Centenario della Prima Guerra Mondiale 1914 – 1918 / 2014 – 2018

CENTENARIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

1914-1918 / 2014-2018

PER RICORDARE SEMPRE E PER NON DIMENTICARE MAI

PREMESSA

Per comprendere il primo grande conflitto che sconvolse l’Europa e molte altre nazioni del mondo, bisogna ritornare indietro nel tempo e soffermarsi negli anni dei grandi cambiamenti sociali, politici e territoriale, avvenuti a partire dalla prima metà dell’ottocento.

Le motivazioni della prima guerra mondiale, sono da ricercarsi in molti fattori, accaduti durante il XIX secolo, non solo su piani politici e militari ma su interessi territoriali, diversità di idee, etnia, cultura e anche in una serie di situazioni trascurate e gestite negativamente, a tal punto da far esplodere una belligeranza distruttiva tra le più grandi della storia dell’umanità.

Il contesto in cui l’Europa ed i suoi popoli si trovarono nel corso dell’ottocento fu travagliato, oltre che da una serie di guerre, anche da una moltitudine di cambiamenti nell’ideologia della società europea, infatti si stava progredendo verso il concetto di modernità, di nuove idee liberali e si era capito l’impossibilità di continuare una politica basata sull’assolutismo, un concetto iniziato prima con l’illuminismo e poi divulgato nel periodo tempestoso della Rivoluzione Francese. Questo periodo burrascoso, si perpetrò, in Europa, nei decenni dopo la restaurazione del 1814-1815, con i moti rivoluzionari del 1820-1830, sfociando, in una rivolta popolare generale, nel 1848, scoppiata nelle principali capitali europee, per rovesciare le prepotenti idee assolutistiche dei sovrani europei e riuscendovi solo in parte, ottenendo delle costituzioni che poi saranno ritirate da un consistente numero di stati europei. Per tutto l’ ottocento, si ebbero guerre, non solo per il malcontento dilagante tra i popoli, ma anche perché alcuni stati, (Germania, Italia, alcuni stati balcanici), volevano raggiungere l’indipendenza, e per il prevalere, come detto prima, delle nuove idee moderne mentre altre guerre furono combattute, per colonizzare nazioni africane ed asiatiche, perpetrando l’era del colonialismo cominciata da secoli dai popoli europei, colonizzatori di terre lontane, altre invece per espansionismo territoriale o per contenere invasioni di popoli stranieri.

La questione balcanica, così chiamata dagli storici, fu una situazione esplosiva, creatasi appunto, negli anni venti e trenta dell’ottocento, derivata dalla ormai situazione di decadenza dell’Impero Ottomano e dal bisogno di libertà e di indipendenza, dei popoli della Grecia, Romania, Ungheria ed altri, che grazie all’aiuto di Francia ed Inghilterra, fra gli stati balcanici in lotta per staccarsi dalla dominazione turca, la Grecia, negli anni trenta del XIX secolo si proclamò stato indipendente, dall’ormai debole Impero Ottomano, dopo una serie di battaglie.

La situazione nei Balcani, partì non solo dal bisogno di indipendenza dei popoli sottomessi agli ottomani, ma come detto prima anche da un contesto di debolezza generale dell’Impero Ottomano iniziato già nel XVIII secolo, l’Impero che aveva minacciato per quasi tre secoli, dal XV al XVIII secolo l’Europaentrò nel 1700 ed ancora di più nel 1800, in crisi e nonostante i Sultani cercarono di attuare alcune riforme,  alcune delle quali porteranno la dissoluzione del corpo militare dei giannizzeri, l’impero non riuscì mai a superare la crisi generale, venendo perciò preso di mira,  dall’espansionismo austriaco e russo.

L’ Austria, in guerra con l’Impero Ottomano da secoli era passata con l’inizio del 1700 e ancora di più con l’inizio del 1800, ad una situazione non più difensiva nei confronti del sultano, ma aggressiva, approfittando della debolezza generale dei Turchi mentre la Russia reclamava un bisogno di sbocco del suo stato verso il mare, approfittando come l’Austria della situazione sfavorevole in cui versava la Sublime Porta.

Dal 1848, in Italia, si stava combattendo per raggiungere l’indipendenza a danno dell’Impero Austriaco, il quale controllava la Lombardia, il Veneto e possedeva un potere decisionale verso il Granducato di Toscana e nonostante alcune sconfitte inflitte all’esercito piemontese dall’esercito austriaco, grazie alla politica interna ed estera del primo ministro del Regno di Sardegna, Camillo Benso conte di Cavour, e dall’aiuto militare della Francia di Napoleone III, dopo una serie di battaglie vittoriose contro l’Impero Asburgico, fu proclamato lo stato italiano nel 1861, raggiunta anche con le vittorie di Giuseppe Garibaldi nel sud d’Italia, nel 1860 che avevano portato la cancellazione del Regno delle due Sicilie, annettendo la parte meridionale della penisola allo stato italiano. Durante il periodo del risorgimento italiano ci fu un altro importante evento, la proclamazione di stato guida della confederazione germanica della Prussia, il più forte militarmente, fra i territori tedeschi, nel 1866, dopo la sconfitta subita dagli austriaci, con la battaglia di Sadowa, spodestando l’Impero asburgico dalle decisioni importanti sugli stati germanici.

