6 Gennaio 1449 diventa Imperatore Bizantino Costantino XI

6 GENNAIO 1449

SALE AL TRONO E DIVENTA BASILEUS L’ULTIMO IMPERATORE DELL’ IMPERO ROMANO D’ORIENTE COSTANTINO XI PALEOLOGO

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L’Imperatore Bizantino Costantino XI Paleologo

Il 6 gennaio 1449, sale al trono, l’ultimo sovrano dell’Impero Romano d’Oriente, con il nome di Costantino XI, della dinastia dei Paleologi.

L’Imperatore Bizantino, Costantino XI, nacque il 5 febbraio 1405, suo padre era Manuele II Paleologo e sua madre Elena Dragas figlia del principe di Serbia.

Costantino aveva quindi due cognomi, nell’Impero Bizantino era normale averne due, quando si fondevano per via matrimoniale due dinastie regali.

Costantino fu il figlio quartogenito e prediletto di Elena Dragas, ammirato anche da suo fratello il penultimo Imperatore Bizantino Giovanni VIII Paleologo.

L’Impero Romano d’Oriente, chiamato anche Impero Bizantino, stava attraversando un periodo di crisi,  iniziato dal 1071, con la presa da parte dei Turchi Selgiuchidi, dell’Anatolia, in seguito alla sconfitta subita dall’Imperatore Romano IV Diogene nella battaglia di Manzicerta, contro il sultano turco Alp Asrlan.

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Le conquiste dei turchi selgiuchidi dopo la sconfitta bizantina di Manzicerta

Ci furono dei momenti di ripresa da parte dei bizantini, con la dinastia dei Comneni ma l’Impero Bizantino non riusci’ mai piu’ ad estendere i suoi domini, come un tempo, su tutta l’Anatolia e a ritornare agli splendori del periodo della dinastia dei Macedoni, i quali con Imperatori come Basilio II, l’Impero poté’ vantare una potenza militare notevole.

Dopo la disfatta nella battaglia di Manzicerta del 1071, l’Impero Bizantino perse tutta l’Anatolia, la regione più ricca per il rifornimento di cavalli per l’esercito, essenziali per gli imperiali, in quanto una parte della tattica di guerra di Bisanzio, consisteva nell’uso di reparti di cavalleria, tra i più citati sono i Catafratti, cavalieri pesantemente corazzati ed arcieri a cavallo.

La vittoria turca selgiuchide di Manzicerta, fu uno dei motivi scatenanti delle crociate, e la Prima Crociata fu indetta da Papa Urbano II nel 1096, poiché l’Imperatore Bizantino Alessio I Comneno, avendo capito la seria difficoltà nel contenere gli attacchi dei musulmani, si trovò costretto a chiedere aiuto militare all’occidente, il quale rispose con l’invio di forze per riconquistare i territori un tempo appartenuti all’Impero Bizantino.

I Bizantini nel 1054, con lo scisma d’oriente, si staccarono dalla Chiesa Cattolica e nacque la Chiesa Ortodossa, tutt’oggi esistente, pertanto l’aiuto chiesto all’occidente, per Alessio I Comneno non fu facile infatti anche la popolazione diffidava dei crociati.

Le crociate si prolungarono per circa due secoli, dall’inizio della prima, portando con la prima crociata, alla conquista e restituzione di una parte dei territori appartenuti una volta ai bizantini ma soltanto le prime tre ebbero scopi religiosi infatti dalla quarta crociata, l’ideologia assunse un’altra forma, quello del cercare bottini e tesori ed in questo Costantinopoli ne possedeva parecchi.

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Il Sacco di Costantinopoli da parte dei crociati nel 1204

Nel 1204, i crociati, incalzati dal Doge Veneziano Enrico Dandolo, dopo aver aiutato Alessio IV Angelo a salire sul trono bizantino, per motivi finanziari  politici e militari promessi da quest’ultimo e non concessi dal suo successore Alessio V Ducas il quale aveva detronizzato il precedente sovrano e suo padre Isacco II Angelo, i crociati invece di passare per l’Egitto e arrivare in Terra Santa, assaltarono e conquistarono la capitale dell’Impero Bizantino, instaurando l’Impero Latino e spezzettando l’Impero Romano d’Oriente, in tre stati, Impero Latino, Impero di Nicea, ed Impero di Trebisonda i quali ebbero destini diversi.

L’Impero Latino durò fino al 1261, anno in cui la città di Costantinopoli, venne riconquistata da Michele VIII Paleologo, il quale restaurò l’Impero Bizantino, facendo iniziare l’epoca della dinastia dei Paleologi.

