18 GIUGNO 1815 LA BATTAGLIA DI WATERLOO IL DUCA DI WELLINGTON E IL FELDMARESCIALLO BLUCHER AFFRONTANO NAPOLEONE

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La Battaglia di Waterloo

   Il 1° novembre del 1814, iniziava il Congresso di Vienna, dopo anni di continue battaglie in Europa durante la Rivoluzione Francese e durante l’epoca napoleonica, le potenze vincitrici, Austria, Russia, Prussia, Stato Pontificio, Impero Ottomano ed altri stati europei, cominciarono quello che verrà chiamata La Restaurazione, il tentativo delle nazioni europee che avevano vinto Napoleone Bonaparte, di instaurare di nuovo l’Antico Regime in Europa, credendo che con il ritorno in Francia della dinastia dei Borboni, con il Re Luigi XVIII, fratello del Re ghigliottinato Luigi XVI, l’epoca di Napoleone fosse finita.

Con la sconfitta da parte della Sesta Coalizione dell’Imperatore dei francesi, Napoleone Bonaparte veniva esiliato nell’isola d’Elba, gli veniva garantito il titolo di Imperatore seppure senza governare la Francia, una somma di denaro gli veniva concessa, l’esilio su questa isola però non durò molto, in quanto il 26 febbraio del 1815 salpò dall’isola con mille uomini e quattro cannoni con direzione la Francia, voleva ritornare al potere.
Il Re di Francia Luigi XVIII, sapendo che le truppe francesi inviate a fermare l’avanzata verso Parigi, disertavano e si univano alla causa di Napoleone, inviò il Maresciallo Ney, per fermare l’armata in avvicinamento alla capitale francese ma anche questo nuovo tentativo fallì e si unì anche Ney a Napoleone, così il 19 marzo del 1815, Luigi XVIII, dovette abbandonare Parigi per lasciar posto all’acclamato Napoleone Bonaparte.

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Napoleone Bonaparte

Infatti la maggior parte della popolazione francese, nonostante la propaganda realista, non era contenta della situazione in Francia, i contadini avevano paura di perdere le terre confiscate ai nobili durante la Rivoluzione Francese e l’esercito era stato smobilitato con la sconfitta francese dell’ultima coalizione, perciò il ritorno di Napoleone fu anche favorito da questo.

Il Congresso di Vienna, saputo dell’accaduto non riconobbe Napoleone Imperatore della Francia e si apprestava a formare una nuova coalizione per combattere l’Imperatore dei francesi di nuovo, la settima, l’Austria, la Prussia, la Russia, il Regno Unito ed altri stati europei si accingevano a riunirsi militarmente per fronteggiare di nuovo la minaccia napoleonica mentre l’Imperatore dei francesi all’inizio cercava di avere dei contatti diplomatici per evitare un’altra guerra, senza però avere successo, per cui si cominciarono i preparativi d entrambe le parti per un nuovo scontro tra Napoleone e la Settima Coalizione.
All’inizio la coscrizione in Francia non fu subito obbligatoria, Napooleone sapeva che il popolo era contrario ad u’altra guerra però successivamente divenne obbligatoria dopo circa tre settimane, la situazione imponeva il reclutamento di più truppe possibili e furono unite all’esercito la Guardia Nazionale ed una parte della polizia e volontari, alla fine l’esercito francese poteva contare su circa 280000 uomini e con il passare di altro tempo, circa altri sei mesi, si sarebbero aggiunti altri 150000 uomini, comunque molti meno rispetto agli 800000 o 1000000, che potevano reclutare le nazioni europee insieme.
Va comunque detto che la Francia, al tempo delle guerre di Napoleone, riusciva a reclutare armate molto numerose, in quanto la nazione francese a quel tempo contava una popolazione di circa 35000000, rispetto ai 5000000 del regno di Prussia, i 10000000 del Regno Unito e dei 15000000 dell’Impero Austriaco perciò Napoleone disponeva di eserciti di numero consistente.

