TRA OTTOCENTO E NOVECENTO: L’AVVICINARSI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

Il 1870-1871 sono un periodo storico molto importante, in quanto hanno segnato la fine di un periodo di intenso mutamento territoriale e politico europeo, oltre ad una moltetudine di guerre, a partire dalla fine del periodo napoleonico, in ordine cronologico si ebbero la restaurazione degli antichi regimi assolutistici europei, le società segrete nate in risposta contro il riaffermarsi in Europa delle monarchie assolute come ad esempio la carboneria in Italia ed altre create anche per cercare di raggiungere l’indipendenza nazionale, i moti rivoluzionari fino al 1848 quando le principali capitali d’Europa insorsero, le guerre d’indipendenza italiane e tedesche, il colonialismo, attuato per colonizzare territori in Africa, Asia, Oceania, fino alla proclamazione del Regno d’Italia e dell’ Impero Germanico a scapito della potenza dell’Impero Austro-Ungarico che perdeva dopo la Terza Guerra d’indipendenza nel 1859, la Lombardia annessa a quello che circa due anni dopo diventerà il Regno d’Italia, e il nascere della potenza tedesca con a capo la Prussia, stato molto potente militarmente in Europa avendo sconfitto nel 1866 l’esercito austro-ungarico e l’alleanza con l’Italia permetteva l’annessione del Veneto all’appena nato Regno d’Italia.

Il 1870 con la conseguente sconfitta della Francia di Napoleone III contro la Prussia del Primo ministro Otto Von Bismarck e nel 1871 l’annessione al Regno d’Italia di Roma poi divenuta capitale del neo stato italiano, aveva segnato la fine di un’ epoca di guerre, di moti rivoluzionari, il liberalismo e la nazionalità due parti contrapposte che seppure lavorino in uno stretto rapporto e collaborazione, provocarono quella instabilità generale facendo nascere molta volontà per cambiare e trasformare la situazione politica, sociale e territoriale del periodo tra la fine del Congresso di Vienna e la Guerra Franco-Prussiana del 1870.

In particolare l’anno 1870 è una data storica molto particolare, determina la fine di un’epoca e l’inizio di un’ altra, segnando un intermezzo tra il Congresso di Vienna e la Prima Guerra Mondiale e tra i motivi più rilevanti di quest’anno storico importante, la vittoria tedesca della Guerra Franco-Prussiana del 1870 aveva provocato con l’annessione delle due regioni, l’Alsazia e la Lorena alla Prussia prima francesi, un risentimento nazionale francese antitedesco che durerà per tutta la Belle Epoque fino alla Prima Guerra Mondiale, annessione dell’Alsazia e della Lorena senza aver indetto alcun plebiscito per una salvaguardia etico-giuridica della popolazione in un periodo di liberalismo nazionale e con la denuncia della Russia unilaterale per la non attuata smilitarizzazione della zona del Mar Nero come dicevano gli articoli del trattato di Parigi del 1856 dopo la Guerra di Crimea.
La Francia di Napoleone III a metà ottocento aveva cercato con la guerra contro l’Impero Austriaco nel settore italiano quello più facilmente attaccabile di rinviare il confronto con il più potente stato prussiano, di riaffermare la sua egemonia in Europa non riuscendoci e mettendo così davanti all’Europa la realtà dei fatti dell’annessione delle due regioni dell’Alsazia e della Lorena e della denuncia della Russia per non rispettare alcuni articoli del trattato di Parigi del 1856.
Un’ altra importante considerazione è la conseguenza in Europa dell’unificazione italiana e tedesca completata nel 1870-1871 cioè la fine degli scenari di guerra che sia il territorio italiano e sia i territori tedeschi avevano caraterizzato secoli di guerre perpetrate dalle potenze europee infatti anche se l’italia era appena nata e non possedeva le risorse necessarie per diventare una protagonista della lotta per l’egemonia in europa era una nazione unita ed un terriorio compatto ed esteso da impedire ogni pretesa di conquista mentre la nascita dell’Impero Germanico aveva creato una crescita politico e statale invece che la prima situazione frammentaria dei vari stati, con la conseguente nascita della potenza prima Prussiana e poi imperiale Tedesca, divenendo lo stato più potente in Europa tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, uno stato prima con organizzazione di tipo più medievale ebbe in un tempo breve una industrializzazione che portò all’ammodernamento dell’organizzazione statale.
