21 GENNAIO 1793 VIENE GHIGLIOTTINATO NELLA PIAZZA DELLA RIVOLUZIONE A PARIGI IL RE DI FRANCIA LUIGI XVI DELLA DINASTIA DEI CAPETINGI.

 

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Il Re di Francia Luigi XVI

 

Il 21 gennaio 1793, a Parigi nella Piazza della Rivoluzione, venne ghigliottinato il Re di Francia, Luigi XVI, della dinastia dei Capetingi, dopo essere stato processato e condannato a morte, durante la Rivoluzione Francese, ripetendo lo stesso avvenimento accaduto in Inghilterra circa un secolo e mezzo prima, nel XVII secolo con la decapitazione del Re Carlo I, conseguentemente alla rivoluzione di Oliver Cromwell.

Luigi Augusto futuro Delfino Re di Francia Luigi XVI detto il desiderato nacque in il 23 agosto del 1754, la madre era la Principessa Maria Giuseppina di Sassonia e di Polonia mentre il padre era il figlio del Re di Francia Luigi XV, Luigi Ferdinando che sarà il padre dei futuri Re di Francia Luigi XVIII e Carlo X.

Appena nato gli fu dato il titolo di Duca di Berry e dopo essere stato battezzato con una solenne ceromonia dal cappellano reale, l’abate di Chabannes, seguirono festeggiamenti rituali con fuochi di artificio e uno spettacolo teatrale, il balletto la naissance d’Osiris di Jean-Philipe Rameau.

Con la morte Prematura del fratello maggiore il Duca di Borgogna, Louis-Xavier, Luigi Augusto divenne Delfino di Francia, ed educato in varie materie come letteratura latina la geografia, argomento il quale mostrò sempre particolare interesse e venne educato anche sulla  diplomazia internazionale,  con attenzione per attività nobili come per il ballo, la scherma e l’equitazione.

Nel 1765, con la morte del padre, il Duca di Berry, divenne Luigi Augusto erede al trono di Francia ed il 13 giugno 1769, la candidatura come futura consorte per l’erede al trono, andava ad una delle figlie dell’ Imperatrice Maria Teresa d’Austria, la futura Regina di Francia,  Maria Antonietta.

Le nozze furono celebrate il 19 aprile 1770 prima a Vienna per procura e poi a Versailles due giorni dopo, con festeggiamenti iniziati male, con alcuni fuochi di artificio caduti sulla popolazione parigina, provocando morti per il calpestamento e schiacciamento di questi ultimi nella ressa.

Nel 1774, il Re di Francia Luigi XV, morì di vaiolo, e sul trono succedette il nipote Luigi XVI, incoronato l’11 giugno del 1775 nella Cattedrale di Reims.

Le decisioni prese sia nella nomina del governo e dei ministri sia l’indecisione nell’attuare riforme in grado di sollevare la Francia,da una situazione sempre più critica a livello finanziario, porterà ad una serie di catena di avvenimenti con conseguenza la Rivoluzione Francese.               

La situazione in cui si trovava la Francia di fine XVIII secolo, era grave, le casse dello stato erano vuote sia per cattiva amministrazione sia per i finanziamenti spesi in guerre tra cui i costi sostenuti dalla Francia per il sostegno dato alla Rivoluzione Americana, con l’invio di forze militari,  l’inflazione si alzò notevolmente, per colpa anche di un brutto raccolto agricolo, con conseguente carestia che portò ad un assalto dei panifici da parte della popolazione affamata, la disoccupazione  tutt’altro che bassa, quindi lo stato doveva intervenire per cercare una soluzione.

Nel 1788, il Re di Francia Luigi XVI, per cercare di risanare il bilancio negativo dello stato, ordinò l’elezione degli Stati Generali, la famosa assemblea, già secoli prima chiamata, con successiva  convocazione, per trovare una soluzione in accordo, con le tre principali categorie dell’assemblea, rappresentanti la nazione francese, primo stato la nobiltà, secondo stato il clero, terzo stato il popolo.

L’ atmosfera all’interno dell’ assemblea, diventò ad un certo punto tesa, in quanto si capì, il problema del come si dovesse votare, i due metodi portavano sicuramente alla vittoria di uno dei due schieramenti infatti se la decisione fosse ricaduta sul metodo cosiddetto per classe, avrebbero vinto la nobiltà ed il clero, mentre se fosse stato deciso per testa, il risultato sarebbe diventato positivo per il popolo, essendo di numero complessivo, il terzo stato, il 98% circa, del totale dell’assemblea, contro il 2% di nobiltà e clero.

Gli Stati Generali, si risolsero in un nulla di fatto e l’indecisione del Re Luigi XVI, portò alla formazione dell’ Assemblea Nazionale nella famosa Sala della Pallacorda, nella quale il popolo, si riunì per discutere quello che non era stato risolto con la riunione convocata dal sovrano.