La situazione dell’Impero, per quanto restaurato, non riuscì piu a ritornare quella di un tempo, anche perché nel 1300 si affacciarono in Anatolia un’ altra popolazione musulmana, i turchi ottomani, chiamati così dal loro primo sultano di nome Osman.

Questa popolazione, dopo aver soppiantato i Turchi Selgiuchidi, cominciarono la loro conquista dell’Anatolia, a danno anche dei bizantini, i quali nonostante qualche vittoria diplomatica come la brillante politica attuata dall’Imperatore Bizantino Manuele II Paleologo che in accordo con il sovrano dei Timuridi, provoco la sconfitta Ottomana del 1402 e delle brevi parentesi di relativi tempi di pace tra i due Imperi Bizantino ed Ottomano, Bisanzio restò sempre minacciata dai Sultani Ottomani.

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La Battaglia di Nicopoli

L’Occidente venne chiamato più volte in soccorso dell’Impero Romano D’oriente, dalla comparsa dei nuovi invasori, provocando delle risposte come quella del 1396, o di quella del 1444, entrambe finite in una disfatta per gli europei e in una vittoria dei Turchi Ottomani, rispettivamente nelle battaglie di Nicopoli e nella battaglia della Varna.

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La Battaglia della Varna

L’ultimo Imperatore Bizantino che riuscì come detto prima ad attuare una politica brillante e ad allungare la resistenza dell’Impero fu Manuele II Paleologo che seppe approffittare delle lotte dinastiche all’interno della dinastia Ottomana, riuscendo a far salire al trono turco un sovrano amichevole nei confronti dell’Impero, permettendo cosi una pace durevole negli anni.

Quando Salì al trono il sultano turco Murad II, e sul trono Bizantino il figlio di Manuele II Paleologo, Giovanni VIII, la situazione cambiò radicalmente.

Infatti il giovane Imperatore salito al trono di Bisanzio con ancora vivo il padre, per causa malattia e vecchiaia di quest’ultimo, nonostante fosse prudente verso gli Ottomani, voleva far tornare l’Impero ai suoi antichi splendori, pensando di attuare una politica aggressiva verso l’Impero Ottomano, lasciando la diplomazia che aveva caraterizzato, il regno di Manuele II.

Il padre lasciò campo libero al figlio, in quanto vecchio e malato, nonostante fosse contrario ad una politica ostile agli Ottomani, sapendo la condizione di inferiorità militare dell’Impero, in confronto ai turchi.

Ne derivò l’assedio turco di costantinopoli, del 1422, vittorioso per Bisanzio ma si capì più di prima, quanto fosse minacciata la seconda Roma dal turco e quanto aveva bisogno di aiuto, l’Impero Bizantino, ormai in crisi e impossibilitato con la forza militare di opporsi ai Turchi Otttomani.

Proprio in occasione dell’assedio del 1422, vennero donati alla città, dei piccoli cannoni che furono montati con grande felicità della popolazione cittadina, sulle possenti Mura Teodosiane.

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Una parte delle Mura Teodosiane restaurate

Nel 1449, quando Sali al trono con la morte di Giovanni VIII Paleologo, suo fratello, Costantino XI, trovò una situazione disperata e nonostante ciò la sua idea era ancora, come quella del fratello, di riportare agli antichi splendori l’Impero.

Il nuovo sovrano Bizantino, condusse alcune campagne vittoriose nel sud della Grecia, per riannettere una parte di quei territori che un tempo erano di Bisanzio ma quando il Sultano Ottomano  seppe le manovre Bizantine, marciò con il suo esercito e riconquistò i territori appena presi da Costantino XI.

Il Sultano Murad II, voleva punire i Bizantini per la crociata risoltasi male con la disfatta della Battaglia della Varna, e percio’ ridusse al vassallaggio la Morea, provincia bizantina espanse l’Impero Ottomano nei balcani a danno del decadente Impero Bizantino.

Salito al trono turco il nuovo Sultano Maometto II, nel 1451, la situazione Bizantina precipitò gravemente,

i Turchi Ottomani volevano prendere Costantinopoli e cominciarono a circondarla con la costruzione di una grande fortezza intorno alla sponda opposta della città, per controllare il passaggio di eventiuali navi o quant’altro.