Nel 1870-1871, arrivò all’unificazione la Germania, grazie al governo del primo ministro Otto Von Bismarck che riuscì a sconfiggere la Francia di Napoleone III con la battaglia di Sedan, dando la possibilità al regio esercito, di entrare nello stato pontificio non più protetto dai francesi e tramite la breccia di Porta di conquistare Roma, annettendola  allo stato Italiano, nominandola capitale d’Italia.    Ci vollero anni di battaglie e guerre per unificare l’Italia, e più di una battaglia per creare la Germania ed alla fine grazie ad un sistema di alleanze internazionali, l’Italia e la Prussia ottennero la sovranità indipendente a danno degli Asburgo.

L’unità d’Italia fu dichiarata nel 1861 e nel 1871, accendendo le rivalità tra chiesa cattolica e stato , chiarite dopo più di 50 anni, dai patti lateranensi del 1929, scritti tra chiesa e stato italiano con il governo Mussolini.

 La questione balcanica, la difficoltà dell’Impero asburgico di controllare, contenere, fondere i diversi popoli all’interno del suo vasto territorio, la politica estera aggressiva dell’impero germanico comandato dal Kaiser Guglielmo II, furono tra le cause scatenanti della prima guerra mondiale.

L’ultimo conflitto europeo avvenne tra la Francia dell’imperatore Napoleone III e la Prussia del cancelliere Otto von Bismarck, nel 1870.

Con la sconfitta a Sedan dell’esercito francese, da parte di quello prussiano, in Francia nacque un sentimento anti tedesco, e la Germania di Guglielmo II, continuava a diffondere in Europa l’idea ed il pensiero di una politica aggressiva.

All’interno dell’ Impero Austro-Ungarico regnavano dei sentimenti nazionalisti perché troppi popoli erano soggetti al governo austriaco che non riuscivano più a sottostare, lo stesso Imperatore austriaco Francesco Giuseppe subì un attentato alla sua stessa vita, durante l’ottocento uno dei quali fu sventato perche il coltello dell’omicida si impigliò nei bottoni della divisa del sovrano.

Nel 1882 fu firmata la Triplice Allenaza, da tre nazioni europee, la neonata Italia, Austria, e Germania, per difesa da possibili attacchi provenienti da Russia, Francia ed Inghilterra.

Nel 1907, fu firmata la Triplice Intesa, tra Francia, Inghilterra e Russia, per interesse reciproco, in quanto all’inizio non fu rinnovato il trattato di controassicurazione tra Russia e Germania e il licenziamento del Bismarck portò i tedeschi, guidati dall’ Imperatore Guglielmo II, ad una politica aggressiva nei confronti dell’ Impero Russo e della Francia. Inoltre furono chiarite le divergenze tra Russia ed Inghilterra, per il controllo dei territori coloniali, per cui nonostante ci fossero fra i paesi della Triplice Intesa diversità profonde di livello sociale e politico, le tre nazioni sottoscrissero il trattato di alleanza per tutelarsi dalla Germania e dall’Austria, mettendo in atto quell’accerchiamento dell’Impero Germanico che Otto von Bismarck cercò sempre di evitare.

Quindi si capisce quanto fu tesa l’atmosfera, nei decenni precedenti alla Prima Guerra Mondiale che caratterizzò l’Europa dopo il 1870 ed il preludio di una guerra era alle porte.

Uno degli ultimi importanti fatti accaduti, prima della Grande Guerra, fu l’annessione all’ Impero Austro-Ungarico, della Serbia.

Questo fu un errore, perché sara proprio un nazionalista serbo, a dare il via a quella serie di eventi che porterà alla Prima Guerra Mondiale, una guerra che purtroppo era inevitabile per tutti i motivi elencati prima.

L’orrore della Grande Guerra, non fu soltanto lo spargimento di sangue, e l’atrocita che ogni guerra porta prima durante e dopo lo svolgimento di essa ma anche il nascere, con la sconfitta della Germania, di quelle idee di rivincita tedesca, di odio collettivo germanico verso tutto quello rappresentante dal Trattato di Versailles che porteranno all’altra terribile orrenda tragedia, la Seconda Guerra Mondiale.

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