LA DIFESA CONTRO L’ATTACCO NELLA STORIA: LE PROTEZIONI UTILIZZATE PER CONTRASTARE LE ARMI

Durante le varie epoche e periodi storici, i regni, gli imperi, le nazioni, si combatterono fra di loro per svariati e diversi motivi, territoriali, economici, dinastici, diplomatici ed in queste guerre e battaglie, nella storia si susseguirono tutta una serie di cambiamenti e perfezionamenti continui delle armi e con essi quasi parallelamente, delle metodologie di fabbricazione degli oggetti che dovevano garantire ed offrire una miglior possibile difesa contro il maggior possibile numero e potenza di attacchi subiti dai soldati degli eserciti impiegati nelle guerre e battaglie della storia.
La prima corazza ritrovata di cui si abbia notizia, fu scoperta a Nuzi, nell’alta Mesopotamia ed era composta da placche di metallo unite da corregge, delle strisce di cuoio, da lì in poi i vari ritrovamenti archeologici e le diverse fonti storiche, hanno dato molte nozioni su come per secoli si faceva la guerra sia durante le varie epoche storiche sia come venivano fabbricate le corazze e successivamente le armature.
Una corazza, parlando prendendo come esempio il periodo greco antico, quindi corazze riguardanti gli opliti greci, coprivano solo il tronco del corpo, chiamata thorax, a forma di campana ed erano fabbricate in bronzo, una lega di due metalli, il rame e lo stagno, il resto come braccia, stinchi ed il capo, venivano ricoperti da altri pezzi di metallo come gli schinieri, l’elmo, lo scudo sempre di bronzo, completava l’equipaggiamento dell’oplite, una lancia lunga anche fino a 3 metri, fante considerato per questo, pesante come armamento sia per attacco e difesa.

Le corazze tipo quella usata dagli opliti, venivano indossate sopra il chiton un rettangolo di stoffa avvolto a drappeggio intorno al corpo e stretto da una cintura di lino o lana.

Successivamente il chiton venne sostituito dall’exomis, cioè una tunica di lino corta sprovvista di maniche e stretta in vita con una cintura. I persiani durante le guerre persiane, contro i greci, del V secolo D.C possedevano un equipaggiamento più leggero come per esempio lo scudo era in vimini perciò si trovarono in una situazione sfavorevole e questo fu uno dei motivi per la loro disfatta sia per la prima sia per la seconda guerra contro la Grecia antica.
I materiali impiegati per la fabbricazione delle corazze e successivamente per le armature infatti queste ultime proteggevano più parti del corpo rispetto alle corazze e si può cominciare a parlarne a partire dal medioevo, nel corso della storia, si diversificarono non solo in base alle epoche o dal popolo ma anche dal ceto sociale,si usavano ossa, pelli, cuoio, bronzo, ferro e successivamente acciaio, ferro con una percentuale al suo interno di carbonio, non superiore allo 2,06%, una corazza era più ornata ed elaborata se ad indossarla era per esempio un generale invece che un soldato semplice come nel medioevo le armature complete cioè quelle che ricoprivano tutto il corpo, soltanto le persone ricche e di ceto più alto, potevano permettersi protezioni di questo tipo, basti pensare al confronto attuale, al costo di una casa circa e la fabbricazione di queste, richiedeva molto tempo anche mesi.

Il Re macedone Alessandro Magno, al contrario come si credeva, la sua corazza non era di metallo ma di molti strati di tessuti di lino posti l’uno sugli altri e delle prove attuali, hanno constatato che assorbivano meglio l’impatto dal tiro di frecce rispetto a corazze di tipo metallico.

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UN PETTORALE A PROTEZIONE DEL DAVANTI DEL TORACE

Tra i vari popoli, come detto prima, i tipi di vari protezione per il corpo, assumevano diverse forme, per esempio alcuni popoli italici, durante il periodo antecedente la dominazione romana, utilizzavano dei pettorali, protezione che legata con delle strisce di cuoio, proteggeva soltanto la parte anteriore del tronco ma la lavorazione e la diversificazione si ebbe durante e dopo il periodo romano.

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UNA LORICA SEGMENTATA

La protezione per il tronco, più famosa nella storia ed utilizzata dalla civiltà romana è la lorica, corazza che si diversifica in sei diverse forme per lavorazione e protezione, oltre che per il periodo di uso e la provenienza.