Costantino XI, si recò in occidente per mesi, chiedendo aiuti alle corti europee, ricevendo soltanto proposte di aiuto misere e poche truppe, i famosi 200 arcieri napoletani, condotti poi a Constantinopoli dal legato pontificio, mandato dal Papa Nicolo V e messi subito a disposizione della capitale bizantina, o come una somma di denaro donatagli da Re Francese Carlo VI.

Infatti si era compreso, l’imminente assedio che prima o poi sarebbe satato messo in atto dalle forze ottomane, contro Costantinopoli e il tempestivo bisogno di aiuto che i Bizantini avevano assolutamente bisogno percìò l’Imperatore viaggiò per l’Europa, cercando quegli aiuti sperati ma alla fine mai ricevuti.

L’Inverno del 1452, gli abitanti si dettero con grande impegno alla fortificazione delle Mura Teodosiane, i Genovesi con i Veneziani i quali avevano interessi commerciali reciproci, fornirono il loro aiuto con qualche nave da guerra ma le forze in campo erano tutt’altro che equilibrate inoltre per i Bizantini, fu pieno di tensione l’inverno di quell’anno, Bisanzio sapeva dell’arrivo imminente dei Turchi Ottomani per attaccarla e nonostante le Mura Teodosiane offrissero una difesa formidabile, le truppe a difesa di chilometri di mura, erano scarse, appena 7000 circa soldati di cui 2000 circa erano latini, non molto ben accettati nell’ideologia degli abitanti della città, il ricordo della quarta crociata del 1204 esisteva ancora.

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Uno schema che raffigura come i difensori sulle Mura Teodosiane attaccassero gli assedianti

Inoltre il sultano Maometto II, aveva fatto fondere dei cannoni tra cui la famosa Grande Bombarda Ottomana, progettata da Urbano Di Transilvania,  in grado di sparare delle grosse e pesanti palle di cannone di 6 quintali l’una ad una distanza di un chilometro e mezzo, proggettato per contrastare la possenza e lo spessore delle Mura Teodosiane.

L’assedio Turco di Costantinopoli, iniziò il 5 aprile del 1453, i soldati bizantini erano  ai posti di combattimento, l’Imperatore Coostantino XI era come sempre a fianco del suo amico d’infanzia Giorgio Sfranze il  quale lo aveva aiutato anni prima con delle ambascierie per cercare aiuti in Europa.

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La Grande Bombarda Ottomana fatta costruire da Maometto II

La città fu bombardata da 70 cannoni per circa otto settimane, gli assalti furono respinti dagli assediati con determinazione ma nonostante le Mura Teodosiane venissero riparate durante la notte con l’aiuto degli stessi abitanti la gravità della situazione venne capita dall’ Imperatore Bizantino il quale il penultimo giorno prima dello sconto finale pianse per quello che stava accadendo, avendo ricevuto notizia del mancato arrivo delle navi e truppe promesse da Venezia.

Maometto II stava cominciando a prendere in considerazione l’idea di togliere l’assedio ma gli fu consigliato di sferrare un altro attacco diviso in tre parti, il primo con truppe leggere per sfiancare il nemico, il secondo con truppe anatoliche meglio addestrate il terzo con le truppe ottomane d’elite, i  Giannizzeri, un corpo militare creato nel XIV secolo e che avrà un ruolo di importanza nella storia dei Turchi Ottomani riuscendo alla fine a conquistare la città, dopo ore di aspri combattimenti.

Il genovese Giovanni Giustiniani Longo, portatore di un piccolo esercito di 700 uomini, presenti all’assedio, venne ferito durante gli ultimi scontri e portato via dalla furiosa battaglia, creando scompiglio nelle file bizantine che cominciarono ad indietreggiare e permettendo così lo sfondamento ottomano di queste ultime.
Trasportato altrove, Giovanni Giustiniani Longo, morirà circa due o tre giorni dopo per le ferite riportate.

La più che millenaria città fondata da Costantino I il grnade nel 330 D.C., fu conquistata il 29 maggio 1453, dopo intensi ed aspri combattimenti nei quali i Bizantini lottarono duramente  perdendo il loro Imperatore, Costantino XI Paleologo il quale perì combattendo gettandosi con la propria guardia Viriaga, contro le file Ottomane.

Il corpo dell’Imperatore non fu mai ritrovato sollevando questioni sulla sua morte ma la maggior parte delle idee concordano nell’affermare la sua morte in battaglia nel cercare di difendere la città.

La sua morte in battaglia assurse a simbolo della lotta della cristianità contro i turchi e, nel XIX secolo, dell’indipendentismo greco. Viene considerato santo e martire dalla Chiesa ortodossa.

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