Tra il 1866 ed il 1890 prima la Prussia e poi il neo nato Impero Germanico, vennero governati dal Primo Ministro Otto Von Bismarck, da alcuni descritto come il nuovo Richelieu, ministro francese del XVII secolo, uomo politico tedesco che intraprese una politica su più fronti, quella militare, quella industriale, quella estera e quindi diplomatica con le potenze europee, tutta una politica attuata per portare la Prussia e poi l’Impero germanico ad una posizione di potenza soprattutto anche militare mantendendo una pace in Europa dopo la Guerra Franco-Prussiana che durerà fino alla Prima Guerra Mondiale, una situazione che sfocierà nelle guerre coloniali di fine ottocento dove le potenze europee non combattendo dopo il 1870 fino al 1914 in Europa, tenteranno invece di creare un Impero Coloniale proprio, combattendo all’estero e intraprendendo il nascere oppure l’ingrandimento di territori coloniali sempre più vasti, questa Guerra coloniale la vincerà per molti motivi l’Inghilterra, arrivando a possedere un Impero Coloniale di oltre 30.000.000 di km quadrati, anche per la sua potente flotta, la più potente in Europa, primato che la Germania dell’Imperatore Guglielmo II minaccerà agli inizi del novecento, con il conseguente sempre più ingrandimento della propria flotta, situazione che l’Inghilterra non accetterà, creando un altro motivo tra i tanti nei problemi diplomatici che interessavano il periodo dell’Europa antecedente alla Prima Guerra Mondiale.
Quindi la Guerra Franco-Prussiana del 1870-1871 aveva fatto capire all’Europa non solo il nascere della potenza tedesca e del Secondo Reich a scapito di una nuova egemonia francese nel continente europeo ma anche il nascere di una potenza centrale dell’Europa più grande rispetto alle ali europee, con una superficie territoriale di 540.857 km quadrati e con 66 milioni di abitanti all’inizio dello scoppio della Prima Guerra Mondiale contro i circa 35 milioni della Francia.
Tra i fattori da sottolineare ed approfondire è appunto il concetto generale di potenza dell’Impero Tedesco nato da poco dopo l’incoronazione di Guglielmo I e soprattutto durante tutto il cancellierato di Otto Von Bismarck, la potenza in quegli anni del Secondo Reich, era basata non come quella napoleonica sull’espansionismo territoriale ma oltre che sull’esercito e sul campo militare anche da una politica diplomatica molto attiva con le altre nazioni europee infatti è vero che in Europa nessuno stato poteva competere militarmente contro i tedeschi ma è anche vero che l’Impero tedesco non poteva competere contro una coalizione, questo un problema che lo stesso Bismarck temeva e che giustifica e fa capire la sua intensa attività diplomatica in Europa, volta anche ad isolare la Francia mantenendo unita alla Germania la Russia temendo che questa ultima potesse insieme alla Francia sconfitta creare una coalizione anti tedesca.
