basata sui commerci, un territorio molto esteso che sotto il sultanato di Solimano I detto il magnifico (1494-1566) comprendeva i Balcani, l’Anatolia, le coste dell’Arabia fino alla citta’ di Baghdad anch’essa sotto la dominazione turca, l’isola di Rodi e di Creta, l’Egitto, l’attuale Tunisia, questo perche’ nel XVI secolo l’Impero Ottomano aveva sul piano militare una macchina bellica molto potente, grazie anche ai Giannizzeri, unita’ d’elite, armata con sciabola, arco e appena furono disponibili archibugi. i Giannizzeri parteciparono all’Assedio di Constantinopoli in particolare all’ultimo assalto del 29 maggio 1453, dove 15000 Giannizzeri vennero mandati all’assalto finale della citta’ ed erano costituiti da genti di varia nazionalita’ reclutate soprattutto nelle regioni balcaniche, appartenenti anche da popolazioni cristiane e successivamente convertite all’islam obbligatoriamente, la Devscirme, istituita dal sultano ottomano murad i come tributo ceduto dagli stati cristisni da lui sottomessi chiamata “la raccolta” significato della parola stessa, serviva a reclutare le persone che affluivano nell’unita militare dei giannizzeri, creati dal sultano Orhan I (1281-1362) all’epoca per rimpiazzare le truppe tribali dell’epoca, cosi’ si creava una truppa d’elite in grado con il duro addestramento ricevuto di combattere sapendo ingaggiare duri scontri con le truppe avversarie, quindi assalti portati da parte dei giannizzeri contro i cristiani motivati anche dalla faniticita’ della loro religione, una unita’ d’elite militare che durera nell’Impero Ottomano per circa cinuque secoli dalla sua creazione con la sua definitiva abolizione decretata dal sultano Mahumud II (1789-1839) nel 1826 poiche’ diventata non piu’ soltanto una unita’ militare ma una casta sia per previlegi come l’esenzione dalle tasse ed altri ma anche per il potere decisionale in termini politici, tale da permettere rivolte contro gli stessi sultani come successe per decidere chi dovesse salire sul trono ottomano, diventando cosi’ pericolosi per la stabilita’ dello stesso stato turco. Dal XVI secolo l’Impero Ottomano comincio’ una serie di guerre contro in particolare il Sacro Romano Impero, guerre che si protrarranno per circa altri due secoli, alcune delle quali motivate anche per tenere occupati gli stessi Giannizzeri per impedirne possibili rivolte, guerre contro la Repubblica di Venezia, i Cavalieri di Malta, la Spagna ed ogni potenza cristiana che si opponesse al disegno turco ottomano di conquista, sottomissione e conversione all’Islam, per questo furono organizzati in linea di successione il primo assedio ottomano il quale venne portato contro la citta’ di Vienna nel 1529, finito con la ritirata turca dopo una incessante pioggia ed una decisa resistenza austriaca, in particolare si era capito dopo la campagna bellica le difficolta’ nell’organizzare per l’impero ottomano ed attuare un attacco contro la capitale dell’impero austriaco infatti vienna in quell’epoca era il limite delle possibilita’ logistiche per lesercito ottomano e gia al suo arrivo Solimano I il magnifico si era trovato con meno pezzi di artiglieria persi durante la marcia verso Vienna. La citta’ di Vienna la quale al suo interno contava poche migliaia di soldati circa 12000 effettivi circa 17000 mentre Solimano I riusciva a schierarne 120000 resisteva all’urto della potenza dell’ esercito ottomano poiche’ Carlo V (1500-1558) imperatore per successione parentale dinastica del Sacro Romano Impero, della Spagna e dei suoi possedimenti in America, era impegnato altrove nella guerra contro la Francia del re Francesco I quest’ultimo alleato del sultano ottomano Solimano I nel tentativo risultato poi vano di stringere tra due potenze i domini dell’imperatore Carlo V d’Asburgo. Il secondo assedio degli ottomani accadde nel 1565 con il “Grande Assedio di Malta” dopo la conquista di Costantinopoli del 1453 e della sconfitta di gerba del 1560, il mediterraneo era diventato un lago islamico pertanto