La lorica segmentata è la più conosciuta, era costituita da strisce metalliche, tenute insieme da strisce di cuoio interne, da dei lacci di cuoio legati sul davanti e sul dietro della corazza, dal nome segmentata, era stata idealizzata per fornire il meno peso possibile ed offrire la maggiore protezione possibile, da ricordare infatti questo principio perché fu tra le grandi sfide per i costruttori di protezioni militari, quello del rapporto peso-mobilità-livello di difesa della corazza, la lorica segmentata fu la corazza usata per secoli dall’esercito romano, offriva protezione contro le armi da taglio e abbastanza discreta contro le frecce scagliate dagli archi, non tirate a bruciapelo, la manutenzione per via delle parti in ferro richiedeva il lavoro dei fabbri che non mancavano, in quanto nelle armate romane questi artigiani ne facevano parte. Di loriche segmenate ne esistevano due tipi diverse, chiamate così dal nome del luogo del loro ritrovamento, Corbridge e Newstead, utilizzate entrambe dall’esercito romano e come differenza tra le due erano le strisce metalliche più ampie di larghezza nel modello Newstead rispetto al Corbridge.
La lorica squamata è un altro tipo di corazza caratterizzata da delle piccole placchette di metallo arrotondate ai bordi forate, legate tra di loro a coppie con un filo di bronzo, assomiglianti a delle scaglie di pesce, le notizie riguardanti queste tipi di corazze sebbene siano state usate dai romani, la loro provenienza è orientale, la lorica squamata era sconosciuta ai celti e fu introdotta nell’esercito romano dalle truppe ausiliare e venne utilizzata da classi militari elevate come i centurioni e alcuni reparti di cavalleria mentre fu poco diffusa nei reparti di fanteria.
La lorica plumata, era una corazza con scaglie di metallo assomiglianti a piume e indossata nell’esercito romano da alti ceti militari come i generali.
La lorica hamata è da considerare una cotta di maglia, tipo di corazza che ricopriva solo il tronco ed una parte iniziale anche delle cosce, composta da una serie di anelli di metallo di ferro, intrecciati tra loro del diametro di circa 6-8 millimetri con un peso dai circa 10 ai 15 chili, nata ed usata nell’esercito romano nel IV secolo A.C. la lorica hamata si continuò effettivamente ad usare anche dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente per tutto il Medioevo e finchè le armi da fuoco ne resero obsoleto l’utilizzo.
La lorica hamata offriva una buona protezione cotro le armi da taglio ma diventava poco efficace nel contrastare gli effetti provocati dalle armi da impatto e quelle da tiro come le frecce degli archi in grado di penetrare gli anelli metallici se tirate a bruciapelo.
Per distribuire meglio il peso della lorica hamata si usava il cingulum, una cintura di cuoio borchiata che distribuendo meglio il peso ne migliorava la portabilità e l’uso in battaglia e nonostante la fabbricazione richiedesse diverse ore la manutenzione della lorica hamata se eseguita nella maniera più appropriata poteva farla utilizzare al soldato per un tempo lungo anche fino a dieci anni.
La lorica musculata era un tipo di corazza particolare, prodotta in cuoio oppure in metallo, la forma riproduceva i lineamenti dei muscoli del petto e del torace dell’individuo e chi la indossava era molto facoltoso e ricco per via del costo della corazza in questione, imperatori, prefetti, legati, tribuni, ufficiali, erano tra quelli che potevano permettersela e la sua protezione assomigliava alla lorica hamata se realizzata in metallo mentre seppur in minima parte protettiva se ralizzata in cuoio, non arrivava al livello della lorica hamata.

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ESEMPIO DI CORAZZA MUSCULATA

Tra le rappresentazioni più famose della lorica musculata, si può citare la statua in marmo bianco, chiamata Augusto di Prima Porta, dal nome del luogo del suo ritrovamento, conservata nei Musei Vaticani, alta poco più di due metri, del primo Imperatore romano, Cesare Ottaviano Augusto, colui che inaugurò una nuova era dell’epoca della civiltà romana.

