LE ARMI UTILIZZATE DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE

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Gli Imperi Centrali e le nazioni della Triplice Intesa

 Nella storia, nei secoli, l’uomo ha cercato sempre di migliorare la potenzialità delle armi e di inventarne di nuove per la supremazia nei campi di battaglia, e le strategie usate in guerra erano legate per alcuni elementi, alle armi utilizzate dai vari eserciti in battaglia, il modo di fare la guerra, durante le varie epoche cambiò ma lo stravolgimento effettivo iniziò con l’introduzione delle armi da fuoco, le prime introdotte a partire dal XIV secolo.

Per i primi secoli, dal XIV secolo fino a circa il XVII secolo, le armi da fuoco vennero impiegate in battaglia, insieme alle armi bianche di vario genere, spade, lance, pugnali ed altre, e affiancate alcune volte anche dalle balestre e dagli archi, questi fino circa al XVII secolo perché anche se gli archibugi, i primi moschetti, i cannoni provocavano danni letali agli eserciti e grossi danni alle costruzioni, avevano tempi di ricarica lunghi e tiri imprecisi nelle lunghe distanze per le canne prive di rigatura.
Importante è anche considerare, il tramonto dell’era della potenza della cavalleria feudale e della quasi inespugnabilità dei castelli durata per secoli, antecedente l’epoca dell’ invenzione delle armi da fuoco, benché la cavalleria sarà utilizzata fino alla prima guerra mondiale, nei campi di battaglia e le fortificazioni militari, venissero sempre più migliorate per contrastare l’efficacia dei cannoni e delle armi che utilizzavano la polvere da sparo.
A partire dal XVIII secolo il miglioramento, delle armi da fuoco, arrivò a delle innovazioni tali da comportare nuove strategie ed un nuovo modo di fare la guerra, gli eserciti marciavano, ad arrivare quasi l’uno di fronte all’altro, sparandosi colpi a vicinanza ridotta dovute anche alle canne non ancora rigate quindi ai tiri non ancora precisi, i cannoni si usavano sia contro le costruzioni e anche contro le truppe avversarie, in particolare durante le guerre napoleoniche, si bombardavano le file nemiche prima dello scontro a fuoco ravvicinato, per indebolire l’esercito nemico.
Nell’ottocento si continuò questo metodo bellico, nonostante continuasse il miglioramento delle armi da fuoco, gli eserciti si affrontavano caricando l’uno contro l’altro, tattica assomigliante a quella del secolo prima, il XVIII secolo ma importante è citare il sistema della retrocarica che contribuì a ridurre notevolmente, i tempi di ricarica dell’arma portatile, sistema già inventato secoli prima, testimonianza è il fucile di Enrico VIII, Re d’Inghilterra, esposto nella Torre di Londra, era un metodo ancora primitivo e non venne utilizzato nei campi di battaglia, si dovette aspettare il 1772, con l’invenzione del fucile Ferguson dal nome dell’inventore Patrick Ferguson, ufficiale Britannico della British Army, con culatta chiusa da un vitone e innesco a pietra focaia. Più avanti nel 1808 fu introdotta la prima cartuccia completa da Jean Samuel Pauly e Francois Prelat, caratterizzato da un fondello in rame e innesco al fulminato di mercurio, un involucro di carta si disintegrava allo sparo e la pallottola era sferica, poi arrivò il fucile ad ago, sempre di Pauly, la munizione veniva caricata nella culatta con otturatore e l’innesco avveniva con un percussore ad ago.

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Meccanismo del Fucile Ferguson

Le cartucce con bossolo metallico, arrivarono nel 1836, da parte di Nicolas Flobert, e l’evoluzione continuò con le cartucce a spillo e a percussione anulare, del 1850 e a percussione centrale del 1857.
La rivoluzione effettiva nel campo delle armi adottate in guerra, si ebbe nella Prima Guerra Mondiale o chiamata anche Grande Guerra dagli storici, anche per questo motivo, le armi introdotte nel primo conflitto mondiale, erano totalmente nuove, rispetto ai secoli prima, e la loro potenza distruttiva seppur fossero state appena inventate, era molto distruttiva.
Nella Prima Guerra Mondiale, vennero impiegate armi come i gas venefici, con effetti devastanti per le truppe colpite dai gas, con danni permanenti e letali, armi come i lanciafiamme, armi nuove come gli aerei, potevano bombardare alcune postazioni nemiche anche se erano i primi ad essere inventati, le mitragliatrici, in grado di falciare le truppe in avvicinamento ad una postazione nemica, ed i primi carri armati.
Un aspetto della Grande Guerra, tra i tanti è proprio questo da prendere in considerazione, le nuove armi introdotte ed utilizzate dagli eserciti, impedivano l’impiego di quelle strategie usate in passato in quanto una guerra di movimento diventava impossibile, con armi del tipo come le mitragliatrici, in grado di decimare decine di persone in pochissimo tempo per cui un aspetto del primo conflitto mondiale, fu una guerra, non più di movimento ma una guerra di posizione, dopo le prime operazioni belliche si capì l’impossibilita di spostarsi da un posto ad una altro, senza subire gravissime perdite per il fuoco nemico e così si dovettero scavare trincee e la guerra di posizione si combatteva aspettando e assaltando cercando di prendere la trincea nemica posizionata davanti, rischiando cercando prima di tagliare il filo spinato mandando degli uomini al di fuori della trincea.
La prima notizia dell’invenzione della mitragliatrice, si ha durante la guerra civile americana del 1861-1865, con l’invenzione della Gatling, una mitragliatrice che nonostante fosse la prima ad essere utilizzata, sparava trecento colpi al minuto.

