L’IMPERO DOVE NON TRAMONTAVA MAI IL SOLE: CARLO V D’ASBURGO

L’imperatore Carlo V d’Asburgo agli inizi del XVI secolo sarà il sovrano che erediterà un territorio così vasto e sconfinato, mai creato dai tempi dell’Impero Romano, un impero dove all’epoca si diceva, non tramontasse mai il sole. Carlo V era figlio di Giovanna di Castiglia e Leon detta la pazza, figlia del Re di Spagna Ferdinando detto il Cattolico e di sua moglie, la regina Isabella di Castiglia e Leon e di Filippo il Bello, figlio dell’Imperatore del Sacro Romano Impero, Massimiliano I d’Asburgo e di sua moglie l’Imperatrice Maria Bianca di Borgogna, unica erede rimasta dei domini borgognoni, i Paesi Bassi. Il nonno di Carlo V, Massimiliano I d’Asburgo attuò un’accorta politica matrimoniale e nel 1496 si sposarono i genitori del futuro Carlo V d’Asburgo, Filippo il bello e Giovanna detta la pazza i quali anche se il matrimonio aveva fini politici, si amarono molto. Il futuro Carlo V nacque nel 1500. Nel 1497 morì il figlio maschio erede al trono, dei nonni materni di Carlo V, il re Ferdinando il Cattolico e della regina Isabella di Castiglia, nel 1500 morì la figlia dei regnanti spagnoli, nonni materni del futuro Carlo V, e lo stesso anno anche il suo figlio maschio. Nel 1506 morì la nonna materna di Carlo V, la regina di Spagna Isabella di Castiglia e Leon, e la figlia Giovanna divenuta erede dei domini spagnoli, sarà dichiarata folle, da qui detta “La Pazza”. Quindi il figlio di Giovanna di Castiglia e Leon, a soli sei anni era diventato per la follia della madre, il potenziale erede dei domini spagnoli europei e successivamente di quelli americani. Nel 1516 morì il nonno materno, il re di Spagna Ferdinando il Cattolico, il nipote Carlo divenne così erede al trono di Spagna e dei domini spagnoli d’Italia, D’Africa e d’America. Nel 1519 Carlo ereditò ancora per la morte del nonno paterno, l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo e per la prematura morte, avvenuta prima nel 1506 del padre Filippo il Bello. Il Sacro Romano impero nel XVI secolo eleggeva il proprio sovrano tramite una elezione eseguita da un consiglio di principi elettori, sovrani dei territori che componevano il Sacro Romano Impero, per cui grazie alle alte quantità di denaro, profuse da Carlo, quest’ultimo riuscì a scalzare il suo rivale e futuro nemico in Europa, il re di Francia Francesco I, dal trono del Sacro Romano Impero. Nel 1519 Carlo divenne così sovrano di un impero che comprendeva territori in America, Europa, Africa. Carlo V possedeva il tipico labbro sporgente della dinastia degli Asburgo, conosceva il francese ed il fiammingo ma non una sola parola di spagnolo appena divenuto sovrano della Spagna e dei suoi domini, successivamente imparerà la lingua iberica superficialmente, non visitò all’epoca il territorio spagnolo ma essendo in futuro uno dei centri del suo potere imperiale oltre a diventare uno degli spagnoli, finirà i suoi giorni, dopo l’abdicazione, in un monastero in Spagna. Carlo V viene descritto dai suoi contemporanei, privo di fascino estetico, epilettico e gottoso, scarso di immaginazione ed afflitto da un difetto di pronuncia ma il sovrano era coraggioso, perseverante e disposto ad imparare, qualità difficili da trovare in chi si trova in una posizione di potere cosi elevata. Uno degli obiettivi principali di Carlo V era di unificare quanto più possibile in Europa un territorio sotto la sua egemonia ed in questo trovò nel re di Francia Francesco I,
