LA CUCINA BIZANTINA

Tra i tanti interessanti aspetti che può raccontare un impero come quello Bizantino, durato più di mille anni è l’aspetto culinario, una caratteristica dell’Impero erede di Roma, molto curiosa e particolare, in quanto ereditata dal periodo romano ed ellenistico ma non era una imitazione e la stranezza che risalta della dieta bizantina è la dose minore di grassi e maggiore di verdure a fronte di un’epoca come il medioevo, in cui esisteva un grande consumo di carne con conseguente assunzione di molti lipidi.

La posizione dell’Impero Bizantino e della sua capitale, favorivano il consumo di pesce, tra cui molluschi e crostacei, mangiato fresco oppure in salamoia e pescato nei fiumi, nei laghi, nel mare ed anche nelle paludi mentre il pane era largamente mangiato, se ne assumeva una grande quantità circa mezzo chilo di pane al giorno a persona, a questo alimento si aggiungeva anche orzo e un tipo di polenta di nome Puls, cucinata usando il farro.
Il pesce veniva usato per la produzione di un prodotto famoso, di nome Garum.
Il pane veniva cucinato con il grano duro, più facile da conservare e da trebbiare invece che del grano tenero.
Il riso era coltivato in Asia Minore e i romani non fecero in tempo a mangiarlo perché lo conobbero tardi, i Bizantini riuscirono a mangiarlo e l’Imperatore Costantino VII, piaceva molto il budino di riso.
Un episodio accaduto da ricordare, è il riuscito passaggio durante l’assedio ottomano del 1453 quando delle navi cariche di grano eludendo il controllo della flotta Ottomana, portarono della speranza nella capitale Bizantina, con il grano per gli assediati, facendo infuriare il Sultano Maometto II anche se purtroppo questo non bastò a salvare la città dall’assedio.
La verdura di cui si conosceva l’esistenza e di cui ci si nutriva, ricordando che i pomodori, le patate, il cacao ed altre tipi di alimenti, furono scoperti più tardi con la scoperta dell’America, erano i porri, la lattuga, i cavoli, le cipolle, le carote, l’aglio e le zucche.
A questi alimenti si aggiungevano i piselli, l’avena, i ceci, i legumi, le lenticchie e le fave mentre la frutta come la verdura, esistevano diversi tipi che venivano consumati come le ciliegie, i limoni, i meloni, le albicocche, le pesche, le pere, il melograno, il fico, il cedro, le more.
La frutta secca era utilizzata per i dolci e le noci, le mandorle, castagne, datteri e i pistacchi erano quelle conosciute ed usate, come il miele era molto impiegato per addolcire alcuni alimenti come la frutta cotta che veniva assunta insieme alla carne.
Il miele era utilizzato molto, perché nell’Impero Bizantino l’apicoltura, in tutto il suo territorio era impiegata ed il suo livello di sviluppo era alto.
Esisteva anche la pratica della caccia con falchi, per procurarsi la carne nel periodo dell’Impero Bizantino, era un modo anche per mostrare le proprie doti come cacciatore durante la caccia.
I nobili potevano cibarsi di fagiani e pavoni e la carne di maiale veniva macellata per ricavarne insaccati e salumi e veniva consumata anche la carne di piccione, anatra.
L’imperatore Bizantino Giovanni VIII Paleologo, durante uno dei suoi viaggi, tra i quali andò anche a Firenze, nel 1439 lasciò esterrefatti i fiorentini per la quantità di lattuga che assunse durante la sua permanenza.
Il latte veniva assunto di tre tipi di mucca, di capra e di pecora e si conosceva anche lo yogurt, arrivato ai Bizantini, dalle steppe euroasiatiche e con le uova ch’erano di gallina si cucinava la Sponghata, chiamata così per il suo aspetto spugnoso.
La spezia come il sale, non mancò mai nella tavola Bizantina per la posizione dell’Impero, ricco di zone costiere e nell’Anatolia, di laghi salati, al contrario invece per alcune zone d’Europa durante il Medioevo, in cui scarseggiava.
Il formaggio prodotto chiamato Anthotiro era molto apprezzato e i vini erano bevuti dalle classi alte Bizantine e venivano prodotti nella regione della Macedonia, dall’isola di Creta la quale possedeva delle viti di moscato e dalla Romania.
Prima di essere assunti, i vini erano sempre diluiti con acqua ma anche con miele, acqua di mare, da resina e da spezie, la birra era molto consumata, fatta conoscere dalle regioni orientali vicine e i liquori, appena si apprese la distillazione come lavorazione, si cominciò a produrli già dal XI secolo.
La posizione dell’Impero Bizantino che favoriva i commerci arricchì la cucina dell’Impero e l’unico stato che usava le posate durante il medioevo a tavola erano i Bizantini.

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