La seconda parte centrale in Europa è rappresentata dall’Impero Austriaco diventato poi a partire dal 1867 Impero Austro-Ungarico governato dal 1848 dall’Imperatore Francesco Giuseppe I d’Asburgo il quale era sovrano di una nazione oltre che molto estesa, arrivando all’inizio dello scoppio della Prima Guerra Mondiale ad una superficie territoriale di circa 676.060 km quadrati, anche singolare in quanto a partire dopo una serie di guerre contro l’Italia durante il Risorgimento Italiano che stava nascendo e contro l’Impero Tedesco, nascente anch’esso tra la metà e la seconda metà dell’ottocento, possedeva al suo interno una moltetudine di popolazioni diverse per lingue usanze costumi e religioni infatti al suo interno coesistevano i tedeschi, slovacchi, ruteni, ungheresi, cèchi, serbocroati, rumeni, ladini, polacchi, italiani, sloveni per un totale di dieci nazionalità diverse, una concezione diversa nell’Europa di quel tempo di pensiero nazionalista per cui si rese necessario quel processo che dopo l’unione del 1867 in Impero Austro-Ungarico riuscì a far diventare lo stato costituzionale anche se non in primo luogo sul fatto dei diritti civili, politici e nazionali dei diversi popoli.
Tale Costituzione era l’insieme della legge nella quale avvenne la suddivisione nel 1867 in due grandi blocchi dell’Impero Asburgico, l’Austria e l’Ungheria divenendo Impero Austro-Ungarico con tre ministeri in comune esteri, guerra, finanze, e con distinti governi e parlamenti esprimendo le Delegazioni per affrontare le questioni dei appartenenti ai ministeri comuni, comunque una costituzione con concessioni da parte imperiale e non di volontà popolare.
In Ungheria se il governo era parlamentare tuttavia possedeva un suffraggio che alla fine manteneva il potere semifeudale della nobiltà mentre in Austria il governo essendo costituzionale ma non parlamentare, le leggi potevano essere legiferate anche in assenza del Parlamento che deliberava soltanto per trattati commerciali e per i bilanci quindi l’Imperatore deteneva il potere di capo supremo dell’esercito, il diritto di sanzionare le leggi e quello di poter sciogliere il Parlamento, tutta questa situazione politica riusciva a governare una popolazione di 51,4 milioni di abitanti all’inizio dello scoppio della Prima Guerra Mondiale e una differenza oltre che nell’ambito della gestione della politica nazionale anche sull’economia in quanto se in una prima fase dell’Impero, l’Austria aveva il primato industriale e quello agricolo lo deteneva l’Ungheria, in una seconda fase si ebbe la concorrenza di entrambe nel settore industriale dopo l’avviamento dell’industrializzazione magiara.
Il fattore molto importante da sottolineare è proprio il fatto che fosse l’Impero Austro-Ungarico il punto debole dell’Europa per due motivi, il primo seppur di minore rilievo della sua precarietà interna statale ma la seconda motivazione era assai molto più importante cioè la sua posizione centrale trovandosi nella situazione di crisi ottocentesca di diversi stati, Italia, Germania, stati balcanici che stavano lottando per raggiungere l’indipendenza nazionale e nella quale l’Asutria-Ungheria non aveva la potenza per intervenire in modo decisionale, nel tempo rischiava di assorbire quegli ideali e pensieri di nazionalismo proprio di questi stati mettendo a rischio internalizzandoli, la sua struttura statale contenente diversi popoli al suo interno, mettendo in primo piano il principio importante di quel momento l’unità e l’indipendenza nazionale, quindi si capisce l’importanza anche per questi motivi della nascita della duplice forma di governo dell’Austria.Ungheria.
Va comunque anche ricordato che i circa cinquanta anni di pace dal 1870 al 1914 furono mantenuti dalla duplice monarchia e che la lunga esistenza dell’imperatore austriaco Francesco Giuseppe I va considerata nell’Europa del suo tempo, una Europa di dinastie, un fattore di vitalità nell’Austria-Ungheria anche sul piano del consenso del popolo dell’Impero e l’Imperatore stesso riuscì a mantenere la duplice monarchia per circa cinquanta anni.
I trattati diplomatici molti dopo la Guerra Franco-Prussiana e il cancelliere Otto Von Bismarck intensificava questa attività diplomatica per mantenere in una situazione di pace e per evitare eventuali possibili rivendicazioni francesi contro l’Impero tedesco appena nato ma il trattato più importante fu la stipula della Triplice Alleanza, trattto diplomatico molto particolare, stipulato all’inizio solo con l’Impero Austro-Ungarico, chiamata Duplice Allenza poi Triplice Alleanza con l’entrata nel trattato dell’Italia del Re Umberto I, con totale cinque rinnovi, il primo nel 1882, il secondo nel 1887, il terzo nel 1891, il quarto nel 1902 ed il quinto nel 1912.