l’unico territorio in mano cristiana in grado di minacciare i piani ambiziosi e commerciali nel mar mediterraneo dei turchi ottomani erano i Cavalieri dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni risedienti nell’isola di Malta sia per la posizione strategica dell’isola situata nel mezzo circa del mediterraneo sia per gli attacchi perpetrati dall’Ordine Ospedaliero di San Giovanni, i Cavalieri di Malta infatti cercavano di ostacolare continuamente le navi turche barbaresche nel mediterraneo all’epoca capitanate dall’ammiraglio ottomano Dragut (1485-1565) e l’impero ottomano per questi motivi decise di attaccare l’isola di Malta, per elimnare l’ordine dei cavalieri di malta che si erano insediati nell’isola dopo la loro cacciata dai turchi stessi dall’isola di Rodi con l’assedio del 1522 e la conseguente donazione all’Ordine Ospedaliero di San Giovanni nel 1530 del territorio maltese da parte dell’imperatore Carlo V, un dono ai Cavalieri dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni in cambio di un falco inviato al Re di Sicilia e di una santa messa celebrata e dopo la conquista di Malta per creare una base nell’isola per un successivo assalto all’italia quindi si comprende l’importanza strategica militare, politica ed economica posseduta dall’isola di malta per l’europa cristiana, uno degli ultimi baluardi cristiani ad opporsi all’espansione turca ottomana nel XVI secolo. Il Grande Assedio di Malta fu un atto bellico di grande importanza come detto prima in quanto la caduta dell’isola di Malta nelle mani dei turchi ottomani avrebbe portato al controllo definitivo di questi ultimi del mediterraneo portando gravi conseguenze per l’europa cristiana, i commerci per esempio sarebbero stati sotto il pieno giogo turco e fu grazie alla resistenza dei cavalieri dell’ordine ospedaliero di san giovanni grazie alla guida del loro 49° Gran Maestro Jean De La Vallette (1494-1568) e grazie all’arrivo del “Gran Soccorso” rinforzi militari spagnoli e siciliani provenienti dalla citta’ di Messina, che i Cavalieri ed i soldati presidianti l’isola di Malta, riuscirono nell’intento di respingere l’assedio turco dopo circa quattro mesi di attacchi ottomani continui sull’isola, circa 6000-7000 uomini di cui 550 cavalieri dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni impedirono la conquista di malta resistendo agli attacchi dell’esercito turco composto da circa 30000-40000 uomini con in piu’ gli equipaggi delle navi e 6000 Giannizzeri turchi ottomani, con la vittoria cristiana di malta, l’europa cristiana aveva ottenuto una importante vittoria religiosa e strategica militare sul turco ed in onore di questo trionfo dei cavalieri di malta e del suo comandante il Gran Maestro dell’Ordine di Malta Jean De La Vallette venne dato il nome La Valletta alla citta’ divenuta capitale dell’isola di Malta. Nel luglio del 1571 iniziava l’assedio di Nicosia citta’ dell’isola di Cipro, oggi capitale dell’isola e dopo circa due mesi veniva conquistata dai turchi ottomani comandati dal gran visir Lala Kara Mustafa Pascia’ (1500-1580) la truppa che presidiava la citta’ venne massacrata e la testa del comandante niccolo’ dandolo venne fatta recapitare al governatore e generale militare senatore veneziano dell’isola di Famagosta, dal 1480 sotto dominio veneziano, Marcantonio Bragadin (1523-1571) che capendo la situazione pericolosa di un possibile assedio turco ottomano alle porte, ritenne di dover iniziare subito i lavori di rinforzo delle mura e di ogni altro mezzo necessario per resistere al prossimo imminente assalto ottomano. Intanto che l’assedio all’isola di Famagosta era iniziato nel mese di settembre, dove circa 6000 uomini cercavano di resistere alla potenza dell’esercito turco ottomano composto d circa 200000 uomini con 1500 pezzi di artiglieria i quali bombardavano continuamente la citta’ il papa pio v (1504-1572) ritenne fosse arrivato il momento giusto per riunire gli stati cristiani divisi per motivi diversi, costituendo una