La lorica manica fu un altro tipo di protezione utilizzata sia dai gladiatori romani sia dagli stessi legionari romani e consisteva in una manica di striscie di metallo assomiglianti per aspetto a quelle utlizzate nella lorica segmentata, che veniva applicata su tutto il braccio della persona e se prima i gladiatori la usavano nei combattimenti nelle arene, il suo impiego lo trovò nel campo militare, durante la campagna contro i daci tra il 101 ed il 106 D.C. per via dell’arma che la popolazione dacica utilizzava durante le battaglie contro i romani, la fterribile falce dacica.
La falce dacica era un asta di legno con annessa un lama ricurva a forma di falce, un arma che quando vennei mpugnata, riuscì in un primo momento a mettere in seria difficoltà le truppe romane, era in grado di infierire molto gravemente e per contrastre il suo effetto letale come protezione per il legionario, si impegò questa ulteriore protezione a difesa del braccio esposto non protetto dallo scudo, lo scutum.
I ritrovamenti archeologici, sia in Scozia che in Romania, fanno capire che la lorica manica venne impiegata dai romani anche dopo le guerre contro la Dacia, nel II e anche nel III secolo D.C. testimonianza della sua importante funzione.
Nell’alto Medioevo le tipologie di corazze utilizzate in Europa benchè potevano variare in alcuni particolari, rimasero pressochè invariate, si usavano cotte di maglia, anelli metallici intrecciati tra loro, nelle tattiche militari cambiò e la fanteria pesante come le legioni romane, durante l’epoca romana, impiegate per secoli, dimostrarono la loro debolezza se dapprima contro le truppe partiche che impiegavano grossi reparti di cavalleria ed arcieri a cavallo, poi lasciarono il posto con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente alla cavalleria dei barbari come quella dei Vandali, popolazione che si stanziò nel nord africa e in una parte della Spagna, o come la tremenda cavalleria degli Unni che terrorizzò per anni l’Europa.

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TIPO DI CORAZZATURA DI CAVALIERE MEDIEVALE

Anche i cavalli, soprattutto quelli dei reparti di cavalleria pesante, erano equipaggiati con armatur e corazze di metallo, il capo dell’animale e la parte quasi totale del corpo del cavallo, erano ricoperti da anelli metallici o da scaglie di metallo oppure da piastre metalliche, esempi sono i catafratti partici, i catafratti bizantini e le cavallerie medievali come quelle che gareggiavano durante i tornei con armature complete o quasi complete per i cavalieri e altrettanto per il cavallo, da ricordare l’impatto psicologico che le cariche di cavalleria avevano nelle file che subivano, quando i cavalieri caricavano le file nemiche e le corazze e le armature questo impatto psicologico lo aumentavano, facendo apparire il cavaliere ed il cavallo ancora più grandi ed impressionanti.