Il fatto di non prendere le decisioni giuste per cercare di risollevare la Francia di fine XVIII secolo da parte del Re, durante tutta la durata della Rivoluzione Francese, sarà una delle cause che porterà alla ghigliottina il Re di Francia Luigi XVI il quale indeciso, consigliato in maniera negativa dalla moglie Maria Antonietta, amante del lusso, l’ insistenza di ascoltare i ceti più alti anziché i piu bassi con la persistenza di perpetrare tutti i privilegi della nobiltà, porterà allo scoppio di una rivolta popolare tra le più sanguinose della storia.

Il Re Luigi XVI, inoltre, era come altri monarchi europei, convinto della regalità per diritto divino, e non per volere del popolo, un concetto medievale che con l’inizio dell’età dei lumi e poi divulgato con la Rivoluzione Francese diverrà antiquato ed obsoleto.

Il padre di Luigi XVI, il Re Luigi XV, capendo il degrado della situazione in cui la nazione stava precipitando, una volta disse “dopo di me la tempesta” e così accadde.

Quando il popolo di Parigi seppe della richiesta del Re, di radunare l’esercito per sciogliere con la forza l’Assemblea Nazionale il cui in un primo momento Luigi XVI cercò di controllare, aveva come conseguenza prodotto il Giuramento della Pallacorda, i cittadini francesi insorsero e assaltarono, prendendo, la fortezza della Bastiglia, un tempo parte di altre tre fortificazioni per difendere Parigi da possibili invasori, ora invece trasformata in prigione per prigionieri politici e diventata quindi simbolo dell’ assolutismo monarchico.

Luigi XVI si dimostrò sempre accomodante nelle riforme sociali politiche e ed economiche, studi recenti hanno concluso che il Re soffriva di depressione clinica, portandolo a momenti di grave indecisione e lasciando nelle mani della moglie assai meno popolare, la Regina Maria Antonietta, la responsabilità nell’agire per conto della corona francese.

Il 21 giugno 1791, sentendosi prigioniero di un sistema rivoluzionario che aveva costretto la famiglia reale il 6 ottobre del 1789 a trasferirsi da Versailles al Palazzo delle Tuileries con sorveglianza anche nella camera privata dei sovrani, la convinzione nella fuga di una svolta moderata della Rivoluzione Francese, dall’estero, portò alla decisione il Re di Francia Luigi XVI, di fuggire vestito da borghese ma per ritardi e dettagli mal gestiti nel piano di fuga, accadde che il Re fu riconosciuto a Varennes da un Oste e riportato a Parigi sotto scorta.

La fuga del Re di Francia, aggravò notevolmente la sua posizione, e fu deciso di processare il sovrano per 38 crimini, conseguenza anche per il ritrovamento di una serie di documenti compromettenti trovati nel cosiddetto “Armadio di Ferro “, una porta digliott ferro dipinta imitante la pietra, per celarla, situata nel Palazzo delle Tuileries che serviva come collegamento tra la stanza del Re e del delfino, adibita come nascondiglio per carte e corrispondenze da tenere nascoste all’opinione pubblica.

L’indecisione, la fuga, i documenti compromettenti trovati nell’”Armadio di Ferro”, furono una parte dei motivi i quali porterà alla decisione della corte di condannare a morte il Re di Francia Luigi XVI, ghigliottinandolo il 21 gennaio 1793, nella Place de la Concorde, l’attuale Piazza della Rivoluzione.

Prima di essere ghigliottinato, il Re pronunciò queste parole al popolo presente all’esecuzione: “Signori sono innocente di tutto ciò di cui vengo incolpato. Auguro che il mio sangue possa consolidare la felicità dei francesi”.

La frase venne registrata dall’esecutore della condanna, Charles Henri Sanson.

Dopo la sua morte, il figlio Luigi XVII, divenne per i monarchici e per gli stati internazionali, Re di Francia mentre la moglie Maria Antonietta, salì sulla ghigliottina, il 16 ottobre del 1793.

Luigi XVII morirà per malattia, il 18 giugno del 1795, dopo essere stato rinchiuso malnutrito ed usato dai rivoluzionari al processo della madre Maria Antonietta, contro di essa come testimone,  nella Torre del Tempio, una fortificazione costruita secoli prima dai Templari a Parigi e poi adibita a prigione dove la famiglia reale sarà imprigionata dentro prima delle esecuzioni. 

Anni dopo, Il Re di Francia Luigi XVIII, riesumò i resti del fratello e della moglie, gettati in una fossa comune e seppelliti in una cappella della Basilica Saint-Denis a Parigi.

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