nuova crociata cotro i turchi ottomani che stavano sempre di piu’ minacciando l’europa occidentale cristiana e sotto il comando di don giovanni d’austria venne proclamata la Lega Santa composta dalla Repubblica di Venezia, Repubblica di Genova, Ducato di Savoia, Stato Pontificio, Impero Spagnolo, Granducato di Toscana, ducato di urbino e dai Cavalieri di Malta la quale doveva affrontare con la propria flotta quella turca ottomana per impedirne l’avanzata nel mediterraneo e soccorrere Famagosta che nel frattempo era sotto assedio turco ottomano. Il primo di agosto del 1571 Famagosta si arrendeva ai turchi ottomani nostante gli accordi presi tra Marcantonio Bragadin ed il comandante turco Lala Kara Mustafa Pascia’, ci furono dei disaccordi tra loro in quanto furono scoperte delle uccisioni da parte dei veneziani di prigionieri turchi per testimonianza di alcuni e per il rifiuto del generale veneziano di lasciare in mano turca un soldato veneto pertanto non rispettando l’accordo con i veneziani i turchi ottomani imprigionarono marcantonio bragadin e lo martirizzarono con terribili torture ed uccidendolo il comandante turco ricevette critiche anche dallo stesso sultano ottomano per il suo comportamento crudele e brutale. La notizia della resistenza e capitolazione dell’isola di Famagosta raggiunse intanto la Lega Santa seppure fosse stata sconfitta la guarnigione veneziana quest’ultima aveva dato il tempo agli stati cristiani di prepararsi per affrontare il turco in mare e la Battaglia di Lepanto avvenuta il 7 ottobre del 1571 venne vinta dalla lega santa composta da circa 210 navi cristiane contro le circa 344 navi turche ottomane capitanate da Muezzinade Ali’ Pascia’ e la notizia della vittoria cristiana a lepanto venne recapitata a roma al papa pio v dopo circa ventitre giorni. La vittoria della battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 ha un’importanza religiosa infatti dopo molte battaglie condotte dai cristiani ortodossi d’oriente e dai cristiani cattolici d’occidente perse negli anni antecedenti alla vittoria di Lepanto, la Battaglia della Piana dei Merli del 1389 condotta dal Regno di Bosnia e dalla Serbia, la Crociata di Nicopoli del 1396 con schierati alleati Francia e Regno di Ungheria comandata dal re Sigismondo d’Ungheria (1368-1437) e da Giovanni i di Borgogna (1371-1419), la Crociata della Varna del 1444 composta dal Regno di Polonia, Regno d’Ungheria, Regno di Boemia, dalla Valacchia, dalla Moldavia, dal Granducato di Lituania, dallo Stato Pontificio, dal Regno di Croazia e dall’Ordine Teutonico, per citarne alcune delle guerre cristiane contro i turchi ottomani quindi la Battaglia di Lepanto rappresentava sul piano religioso una vittoria molto importante dopo molti anni di sconfitte mentre sul piano militare e strategico nonostante la vittoria della Lega Santa dopo non molti anni la flotta ottomana era quasi del tutto ricomposta e circa poco piu’ di un secolo dopo nel 1683 dopo circa 150 anni di scorrerie e continue incursioni da parte dei turchi ottomani nei pressi della citta’ di vienna, veniva assediata per la seconda volta anche questa volta da un esercito imponente circa 160000 uomini comandato dal gran visir ottomano kara mustafa (1634/1635-1683) contro circa 19000 uomini presidianti la citta’. Per circa due mesi d’assedio la capitale austriaca resistette di continuo agli assalti turchi in particolare dai ripetuti attacchi dei Giannizzeri, le mura costruite e rinforzate con le nuove architetture dell’epoca per fronteggiare meglio l’urto delle batterie nemiche composte da bastioni a stella, per quanto in alcuni punti stessero per cedere dopo molte mine esplose sotto terra nelle vie scavate dagli ottomani le mura riuscirono a tenere lontano dalla citta di vienna gli assedianti grazie anche alla tenacia e determinazione dei soldati e cittadini viennesi con il contributo, coraggioso anch’esso, di alcuni messaggeri austriaci che attraversando spesso l’accampamento turco indossando abiti ottomani, tenevano