uno dei suoi più accaniti oppositori e nemici a tale proposito. Francesco I era molto dissimile dal suo avversario Carlo V nel fisico e nello spirito, il re di Francia era colto, raffinato e di bell’aspetto. Il re di Francia si trovava così accerchiato ad ovest e ad est dai domini di Carlo V, in particolare perché quest’ultimo, voleva conquistare il sud della Francia, per poter possedere un collegamento territoriale che congiungesse i domini tedeschi con quelli spagnoli. Il teatro di guerra fu principalmente l’Italia ma l’obiettivo dei due sovrani era il controllo di più territorio possibile in Europa. La guerra scoppiata nel 1521 si protrasse anche dopo la morte di Carlo V e di Francesco I, tra i loro eredi. Il Re di Francia Francesco I strinse alleanze contro Carlo V con il re di Scozia nemico di Enrico VIII d’Inghilterra a sua volta alleato di Carlo V, strinse alleanza con i sovrani di Danimarca e Svezia contrari alla dominazione di Carlo V nei Paesi Bassi, per il predominio sui mari dell’Europa settentrionale ed infine con il sultano ottomano Solimano detto il Magnifico. Solimano il Magnifico fu il sovrano ottomano che porto l’Impero Ottomano ai massimi splendori, Istanbul la capitale Costantinopoli, un tempo capitale dell’Impero Bizantino, aveva nel XVI secolo 700.000 abitanti, prima capitale europea con un numero così alto di cittadini, Parigi ne aveva molti meno e Londra ne possedeva 120.000. Solimano il Magnifico, acerrimo nemico di Carlo V voleva confermare i suoi domini in Ungheria dopo aver sconfitto nella Battaglia di Mohachs nel 1526 il re di Ungheria Luigi II, inoltre il fratello di Carlo V rivendicava tutta l’Ungheria per la propria moglie, sorella di Luigi II d’ Ungheria, quindi erede legittima dei domini ungheresi. Solimano il Maginifico organizzò una spedizione militare, riunendo circa dai 120.000 ai 300.000 soldati, tra Giannizzeri, Casta militare d’elite turca ottomana, Spahi, cavalleria leggera, artiglieria, cammelli, e forze miliari moldave e serbe. L’obiettivo di Solimano il Magnifico era quello di puntare fino a Vienna, la capitale dell’Impero di Carlo V ma già dall’inizio al sovrano turco ottomano, apparve da subito la difficoltà a condurre la marcia per i Balcani, durante la stagione primaverile, periodo in cui ci sono molte piogge nella zona balcanica. Durante la marcia molti pezzi d’artiglieria e cammelli vennero lasciati indietro poiché impantanati nel fango e nella terra. Intanto nel 1529 a Vienna l’Imperatore era assente per la lotta contro il re di Francia Francesco I e la difesa della capitale asburgica venne affidata al capitano settantenne Niklas Salm il quale rinforzò le mura vecchie di circa trecento anni, in alcuni tratti spesse solamente due metri ed eresse bastioni, bloccando le quattro porte della città di Vienna. Carlo V poté fornire per la difesa della capitale solamente pochi soldati di fanteria mentre Salm, portò Lanzichenecchi, esperti soldati, composti da fanteria di picchieri con moschettieri spagnoli. L’assedio turco ottomano iniziò a fine settembre del 1529 dopo la rinuncia di resa da parte di Vienna ma si capì da subito la difficoltà nel condurre un assedio in una simile situazione. L’esercito ottomano era arrivato alle porte di Vienna stremato dalla lunga marcia, un terzo era in grado di combattere per lo più gli Spahi, cavalleria leggera turca e le malattie dilagavano nell’accampamento turco. Dopo i primi assalti finiti male per gli ottomani contro le difese di Vienna, iniziò la pioggia e questa resero inutili i tentativi di scoppio delle mine piazzate dagli ottomani sotto le mura della capitale asburgica anche dopo la controffensiva degli imperiali, circa 8.000 contro le posizioni degli assedianti turchi vicini alla città mentre tentavano di posizionare le mine sottoterra. Un nuovo tentativo di assalto venne effettuato ad opera dei turchi ottomani contro le mura di Vienna, dopo un consiglio di guerra tenuto dal sovrano ottomano, Solitario il Magnifico, martellate dall’artiglieria, senza risultato, le picche e gli archibugi imperiali respingevano gli ottomani e si giunse alla protesta dei Giannizzeri che non intendevano più proseguire l’assedio. La pioggia intanto