La stipula del trattato della Triplice Alleanza prevedeva tra le clausole di difendersi reciprocamente in caso di attacco da altre potenze contro una qualsiasi delle nazioni firmatarie del trattato, il fatto era impedire che l’Italia e la Francia si avvicinassero l’una all’altra e la stipula della Triplice Alleanza non fu facile in quanto c’erano ancora territori con popolazione italiana in mano Austriaca e le rivalità delle due nazioni non si erano calmate, esistevano ancora azioni patriottiche italiane per questo motivo e purtroppo con ancora vittime.
Nonostante ciò il trattato della Tripliee Alleanza venne firmato dalle tre nazioni, Impero Tedesco, Impero Austro-Ungarico e Regno d’Italia ed il problema ad oriente con la crisi dell’Impero Ottomano che cresceva sempre di più, metteva in una situazione esplosiva i balcani che premevano con le idee nazionaliste, vicino proprio ad un Impero che al suo interno oltrettutto aveva molte popolazioni diverse tra loro.
A partire dal 1890 con le dimissioni del primo ministro Otto Von Bismarck, l’Impero Tedesco che aveva avuto una politica di prudenza verso gli altri stati europei, mantenendo oltre che la pace anche la sua situazione di potenza dopo la Guerra Franco-Prussiana, si era trovata ad essere governata e guidata dalla politica più aggressiva dell’Imperatore Guglielmo II mentre nel 1908 l’Impero Asburgico annetteva al suo territorio la Bosnia, senza volerlo in questo modo si intensificò il problema nazionalista e diplomatico balcanico.
Nel 1904 con l’Entiente Cordiale, o Intesa Cordiale, la Francia e l’Inghilterra si avvicinarono diplomaticamente dopo circa un secolo di rivalità e nel 1907 veniva firmata dopo un avvicinamento diplomatico con la Russia dell’Inghilterra e sistemazione dei confini e dei territori coloniali di Francia ed Inghilterra, la Triplice Intesa, volta come la Triplice Alleanza a difendersi reciprocamente in caso di attacco da altre nazioni e questa notizia con la resa pubblica di questo trattato tra Impero Britannico, Francia repubblicana ed Impero Russo non fu presa bene, in quanto anche se divisi i territori degli alleati dell’Intesa, insieme raggiungevano una superficie di circa 70.000.000 di km quadrati, la superficie metà calpestabile mondiale e l’Impero Tedesco si sentì minacciato in una morsa tra occidente ed oriente mentre l’Impero Austro-Ungaricoo si sentì ancora in più competizione con l’Impero Russo per la supremazia nei Balcani, un contesto quello dei Balcani sempre più esplosivo diplomaticamente, la politica e la diplomazia di anni, il lavoro del cancelliere Otto Von Bismarck era distrutto e la sua preoccupazione di un accerchiamento dell’Impero Tedesco era attuato nonostante il viaggio del 1905 dell’Imperatore tedesco Guglielmo II in Russia per incontrare lo Zar Nicola II e cercare di evitare un’avvicinamento della Russia a Francia ed Inghilterra, i movimenti nazionalisti nei Balcani, la crisi dell’Impero Ottomano che durava da oltre un secolo e che nel 1911 cedeva la Libia al Regno d’Italia dopo la guerra Italo-Turca, le tensioni diplomatiche e militari tra i diversi stati europei stavano per degenerare sempre di più fino al 28 giugno del 1914, quando l’assassinio dell’erede al trono d’Austria-Ungheria, l’Arciduca Francesco Ferdinando provocò lo scoppio della Prima Guerra Mondiale con circa 20 milioni di vittime tra militari e civili.

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