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Lanciafiamme della Prima Guerra Mondiale

Il lanciafiamme, inventai nel 1901, ed i gas venefici, avevano un potere impressionantemente distruttivo ma bisognava tenere in considerazione alcuni aspetti, l’utilizzo doveva essere in piedi, esponendo al tiro nemico, la bombola di carburante, se scoppiava poteva uccidere e ferire più persone, l’utilizzo dei gas velenosi lo stesso esponeva al tiro dell armi nemiche chi lo utilizzava, furono comunque usate, durante la Prima Guerra Mondiale.

I gas venefici, utilizzati nella Prima Guerra Mondiale, erano di due tipi, il fosgene, inventato nel 1812 dal chimico inglese John Davy, dapprima utilizzato per la colorazione dei tessuti, era una miscela di cloro e fosforo, se inalato attaccava le vie respiratorie, provocando la morte e l’iprite, inventato da un altro chimico inglese, mezzo secolo più tardi, chiamato per il suo odore somigliante alla senape, gas-mostarda, attaccava la cute e se respirato distruggeva le vie respiratorie anch’esso mortale e insieme a questi gas letali vennero usati anche altri gas di tipo lacrimogeni e stordenti ma non mortali.

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Maschera antigas della Prima Guerra Mondiale

Le maschere antigas, distribuite ai soldati, non sempre erano capaci di fermare i gas venefici ed in assenza di queste si utilizzava del pane bagnato in bocca.

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Aereo della Prima Guerra Mondiale

L’aereo fu inventato nel 1903, rivoluzionando il campo civile e militare, all’inizio alcuni ufficiali, non riconobbero subito, le potenzialità di questa nuova invenzione, successivamente a partire dal 1908 l’ingegnere Giovanni Caproni, cominciò a brevettare la nuova invenzione, con il nome CA. e poi il numero, fino ad arrivare al 1918 con il CA. 46, l’aereo in questione poteva viaggiare a 150 km orari e trasportare 500 chili di bombe da sganciare, contro gli obiettivi nemici.

Nel 1916, vennero montate sui caccia italiani, anche delle mitragliatrici da 7,7 millimetri sui velivoli SVA ed Hanriot con una velocità entrambi di 200 km orari.

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Carro Armato della Prima Guerra Mondiale

I carri armati, vennero utilizzati durante la Prima Guerra mondiale, pensati alla fine del XVIII secolo, furono costruiti tra il XIX ed il XX secolo con il miglioramento in Germania del motore a scoppio applicato alle vetture.

I primi carri armati, erano delle grandi macchine blindate con al posto delle ruote, i cingoli e potevano trasportare fino a dieci uomini al loro interno ed avevano installate le mitragliatrici ma venne abbandonato nel 1916 il progetto perché presentavano dei problemi strutturali, come per esempio l’assenza di un tubo di scappamento, successivamente nel 1917 e 1918 prodotti in grandi quantità dai francesi ed inglesi dei nuovi prototipi ma stranamente non dai tedeschi, sempre attenti alle innovazioni, l’Italia non li produsse e neanche gli austriaci, nel 1918 gli italiani, produssero il modello fiat 3000, poi perfezionato nel 1920 e vennero anche impiegati degli autoblindi con ruote.

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Sommergibile della Prima Guerra Mondiale

Un altra arma introdotta nella Prima Guerra Mondiale fu il sommergibile, una imbarcazione che poteva navigare sia in superficie e all’occorrenza immergersi da non confondere con il sottomarino perché a differenza di questo, l’immersione era temporanea e per profondità minime, già Leonardo da Vinci aveva effettuato degli studi su dei primitivi sommergibili poi abbandonati, il 20 giugno 1774 l’inglese John Day si immerse nel porto di Playmouth, con un mezzo subacqueo, dalle testimonianze nel 1850, Whilelm Bauer, costruì il primo sommergibile, lungo 8 metri e pesante 39 tonnellate, concepito per immergersi e attaccare le navi danesi che bloccavano il porto di Kiel ma il primo sommergibile con un apparato motore, dopo che Robert Fulton aveva cercato di produrne uno con il brevetto francese di Claude de Jouffroy d’Abbans  non riuscito per problemi tecnici ed economici, il 2 ottobre 1864 un primitivo sommergibile con scafo in legno e con una reazione chimica poteva percorrere brevi distanze. Verrà prodotto il primo sommergibile efficiente con apparato motore il 1888, dallo spagnolo Isaac Peral e successivamente migliorato, verrà molto impiegato soprattutto dalla Germania e poi dall’Austria-Ungheria, per attaccare il blocco navale imposto dall’Inghilterra.

La Prima Guerra Mondiale causerà purtroppo milioni di vittime e successivamente porrà le basi per la Seconda Guerra Mondiale.

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