L’UNITA’ DI UN POPOLO PER LA LIBERTA’: LA GUERRA DEI GRECI CONTRO L’IMPERO PERSIANO E LA BATTAGLIA DEL PASSO DELLE TERMOPILI

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OPLITI SPARTANI

La storia della civiltà della Grecia antica possiede molti aspetti culturali di vario genere, basti pensare ai filosofi, studiosi e persone di elevata cultura che con la loro sapienza hanno contribuito alla nostra società, inventando ed ideando tutti i principi di cui ancora oggi la nostra epoca moderna trae insegnamento e ne applica le idee, come per esempio la democrazia, modello politico creato dalla città – stato, la polis greca di Atene oppure la filosofia greca ed i principi di tutta la cultura della Grecia antica ma questo nonostante sia un notevole ed importante aspetto della civiltà della Grecia antica, il fascino dei greci risiede anche nel loro desiderio di indipendenza, di libertà e di saper mettere da parte nel momento del bisogno ogni divergenza personale politica per il bene comune di tutto il popolo greco, arrivando anche a sacrificare la propria vita per aiutare al raggiungimento di tali principi.

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LE GUERRE PERSIANE

La civiltà greca, discendenti dai Dori, si trovò nel V secolo A.C a fronteggiare una minaccia diretta alla propria indipendenza e libertà poiché l’immenso Impero Persiano per la rivolta, nel 499 A.C di alcune città nella parte occidentale dell’odierna Turchia vicino alla costa si ribellarono al potere del sovrano persiano Dario il Grande e gli ateniesi, mandando loro aiuto militare, diedero il pretesto ai persiani, di attaccare Atene, per punirla dell’aiuto che non doveva fornire alle città ribelli dell’Impero Persiano.

L’Impero Persiano nel V secolo D.C possedeva un territorio vasto, comprendeva una estensione dall’India, all’Egitto fino alla Turchia attuale, diviso in regioni governate dai Satrapi, con un esercito molto numeroso e temuto ma corazzato alla leggera e questo sarà uno dei punti a favore che porteranno alla vittoria finale la lega Panellenica, l’alleanza di tutte le principali Polis greche dell’antichità, contro la minaccia persiana, Atene, Sparta, Tebe ed altre.
L’esercito greco era composto da truppe leggere, gli arcieri, i frombolieri ma il fulcro comprendeva la fanteria pesante, erano gli opliti, cittadini chiamati alle armi per difendere la propria polis, erano fanti provvisti di un particolare equipaggiamento che includeva una corazza per il torace di bronzo, un elmo di bronzo, uno scudo grande ovale di bronzo chiamato oplon, da questo deriva il nome oplita, schinieri ed una lunga lancia lunga circa 3 metri ed una tattica militare usata in battaglia che utilizzava questo armamento in modo da renderlo il più distruttivo e dannoso possibile per l’esercito avversario, chiamata falange.

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FALANGE GRECA

Gli opliti nonostante marciassero lentamente per colpa del loro equipaggiamento pesante, creavano con la tattica della falange, un muro di lance che avanzava verso il nemico e massacrando la fanteria persiana, armata al confronto dei greci, alla leggera, non potendo così riuscire a reggere l’urto della fanteria greca, mettendo in difficoltà i persiani.

Molte nozioni storiche della civiltà greca ci sono pervenute grazie allo storiografo Erodoto che descrisse i fatti accaduti anche delle guerre persiane.
Per punire l’aiuto militare degli ateniesi alle città che si erano rivoltate al potere del Re dell’Impero Persiano Dario il Grande inviò suo genero Mardonio con una flotta ma una tempesta vicino al monte Athos distrusse la spedizione militare.
Nel 492 A.C una seconda spedizione persiana riuscì a prendere il controllo della città di Eretria e puntarono verso Atene, disponendo il loro esercito nella piana di Maratona nella quale gli ateniesi si trovarono da soli a fronteggiare i persiani con il solo aiuto della città di Platea.
Gli ateniesi attaccarono subito le linee persiane e gli opliti si rivelarono efficaci contro la fanteria armata alla leggera, provvisti di tuniche di lino e scudi di vimini, riuscendo ad accerchiare i persiani e massacrando circa 6000 persiani contro 200 greci.
Atene da questa vittoria contro i persiani, acquisì grande prestigio e la prima fase delle guerre persiane contro la Grecia era conclusa.