in contatto vienna con l’esercito di soccorso comandato dal re polacco Giovanni III Sobieski (1629-1696) il quale tra l’11 ed il 12 settembre 1683 spezzava l’assedio turco ottomano liberando la morsa intorno a Vienna e da quel momento inizio’ la lenta decandenza della potenza dell’Impero Ottomano che per circa due secoli era riuscito sia ad estendere di molto i suoi domini territoriali in Anatolia, nord Africa, ed Europa orientale sia ad arrivare a poter minacciare il Sacro Romano Impero con la stessa citta’ di Vienna Se alcuni storici sono concordi nell’affermare che la decadenza dell’Impero Ottomano inizia dopo l’ultimo Assedio di Vienna del 1683 da parte ottomana e’ anche vero che i primi cenni di una possibile decadenza della Sublime Porta si possono pensare o presupporre dopo il regno di Solimano I detto il magnifico in quanto fu lui stesso a portare ai massimi splendori l’impero della dinastia osmanide e l’Assedio del 1683 di Vienna rappresenta storicamente l’ultimo atto militare dell’impero turco ottomano nell’aggredire un altro impero per espandere i suoi domini territoriali e nel contesto di questa lenta ma continua decadenza dello stato ottomano che le due potenze piu vicine ai confini il Sacro Romano Impero (dal 1804 con le guerre di conquista di Napoleone I di Francia imperatore dei francesi (1769-1821) cambiera’ nome in Impero Austriaco) e la Russia a partire dal XVIII secolo fino al XIX secolo tenteranno di espandere i propri territori a danno della sublime porta nonostante il tentativo di alcuni sultani ottomani di fermare e capovolgere tale situazione statale e militare dell’impero della dinastia osmanide, come riforme dello stato in stile occidentale, apertura di ambasciate permanenti in altri stati europei, l’ammodernamento dell’esercito creando nuove unita’ militari sul modello europeo ed eliminando dopo secoli l’esercito d’elite dei Giannizzeri nel 1826 come detto precedentemente infatti in particolare tra i fattori determinanti della lenta ma inarrestabile caduta dello stato ottomano come detto prima, c’era la totale ostinazione al rifiuto dell’unita’ d‘elite dei Giannizzeri e di alcuni loro comandanti nel voler migliorare ed aggiornare le loro tecniche militari e quindi rendendoli vulnerabili piu’ facilmente agli attacchi dei piu’ moderni eserciti europei, diventando facile preda delle mire espansionistiche dell’impero russo della zarina Caterina II detta la grande (1729-1796) imperatrice di tutte le Russie e dell’imperatore Giuseppe II del Sacro Romano Impero (1741-1790) i quali si accordarono a San Pietroburgo per stipulare un’alleanza e per discutere di importanti piani sul nuovo assetto politico e territoriale che l’ Europa orientale avrebbe dovuto assumere con l’eliminazione dell’Impero Ottomano e del Progetto Greco, cosi’ chiamato non soltanto per il nuovo ordinamento territoriale che avrebbero dovuto assumere i possedimenti precedentemente appartenuti all’Impero Turco Ottomano ma anche perche’ nonostante l’idea fosse stata vaga si era anche e comunque discusso durante le trattative tra le due potenze europee, la ricostituzione di un Impero Bizantino sui territori non spartiti e ceduti ai vari stati europei di fine millesettecento. Nel 1762 saliva al trono di Russia Ekaterina chiamata dopo la sua conversione al cristianesimo ortodosso Caterina II detta la grande per la sua politica sia interna ed estera ed il 21 giugno 1774 con la pace di Kuciuk-Qainarge’ dopo la vittoria russa nella guerra russo-turca del 1768-1774 venne raggiunto un accordo molto favorevole per il Regno di Svezia di Pietro I detto il grande in quanto la crimea divenne indipendente, alla Russia dell’Imperatrice Caterina II venne data la costa settentrionale del mare di azov con i porti di Azov e Tangarog ed una base avanzata sul Mar Nero fra Dnepr ed il Bug e dal sultano ottomano l’imperatrice Caterina ricevette il diritto per lei ed i suoi successori di divenire protettore della liberta religiosa sui sudditi dell’Impero Ottomano