Il Medioevo infatti fu caratterizzato fino all’avvento delle armi da fuoco e fino all’affermarsi delle truppe composte da picchieri ed alabardieri, l’epoca della cavalleria, i signori dei castelli e dei feudi, territori controllati da castelli comandati e posseduti dai feudatari benchè questi ultimi fossero vincolati da giuramenti di fedeltà verso il loro Re, potevano sfidare il potere del loro signore, avendo come potente arma la cavalleria e abitando in strutture militari ben difese e quasi impenetrabili come i castelli.
La difesa che nel pieno del periodo medievale possedeva il cavaliere era oltre che pesante per la protezione che offriva anche molto costosa, come detto prima una armatura completa, proteggeva dal capo ai piedi ed il suo prezzo arrivava al costo di una casa attuale, confrontando i prezzi dell’epoca medievale con quelli odierni.
La composizione dell’armatura pesante medievale era in acciaio e richiedeva anche settimane per essere fabbricata dai fabbri, la sua lavorazione oltre che nella parte artistica, nella realizzazione di ornamenti per abbellirla, richiedeva anche la fabbricazione di tutte quelle parti che dovevano permettere alle articolazioni, agli arti e a tutte le parti del corpo, di muoversi, quindi richiedeva molta maestria ed esperienza al fabbro per la sua realizzazione.
Il livello di protezione era molto buono se paragonato a quello di una cotta di maglia, l’armatura completa ricopriva l’intero corpo ed era spessa circa 2-3 millimetri e riusciva a fermare non tirate a bruciapelo le frecce tirate dagli archi ma una freccia riusciva a perforare tale difesa se a scagliarla erano delle precise tipologie di archi e il tipo di tiro che si adottava, un esempio storico è la battaglia di Anzicourt nel 1415, in cui gli arcieri ad Arco Lungo inglesi, fecero strage dei cavalieri francesi mentre caricavano le file inglesi.
L’Arco Lungo Inglese riusciva a perforare le protezioni complete in quanto oltre che la maestria nel tiro degli arcieri inglesi con esperienza di anni di esercizio nel tiro con l’arco, l’Arco Lungo inglese possedeva la caratteristica di poter tendere la corda durante il tiro molto all’indietro, fino all’orecchio dell’arciere pertanto il tiro risultava molto potente e sebbene la corazza completa fosse di metallo, veniv facilmente perforata.
Si pensò per contrastare il tiro delle frecce, di indossare una maglia imbottita sotto, in modo che se in un primo momento la freccia veniva frenata dalla parte metallica della corazza, la parte imbottita doveva fermare la punta della freccia, prima che riuscisse ad entrare nel torace della vittima oppure vennero impiegate per lo stesso scopo sotto gli usberghi, chiamate gambesoni o zuparelli, cioè le cotte di maglia per impedire lo sfregamento degli anelli metallici e per assorbire gli urti dalle armi da impatto, poco assorbiti da queste ultime.
Un altro nemico le armature pesanti complete e non complete, lo ebbero nelle balestre, un tipo di arma consistente in un arco semplificamente detto posto su un’asta di legno corta orizzontalmente ed azionato con un primitivo grilletto, sebbene più lenta nel caricamento l’uso richiedeva molto meno tempo di insegnamento per l’utilizzo rispetto all’Arco Lungo e il tiro risultava estremamente potente, in grado di non avere rivali nel mondo delle armature e delle corazze medievali, il suo potere perforante era molto alto, la punta del dardo scaglaito da una balestra, riusciva a penetrare fino anche a circa qualche centimetro all’interno della corazza e inevitabilmente al corpo della vittima, provocando ferite letali allo sfortunato individuo.
Tra i tanti fatti storici accaduti si ricorda il letale dardo scagliato contro il Re d’Inghilterra Riccardo Cuor di Leone che perforando la sua protezione, lo uccise in battaglia.
Il peso di una armatura medievale poteva variare tra i venti ed i trenta chili, può sembrare tanto ma in epoca attuale alcuni reparti militari, ne portano anche di più.
Per verificare se l’armatura era a prova di colpo di arma da fuoco, si provava a sparare un colpo contro le piastre metalliche ed il segno lasciato dal proiettile si evidenziava per far capire il superamento della verifica al tiro del proiettile, la prova veniva chiamata proof, così l’armatura era considerata a prova di proiettile, anche se quest’ultimo per essere fermato doveva venir sparato da una certa distanza e durante le battaglie la cavalleria veniva lanciata alla carica proprio per far sparare il primo colpo alle truppe nemiche così da far scaricare l’arma che era a singolo colpo e lenta nella carica che avveniva all’epoca ad avancarica e facilitare il combattimento dei soldati battaglia.
Le corazze e le armature utlizzate durante il medioevo, continuarono ad essere usate fino all’avvento delle armi da fuoco indipendentemente da quale reparto fosse ad indossarle anche se si ebbero dei casi di utilizzo anche molto dopo l’invenzione e l’adozione delle armi da fuoco negli eserciti nazionali, un esempio sono le brillanti corazze dei reparti di cavalleria napoleonici, i corazzieri, corazze che proteggevano soltanto il busto ma che non riuscivano a fermare il tiro dei proiettili poichè i proiettili scagliati dalle prime armi da fuoco, non sparati a bruciapelo venivano fermati dalle protezioni metalliche perchè la velocità di tiro era relativmente bassa, fino a circa il XVII secolo, con l’avvento dei moschetti e con il miglioramento ed il perfezionamento delle armi da fuoco portatili, le corazze sebbene utilizzate fino alla Prima Guerra Mondiale, contro i proiettili risultavano praticamente quasi del tutto inefficaci.
La fabbricazione e l’utilizzo delle armature e delle protezioni a difesa dei soldati nel corso della storia e delle varie epoche variò e cambiò in base al tipo di armamento usato, l’invenzione e l’utilizzo delle armi da fuoco, rivoluzionò di molto questa situazione, le nuove armi che utilizzavano la polvere da sparo come combustibile ed energia per dare potenza di tiro al proiettile usato, in questo caso di metallo, soprattutto piombo, risultarono vincenti nel contrastare le armature e le protezioni usate nel Medioevo e nonostante si cercò un perfezionamento, non si riuscì nell’intento di fermare il potere perforante di tali proiettili.
Il fascino delle armature e delle corazze continua ad affascinare ancora oggi non solo per la loro funzione difensiva ma anche per la loro bellezza a livello di manifattura, poichè nella storia non soltanto i modelli degli alti ceti erano ornati con decorazioni ma anche i modelli più semplici posseggono delle particolari lavorazioni e delle originali carattristiche.

 

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