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Il Duca di Wellington

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Il Feldmaresciallo prussiano Blucher

Invece di aspettare che gli eserciti alleati si organizzassero, facendo diventare più numerosa la Settima Coalizione, decise di attaccare per primo sapendo che le uniche forze alleate in campo, al mento pronte allo scontro erano le armate del Duca di Wellington, comandante dell’esercito coalizzato e del Feldmaresciallo Blucher, comandante dell’esercito prussiano. La tattica di Napoleone era di dividere i due eserciti alleati di Wellington e Blucher per poi colpire le due armate alleate separatamente sconfiggendoli entrambi, perciò l’Imperatore dei francesi, appena riunito un esercito di 100000 uomini parte verso nord in direzione Bruxelles, dove la minaccia era più alta.

Napoleone sa che i suoi generali non sono più quelli che erano un tempo ma ha fiducia nella buona riuscita della spedizione militare, perciò marcia a tappe forzate, con il suo esercito.
Un’armata di 100000 uomini sono come una città in movimento, insieme ai soldati di fanteria, di artiglieria e di cavalleria, ci sono le persone addette alla parte logistica, i cavalli per i reparti di cavalleria e da tenere conto che se si passava un villaggio, durante la marcia, ci poteva essere una possibilità di saccheggio da parte delle truppe, nel caso di solito di mancata collaborazione degli abitanti.
L’equipaggiamento militare del soldato in guerra, ai primi anni del 1815, era abbastanza faticoso da portare, oltre alla divisa militare, alle armi, nello zaino c’era quello che poteva servire, in caso di determinati bisogni, un cofanetto con dentro ago e filo da cucire, del riso nel caso di episodi di dissenteria, del lardo con del pane, un tegamino se ci fosse stato l’occasione di reperire delle uova, una coperta ed altri oggetti, il tutto pesava qualche chilo.
L’arma da fuoco utilizzata, era un fucile ad avancarica, lento nella carica, provvisto di baionetta lunga circa 40 cm e sprovvista di canna rigata che sparava proiettili a forma sferica di piombo.
La cavalleria invece a quel tempo, possedeva enormi sciabole, nel caso dei Corazzieri Francesi, anche una corazza che durante la battaglia di Waterloo, sarà descritta dai soldati nemici dei francesi, “corazze che brillavano”, alcuni cavalieri come i Lancieri francesi, erano provvisti di una lunga lancia.
L’artiglieria composta da cannoni, ad avancarica, sparava grosse palle di metallo di vario genere, poteva sparare palle di cannone piene che a contatto con il terreno rimbalzavano e quello che incontravano, falciavano oppure venivano riempite con dei pallettoni o pezzi taglienti che allo scoppio con il terreno rilasciavano, proiettili letali, nel loro raggio di azione, contro i soldati nemici.
Le cure mediche ad inizi ottocento, durante una battaglia, erano assai primitive e oltre che molto dolorose come nel caso delle amputazioni dovute a ferite gravi, potevano rischiare di complicare ancora di più la situazione del ferito per la mancanza di norme igieniche adeguate ed inoltre, la mancanza di sedativi per il paziente, trine qualche alcolico che presto finiva, rendeva insopportabile alcune pratiche di cura per il ferito.
Venne deciso il luogo della battaglia finale, presso la località di Waterloo, dopo nei due giorni precedenti, le due battaglie vittoriose per i francesi di Quatre-Bras e di Ligny e Napoleone decide di staccare circa 33000 dai suoi 100000 uomini, dando l’ordine al Marchese Grouchy, di inseguire l’esercito prussiano in ritirata per contenerlo ed impedire che riesca a raggiungere il campo di battaglia di Waterloo e universi agli inglesi di Wellington.
Napoleone si accampò con i suoi 72000 circa soldati, dopo aver passato una notte insonne ed aver fatto colazione con i suoi generali, ispezionando il terreno di battaglia capisce la situazione non delle migliori per combattere al più presto possibile, il terreno e fangoso per la pioggia incessante del giorno prima e della notte precedente la battaglia, le palle di cannone non avevano l’effetto di rimbalzo e oltretutto si impantanavano nel terreno quasi ogni cosa per la fangosità dovuta alla pioggia.