continuava incessante da circa tre giorni. Dopo aver condannato a morte i prigionieri imperiali, gli ottomani abbandonarono l’assedio contro Vienna e la ritirata fu disastrosa per i turchi ottomani, colpiti da pesanti nevicate fuori stagione. Nonostante l’assedio di Vienna del 1529 finì in maniera disastrosa per gli ottomani, Solimano il Magnifico riuscì a confermare il suo dominio nell’ Ungheria ottomana e a devastare i territori dell’Ungheria Imperiale anche se l’Assedio di Vienna mostrava i limiti della possibilità logistica ottomana. L’esercito turco ottomano passò l’inverno a Costantinopoli ma la notizia dell’arrivo di 80.000 soldati imperiali mandati da Carlo V a Vienna per la preoccupazione di quest’ultimo per la vulnerabilità della capitale Imperiale, negò ogni altra possibilità di un altro assedio alla capitale imperiale. La Francia da questo momento resterà per circa altri duecento anni, alleata dell’Impero Ottomano per contrapporre al Sacro Romano impero un altro nemico, su altro fronte. Solimano Il Magnifico mise in campo il vecchio corsaro Cahir – Ed – Din detto Barbarossa, signore di Algeri il quale riportò lo stesso terrore che incutevano secoli prima i saraceni. Carlo V guidò una spedizione, personalmente, contro Tunisi nel 1535, vittoriosa ma come altre vittorie dell’Imperatore non risolutiva e scampò a fatica da una seconda spedizione contro Algeri nel 1542 finita in un disastro. Durante l’Impero di Carlo V, in Germania, nacque il movimento religioso protestante luterano del monaco tedesco Martin Lutero, protetto quest’ultimo da molti principi elettori tedeschi tra cui Federico III il Saggio di Sassonia. Carlo V dovette intervenire, talmente il movimento religioso aveva assunto potere nei suoi domini nel Sacro Romano Impero, schierandosi dalla parte del Papa Leone X dopo la scomunica del monaco tedesco Martin Lutero, nel 1521 condusse davanti a lui, il monaco ribelle a Worms. Martin Lutero non si arrese nemmeno all’Imperatore Carlo V e così venne Bandito dall’Impero.Nel 1530 Carlo convocò la Dieta di Augusta, per cercare di risolvere il dibattito acceso tra i cattolici ed i protestanti ma senza arrivare a nessun risultato tra entrambi e L’Imperatore del Sacro Romano Impero, confermò le decisioni della Dieta di Worms, la conferma dei diritti ecclesiastici cattolici e bandì la religione protestante luterana dall’Impero. I protestanti si unirono nella lega dei protestanti detta anche Lega di Smalcalda la quale possedeva un proprio esercito federale e una propria cassa in denaro utile. La guerra scoppiata nel 1546 tra Carlo V ed i ribelli protestanti venne vinta dall’Imperatore nel 1547 ma nel 1555 tramite il fratello Ferdinando, venne firmata la Pace di Augusta così in ogni territorio dell’Impero, ogni principe elettore poteva scegliere la religione nel proprio territorio quindi il popolo non sceglieva ma solamente il sovrano. Il conflitto intanto tra l’imperatore Carlo V e Francesco I volgeva a favore, del primo ma l’imperatore del Sacro Romano impero, stanco di corpo e di spirito si ritirò nel 1556 abdicando. Carlo V divise il suo impero, Il figlio maschio Filippo divenne Re di Spagna e dei domini spagnoli oltremare, le colonie d’America, italiani e dei Paesi Bassi con il nome di Filippo II, il fratello Ferdinando ebbe la corona imperiale con i possedimenti austriaci.

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Archiviato in Storia Militare, Storia Moderna

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