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IL RE DELLA DINASTIA DEGLI ACHEMENIDI DELL’IMPERO PERSIANO DARIO I DETTO IL GRANDE

Il Re Dario il grande stava preparando una terza spedizione ma morì nel 486 A.C lasciando una speranza per i greci di aver scongiurato in maniera definitiva la minaccia persiana alla propria libertà e l’incertezza iniziale al nuovo sovrano persiano, Serse I se continuare oppure no, la guerra contro la Grecia iniziata dal padre Dario il Grande.

Il Re Serse I prese la decisione di continuare la guerra contro la Grecia per diversi fattori, per vendicare la sconfitta del padre Dario il Grande, dimostrare la potenza dell’Impero Persiano, il Re persiano voleva emulare le gesta dei suoi antenati, l’ Ambizioso Mardonio voleva continuare anche lui la guerra e quindi fu in tre anni preparata la spedizione che doveva sottomettere la Grecia, fu approntato un esercito e costituita una flotta imponente che doveva oltre che conquistare i greci, doveva anche far capire la ricchezza e la potenza che possedeva l’Impero Persiano.
Nel 480 A.C l’esercito persiano partì da Sardi, dopo che furono preparate delle linee di rifornimento a nord della Grecia e quando furono fatti costruire dei ponti di barche per l’attraversamento dello stretto dell’Ellesponto, questa volta le Polis greche capirono che non era una spedizione quella persiana soltanto contro Atene come era stata la prima guerra persiana, ma una spedizione militare con lo scopo di conquistare tutta la Grecia e quindi le città – stato quelle più esposte all’attacco persiano come quelle della Beozia cercarono l’accordo.
Altre Polis della Grecia invece come quelle di Atene e Sparta, volevano difendere la propria libertà lottando contro i persiani e insieme ad altre Polis istituirono sotto il comando di Sparta, la lega Panellenica per fronteggiare la minaccia persiana che si avvicinava e cominciando ad attuare un piano militare, mettendo così da parte le rivalità tra le varie città – stato greche per un comune obiettivo di libertà e di indipendenza della Grecia.
La Lega Panellenica rappresentò una novità per le Polis greche, in quanto prima erano indipendenti l’una dall’altra e in lotta tra di loro per la supremazia dei territori circostanti le loro città – stato ma il desiderio di libertà, di indipendenza e di sottrarsi alla dominazione straniera dei persiani, indusse le Polis greche ad unirsi per uno scopo ed un obiettivo comune, la libertà.
Il piano iniziale dei greci, era di posizionarsi a difesa della Tessaglia ma si capì che quest’ultimo era un territorio inadatto ad essere difeso perciò si scelse il passo delle Termopili, un passo obbligato da passare per l’esercito persiano che intanto aveva attraversato Lellesponto e la Tessaglia.
Il primo scontro tra i due eserciti si ebbe a Sciato e nelle acque vicino all’isola dapprima sembrava ci fosse una vittoria di Re Serse ma una tempesta distrusse gran parte della flotta persiana e i greci ebbero la meglio affrontando una flotta avversaria con 270 navi quando i nemici ne possedevano il triplo.

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SCHRMA DI DISPOSIZIONE DENTRO UNA TRIREME GRECA

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TRIREME GRECA

Intanto un’altra parte della flotta persiana mentre i greci pianificavano un piano militare, cercarono di attaccare per accerchiare i greci tagliando le vie di comunicazione tra l’esercito stanziato alle Termopili e quello al Capo Artemisio a sud della Grecia ma ancora una volta il mare con un’altra tempesta, nel golfo di Eubea, aiutò i greci distruggendo quest’altra parte di flotta persiana e la flotta greca capitanata da Temistocle si attestò a Salamina.

Se nel mare, i greci erano riusciti a tenere a bada i persiani, per via terra, la situazione era più difficile, in quanto bisognava affrontare un esercito molto numeroso e l’iniziativa venne presa dal Re spartano Leonida il quale comandando 5000 opliti si diresse verso il passo delle Termopili, costruendo il muro Focese, per fermare l’avanzata persiana e cercare di dare del tempo ai greci, per riorganizzarsi per affrontare meglio la minaccia persiana di invasione e conquista dell’intera Grecia.
A Re Serse che si era attestato a Melas, era stata data l’informazione che gli spartani erano a difesa del passo delle Termopili e nonostante conoscesse gli spartani per alcuni asili politici nell’Impero Persiano, di alcuni spartani anche di rilievo come un Re di Sparta fuggito dalla Grecia di nome Demarato, Re Serse non pensava che gli Spartani gli avrebbero dato del filo da torcere al Passo delle Termopili.