L’attacco iniziò alle undici di mattina, con un ritardo di circa due ore rispetto alle nove previste e circa cinque ore rispetto alle sei di mattina iniziali, circa 72000 francesi si scontravano con circa 69000 inglesi mentre l’armata prussiana del Feldmaresciallo Blucher, era ancora lontana da Waterloo.
L’artiglieria francese iniziò il cannoneggiamento delle file inglesi mentre le due fattorie al centro del campo di battaglia, la fattoria La Haye Sainte e la fattoria Hougomount entrambe di importanza strategica per attaccare da un alto le file inglesi e preparate alla difesa da Wellington il quale aveva capito che Napoleone avrebbe cercato di conquistarle per questo importante motivo, vennero attaccate dai francesi ma le guarnigioni al loro interno resistevano, portando a far intervenire altri soldati di fanteria francesi appoggiati dall’artiglieria.
Quando gli inglesi si accorsero che la fattoria stava per essere travolta dai francesi, un reparto di cavalleria inglese e scozzese, partì alla carica per impedirlo riuscendo a travolgere la fanteria francese che stava attaccando in quel momento la fattoria de La Haye Sainte e anche una consistente parte degli artiglieri impiegati in quello scontro, però la carica di cavalleria inglese si era spinta troppo nelle file nemiche e con i cavalli stanchi e meno freschi rispetto a quelli francesi, vennero tutti raggiunti e massacrati dai Lancieri di Napoleone che cavalcando su cavalli meno stanchi ebbero la meglio.
Dopo un non sufficiente cannoneggiamento delle file inglesi da parte di quelle francesi e con l’esercito in difficoltà ma non per ritirarsi, Wellington da l’ordine alle sue truppe di indietreggiare e schierarsi dietro una collina a formazione di quadrato attuando una mossa strategicamente astuta e vedendo ciò il Maresciallo Ney ordina la carica della cavalleria francese composta anche dai corazzieri francesi, all’incirca 16000 cavalieri, all’assalto delle file inglesi, credendo una ritirata e così facendo, dare il colpo finale per vincere la battaglia.
Appena la cavalleria francese superò la collina, un muro di fuoco travolse i cavalieri francesi, ma nonostante questo le truppe a cavallo caricarono di continuo le file nemiche, riuscendo ad annientare una parte consistente delle truppe inglesi, anche se la cavalleria francese sarà alla fine decimata.
La fattoria Hougomount alle 18.00 circa viene conquistata dai francesi mentre Napoleone spera in un arrivo delle truppe di Grouchy e nove uomini su dieci circa dell’esercito inglese sono o feriti o uccisi, l’Imperatore dei francesi ordina alla Vecchia Guardia, circa dai 3000 ai 4000 uomini di avanzare, avanzando con loro intesta delle truppe, di attaccare Wellington e dare il colpo finale per vincere ma gli inglesi resistono creando un muro di fuoco contro le file francesi e mettendo in difficoltà la Vecchia Guardia mentre ad un certo punto da lontano il Feldmaresciallo Blucher arriva con il suo esercito e ordina la carica, nelle file francesi comincia a crearsi lo scompiglio indietreggiando.
Napoleone fugge, a parigi è arrivata la notizia della sconfitta, mentre gli ultimi soldati Francesi disposti in quadrato vengono intimati alla resa, rifiutata e così facendo verranno sconfitti dagli inglesi, Napoleone si consegna alle potenze vincitrici le quali decideranno di esiliarlo a Sant’Elena, un’isola nell’oceano Atlantico, dove morirà il 5 maggio 1821.
Diversi fattori contribuirono alla sconfitta di Napoleone, il terreno fangoso quindi il ritardo dell’inizio della battaglia e il mancato tallonamento delle truppe di Gouchy che doveva impedire alle truppe prussiane di Blucher di arrivare sul campo di battaglia furono tra quelle principali, insieme a errori tattici durante la battaglia, furono tra le cause della sconfitta finale, facendo proseguire il Congresso di Vienna e sul trono d Francia ritornò il Re Luigi XVIII della dinastia dei Borboni.

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