di fede cristiana dando cosi’ alla zarina Caterina un pretesto per interferire nella politica interna delle regioni settentrionali dell’Impero Turco Ottomano, infatti la pace di Kuciuk-Qainarge’ dopo la guerra russo-turca per la zarina caterina non era la fine dei suoi piani espansionistici in europa ma l’inizio poiche’ la politica estera in particolare quella militare di Caterina la grande fu molto accorta, nel 1772 in un momento di emergenza aveva dovuto mercanteggiare con l’Austria e con la prussia prima di poter ottenere la loro approvazione per poi avanzare pretese da imporre al sultano ottomano per cui per impedire che si ripetesse tale situazione, la zarina Caterina la grande volle ottenere il consenso anticipato di entrambe le potenze di Prussia e di Austria per una sua ulteriore espansione verso sud mediante la creazione di una alleanza tra i tre stati. Dalla prima guerra tra Russia e Turchia se Caterina la grande aveva imparato a non disperdere le proprie truppe ma invece a concentrarle aveva anche imparato come attuare la diplomazia e e nel caso delle domande di aiuti militari chieste prima dal re Federico di Prussia nel conflitto tra quest’ultima e l’Austria per la successione in Baviera e la seconda domanda di aiuto militare chiesta dal Regno d’ Inghilterra che in quel momento alla fine degli anni settanta del settecento stava combattendo contro i coloni d’America nella Guerra di Indipendenza Americana, entrambe vennero rifiutate da Caterina la grande, nonostante le sue simpatie sincere verso gli inglesi e restandone sorpresa per come si fossero offesi per il mancato sostentamento militare chiesto e non inviato. Anche nel caso di Lord North (1732-1792) uomo politico britannico, primo ministro inglese dal 1770 al 1782 che propose a caterina la grande la cessione di minorca in caso che la russia avesse convinto la Francia e la Spagna a fare la pace alle condizioni da lui stesso proposte, la zarina per quanto fosse vicina ad accettare l’offerta decise di rifiutare per mantenere una liberta’ politica piu’ ampia d’ azione verso l’estero invece che perderla accentando una base nel mare meditarraneo occidentale, questo fa comprendere l’accortezza della zarina nel prendere decisione importanti in politica estera. Intanto gli affari esteri dell’Impero Russo passavano a due nuovi uomini entrambi distinti durante la prima Guerra Russo-Turca Grigorij Potemkin (1739-1791) ed Aleksandr Bezbodorodko (1747-1799), quest’ultimo successore di Nikita Panin (1770-1839) diplomatico e primo ministro russo. Il Conte Grigorij Potemkin riusci’ a far abbandonare i progetti a Caterina la grande di una alleanza di tre stati pensando che bastasse il solo consenso dell’ Austria e dopo che venne ripresa la corrispondenza tra l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria (1717-1780) e Caterina la grande nel 1780 in occasione di una visita in Russia di Giuseppe II (1741-1790) imperatore del Sacro Romano Impero dopo la madre l’Imperatrice Maria Teresa venne proposta un’alleanza tra Austria e Russia per un possibile nuovo conflitto con la Prussia ma l’idea dell’Imperatrice Caterina era diversa e nel 1781 invece di mantenere l’ Alleanza con la Prussia, decise di firmare un nuovo trattato con l’Imperatore Giuseppe II del Sacro Romano Impero non per impegnarsi in una possibile nuova guerra contro la prussia ma invece per preparare il terreno per una nuova guerra contro l’Impero Ottomano. Nel 1781 Bezdorodko aveva preparato il cosiddetto “Progetto Greco” un piano per una riorganizzazione politica qualora la guerra fosse stata vinta contro i turchi ottomani della Penisola Balcanica, quindi il piano come citato prima, prevedeva la spartizione delle Regioni Balcaniche tra Russia, Austria, le coste del mar nero fra i Bug ed il Dnestr, compresa la fortezza di Ocakov, situata tra le due foci dei due fiumi alla Russia, dopo la liberazione della Bessarabia, Moldavia e valacchia dal dominio turco, la creazione di un unico Principato di Dacia con