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LE TERMOPILI COME SONO OGGI

I persiani iniziarono l’attacco dopo qualche giorno di attesa contro i greci a difesa del passo, le file elleniche causarono molte vittime al nemico, gli opliti greci con un armamento più pesante ebbero la meglio ed il Re persiano Serse, ordinò di mandare all’attacco altri soldati, facendo degenerare lo scontro che durò due giorni ed i greci riuscirono a mantenere la posizione al Passo delle Termopili, la resistenza greca stava mettendo in seria difficoltà i perisani.

A questo punto accadde un fatto che capovolse la situazione favorevole, dei greci capitanati dal Re spartano Leonida al Passo delle Termopili, un greco di nome Efialte, chiedendo udienza a Re Serse ed alla promessa di ricchezze, diede ai persiani l’ informazione dell’esistenza di una strada per aggirare la posizione del Passo delle Termopili e così aggirare ed attaccare gli spartani per impedire loro ogni possibilità di fuga e massacrarli.

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IL RE SPARTANO LEONIDA

Il Re spartano Leonida sapendo che esisteva la strada ma al momento non sapendo che una parte dell’esercito persiano stava marciando per aggirarlo e chiuderlo in una morsa letale, aveva dato inizialmente l’ordine ad un contingente di presidiare la strada ma quando i greci si accorsero dei persiani, molto numerosi, abbandonarono la posizione.

All’alba i greci si accorsero del tradimento di Efialte e si resero conto di non poter più tenere il Passo delle Termopili ed il Re spartano Leonida sapeva che i suoi soldati anche se rischiavano la vita non avrebbero abbandonato le loro posizioni ma non poteva domandare lo stesso agli altri greci che lasciarono il Passo delle Termopili così gli spartani restarono in 300 uomini e altri greci che non vollero abbandonare la posizione, i tebani e i tempiesi che insieme arrivarono ad un totale di un migliaio di soldati.
L’attacco dei persiani iniziò prima che arrivasse il resto dell’esercito e riuscendo a sfondare la linea greca nella quale durante il furioso combattimento, il Re spartano Leonida perse la vita ed anche persero la vita due fratelli del Re persiano Serse e quando arrivò l’altra parte dell’esercito persiano, gli ultimi greci posizionati sopra una collina furono massacrati da una pioggia di frecce, il Re Serse infuriato per l’affronto subito al Passo delle Termopili, diede l’ordine di decapitare il corpo del Re spartano Leonida ed impalarne la testa.
La bataglia del Passo delle Termopili e passata alla storia non solo per l’eroismo dei greci che persero la vita nel difendere la propria libertà e quella di tutti gli altri greci, indipendentemente dall’appartenenza della Polis ma anche dal coraggio fino all’ultimo momento dimostrato anche quando ogni speranza di vittoria era svanita.
Il tempo che gli spartani diedero agli altri greci non fu molto infatti fu una settimana ma comunque permise di dare quello che ebbe una importanza sconfinata cioè un simbolo di eroismo e di libertà che fosse un modello per tutto il popolo dell’antica Grecia che stava lottando per mantenere la propria indipendenza.
La città di Atene venne bruciata dopo la battaglia delle Termopili e la regione della Beozia e dell’ Attica vennero devastate dall’esercito persiano ma nonostante ciò i greci resistettero e la vittoria greca della battaglia navale di Salamina permise ai greci di sconfiggere i persiani mentre nella battaglia di Platea nonostante un primo apparente successo persiano alla fine i greci ebbero la meglio e l’esercito comandato da Mardonio venne sconfitto, la libertà e l’indipendenza dei greci era salva, grazie anche al sacrificio del Re spartano Leonida e dei suoi leali e coraggiosi soldati che fino all’ultimo anche quando la situazione era disperata e senza speranza non abbandonarono la propria posizione dimostrando ai persiani la tenacia ed il coraggio dei greci e agli altri greci un simbolo per non lasciare mai la lotta contro l’invasore e di continuare la guerra per non sottomessi ai persiani, facendo entrare nella storia anche questo importante evento.

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