queste ultime tre nazioni, indipendente dalla russia ma governato da un principe di fede cristiano ortodossa, (all’estero si credette che il conte Grigorij Potemkin si fosse riservato questo titotlo) ed infine con la cacciata totale dei turchi dall’europa si pensava in maniera vaga la ricostituzione dell’Impero Bizantino sotto il governo del Granduca russo Costantino nato nel 1779 come imperatore. Anche se l’imperatore d’Austria era oltre che sgomento al pensiero delle conseguenze di un simile progetto nei Balcani, la zarina Caterina la grande non si persuase all’abbandono di un progetto cosi’ ambizioso e dopo un viaggio di dimostrazione in Crimea con l’imperatore Giuseppe ii con la protesta del sultano ottomano che chiedeva l’indipendenza della Crimea poiche’ quest’ultima aveva dichiarato la propria fedelta’ alla russia quattro anni prima circa, prese come pretesto per dichiarare guerra all’impero ottomano l’apertura del fuoco da parte dei turchi contro due vascelli russi al largo di Okacov. L’Austria alleata della Russia non combatte’ subito a fianco dell’alleata e dette inizio alla guerra contro l’ impero Turco tenendo sempre molta attenzione agli avvenimenti che stavano accadendo in Europa occidentale infatti il 14 luglio del 1789 era iniziata la Rivoluzione Francese e quando quest’ultima si estese fino al Belgio scrisse la pace con l’Impero Ottomano, il Re di Svezia stando ad un vecchio trattato di alleanza con la l’Impero Ottomano intraprese una offensiva terrestre a poche decine di kilometri dalla capitale russa ma una dichiarazione di guerra della Danimarca al Regno di Svezia impedi’ la riuscita e la continuazione dell’attacco svedese contro la Russia mentre la Prussia si schierava apertamente a fianco dell’Impero Ottomano e promise aiuti militari al regno svedese, compendo una dimostrazione di potenza militare lungo la frontiera di Curlandia. Quindi nel marzo del 1791 William Pitt (1759-1806) uomo politico e diplomatico inglese il quale ricopri’ la carica di primo ministro inglese dal 1783 al 1801 e dal 1804 al 1806 scrisse un ultimatum in cui chiedeva a Caterina la grande di firmare la pace a condizioni ragionevoli mentre la Polonia sapendo dell’impegno russo nella guerra contro l’Impero Ottomano proclamava una nuova costituzione e mentre il Conte Grigorij potemkin assumeva il comando della campagna nel Mar Nero Bezdorodko cedette all’ultimatum e venne firmata la pace con l’Impero Ottomano e nonostante le vittorie russe tra cui la vittoria in una battaglia campale a sud del Danubio del principe Nicolaj Vasil’evic Repnin (1734-1801) e la presa della fortezze di Izmail da parte del Conte Aleksandr Vasil’evic Suvorov (1730-1800) militare russo con il grado di Generalissimo, i termini della pace negoziata dalla russia con i turchi ottomani furono relativamente moderati in quanto il sultano venne obbligato alla cessione della Crimea rimasta alla Russia con la costa tra il Bug ed il Dnestr dove nel 1793 verra’ fondata la citta’ di Edessa su una fortezza turca in rovina. Il trattato di iasi confermava i termini concordati circa diciotto anni prima con il trattato di kuciuk-qainarge’ anche se il piano della Russia di eliminare l’Impero Ottomano e di ristabilire l’Impero Bizantino era fallito se tutto questo fosse stato possibile crearlo qualora i turchi fossero stati cacciati dai Balcani, la Guerra Russo- Turca del 1787-1792 aveva messo ancora una volta in risalto la difficolta’ dell’Impero Ottomano di fronteggiare le potenze europee in possibili conflitti e la sua lenta ma continua decadenza, situazione che la Russia e che l’Austria approffitteranno negli anni successivi alla Guerra Russo-Turca di fine XVIII secolo mettendo in evidenza l’inizio della situazione politica pericolosa della regione balcanica protrattasi per tutto l’ottocento sfociata poi agli inizi del xx secolo nel 1914 con la Prima Guerra Mondiale la Grande Guerra che causera’ nel mondo milioni di vittime.

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